Veneto. Donazzan: “Occorre ragionamento ampio e costruttivo per affrontare droga e bullismo nelle scuole”

Veneto. Donazzan: “Occorre ragionamento ampio e costruttivo per affrontare droga e bullismo nelle scuole”

Veneto. Donazzan: “Occorre ragionamento ampio e costruttivo per affrontare droga e bullismo nelle scuole”
Così l'assessore regionale all'Istruzione e alla Formazione. “La Regione non intende lasciare soli gli insegnanti nell’affrontare queste problematiche difficili e complesse né ignorare che la scuola ha bisogno del sostegno e della collaborazione di genitori responsabili e consapevoli”.

“Chiedo un incontro ai questori del Veneto per ragionare insieme ai dirigenti scolastici sulla presenza e il ruolo delle forze dell’ordine nella scuola .Qualche giorno fa un preside mi ha segnalato la presenza di spaccio a scuola, riferendomi che aveva chiesto aiuto alla polizia perché intervenisse con i cani anti droga, anche a fini preventivi. La risposta dell’ispettore di polizia è stata che le forze dell’ordine hanno avuto indicazioni ‘dall’alto’ di non entrare nelle scuole perché il loro ruolo non deve essere invasivo. Credo sia necessario un ragionamento ad ampio spettro, sereno ma costruttivo, perché la scuola non può essere una zona franca, ma è un luogo di formazione e di condivisione di regole e di cultura”.

Così l’assessore all’Istruzione e alla Formazione, Elena Donazzan, della Regione ravvisa l’urgente necessità di mettere al centro della ‘missione’ della scuola la valenza educativa. Alla luce dei dati dell’ultimo rapporto sui giovani condotto dalla Fondazione Toniolo e di recenti fatti di cronaca, segnalati anche dai media locali – rileva l’assessore – “non possiamo rimanere indifferenti e silenti se uno studente su 5 a scuola è testimone di atti di bullismo, se uno su 8 assiste a consumo e spaccio di droga in ambienti scolastici da parte di coetanei e se quasi 1 su 4 ha assistito ad atti di prevaricazione tra gli alunni, e in alcuni casi, purtroppo anche da parte di docenti e dirigenti”.

“Sono dati inquietanti, peraltro credibili, vista l’attendibilità della ricerca condotta dall’istituto milanese su 9 mila giovani e la corrispondenza con quanto ci segnalano docenti, dirigenti scolastici, genitori – prosegue l’assessore – La scuola è la fotografia della nostra società, ansi ne anticipa semmai tendenze e fenomeni sociali. Ecco perché intendo chiamare a raccolta i responsabili della scuola, perché questo ambiente di vita e di crescita delle nuove generazioni recuperi la propria valenza educativa, in dialogo con genitori e famiglie. Ho chiesto alla professoressa Daniela Lucangeli, ordinario di psicologia dello sviluppo all’università di Padova e consulente dell’Osservatorio nazionale sull’infanzia, e alla psicoterapeuta Vera Slepoj, presidente della Federazione italiana degli psicologi, di aiutarmi, in questo difficile momento per sostenere la scuola veneta nell'affrontare i temi dell'educazione all'affettività e al rispetto di sè e della propria comunità. Una collaborazione autorevole e preziosa, offerta a titolo gratuito, per costituire una ‘task force’ di competenze educative da mettere a disposizione della scuola e delle famiglie”.

“Le forze dell’ordine, con la loro esperienza e i loro esperti in prevenzione e sicurezza in rete, i servizi territoriali per le dipendenze, gli psicologi e gli psicoterapeuti dell’infanzia e dell’adolescenza- aggiunge la referente delle politiche regionali per l’istruzione e la formazione – sono interlocutori indispensabili per aiutare docenti e genitori nel delicato lavoro di formazione, educazione alle relazioni, all’affettività, al rispetto di sé e alla convivenza civica”.

“La Regione non intende lasciare soli gli insegnanti nell’affrontare queste problematiche difficili e complesse – conclude l’assessore – né ignorare che la scuola ha bisogno del sostegno e della collaborazione di genitori responsabili e consapevoli. Per questo faccio appello a tutte le agenzie educative del territorio, in primis le forze dell’ordine che con la loro presenza e la loro testimonianza, possono contribuire a dare serenità e senso di protezione ai ragazzi e al lavoro degli educatori”.
 

11 Aprile 2016

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