Veneto. Inaugurata nuova Senologia ‘Breast Unit’ al Vittorio Veneto di Venezia

Veneto. Inaugurata nuova Senologia ‘Breast Unit’ al Vittorio Veneto di Venezia

Veneto. Inaugurata nuova Senologia ‘Breast Unit’ al Vittorio Veneto di Venezia
La struttura, realizzata con un investimento di 300mila euro, si occuperà delle 2.300 donne già trattate e giunte alla fase del follow up e tutte le altre che verranno colpite da tumore al seno. La novità consiste nella totale presa in carico della paziente da parte della struttura per tutte le prestazioni necessarie, dalla prima diagnosi all’auspicata guarigione, alla successiva fase di follow up.

Non solo un reparto moderno ed efficiente, ma un modo rivoluzionario di concepire l’assistenza sanitaria alle donne colpite da un tumore al seno: è con questo spirito che nasce la nuova Senologia dell’Ospedale di Vittorio Veneto, inaugurata dal Presidente della Regione Luca Zaia.

La struttura, realizzata con un investimento di 300mila euro, da lunedì comincerà ad occuparsi delle 2.300 donne già trattate e giunte alla fase del follow up e tutte le altre che verranno colpite da questa malattia con un’organizzazione particolarissima, chiamata ‘Breast Unit’, che prevede la totale presa in carico della paziente da parte della struttura per tutte le prestazioni necessarie, dalla prima diagnosi all’auspicata guarigione, alla successiva fase di follow up.
 
“Ho personalmente voluto l’inserimento delle Breast Unit nel nostro nuovo Piano Sociosanitario – ha sottolineato Zaia – perché considero questo modo di assistere un esempio di altissima civiltà. Il tumore al seno per una donna è un evento devastante anche sul piano della sofferenza umana – ha aggiunto il Governatore – e noi abbiamo il dovere di curarla al meglio, togliendole ogni problema correlato alla malattia e facendocene carico, dal supporto psicologico alla parte burocratica come l’emissione delle prescrizioni e le code agli sportelli per le prenotazioni. Con la Breast Unit facciamo tutto noi: la donna deve solo concentrare tutte le sue forze anche psicologiche sulla guarigione”.
 
Zaia ha affrontato senza remore anche il tema della mobilità extraregionale dei pazienti. “Lo so – ha detto – che da questa area del Veneto molti cittadini tendono a rivolgersi al vicino Friuli. Ma sbagliano – ha aggiunto sorridendo – perché qui e nel resto del Veneto possono trovare la migliore assistenza possibile, sia sul piano della modernità delle terapie, sia su quello delle professionalità, che delle dotazioni tecnologiche. Qui da 6 mesi abbiamo avviato la ROV, Rete Oncologica del Veneto, che garantisce le migliori cure in ogni punto della rete, indirizzando i casi più gravi sui punti di eccellenza”.
 
Più in generale, il Governatore ha tenuto a sottolineare che il futuro della sanità veneta “è oramai indirizzato in una via virtuosa senza ritorno, fatta di altissime professionalità, moderne tecnologie in aggiornamento continuo anche grazie ai 70 milioni di euro l’anno che vi dedichiamo, di ricoveri sempre più brevi, e quindi minor necessità di letti, per arrivare alla guarigione grazie alle nuove tecniche di cura”.
 

04 Ottobre 2014

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