Veneto. Inchiesta Pfas, la procura procede per disastro ambientale. La Regione: “Già costituti parte offesa anche per questa fattispecie di reati”

Veneto. Inchiesta Pfas, la procura procede per disastro ambientale. La Regione: “Già costituti parte offesa anche per questa fattispecie di reati”

Veneto. Inchiesta Pfas, la procura procede per disastro ambientale. La Regione: “Già costituti parte offesa anche per questa fattispecie di reati”
Nei giorni scorsi il procuratore capo di Vicenza Antonino Cappelleri aveva fatto sapere che la Procura di Vicenza sta ipotizzando il reato di disastro ambientale nell’inchiesta sull’inquinamento da Pfas. La Regione: “Fin dal 2013 contribuiamo attivamente alle indagini"

La Procura di Vicenza sta ipotizzando il reato di disastro ambientale nell’inchiesta sull’inquinamento da Pfas.

Lo ha fatto sapere nella giornata di mercoledì lo stesso procuratore capo di Vicenza Antonino Cappelleri, durante un incontro avvenuto a Palazzo di Giustizia con una rappresentanza delle ‘mamme no Pfas’. Cappelleri ha anche annunciato che l’obiettivo è quello di arrivare a chiudere le indagini entro l’anno.

Intanto, nella giornata di ieri sulla vicenda Pfas ha preso posizione anche la Regione, ricordando che fin dal 2013 ha contribuito alle indagini.
 
“A partire dall’anno 2013 – ha ricostruito la Regione in una nota – Arpa Veneto ha trasmesso sistematicamente, con cadenza periodica, alla Procura di Vicenza e alle giurisdizioni competenti tutte le informazioni relative all’inquinamento che rilevava nell’ambito del monitoraggio che stava già eseguendo dall’estate di quell’anno e delle attività di prevenzione che aveva posto in essere per ridurre l’inquinamento e per prevenirne l’espansione”.
 
Fin dal 9 luglio 2013, quando U.P. Veterinaria ha inviato alle Procure di Padova, Vicenza e Verona un documento con la descrizione del problema della contaminazione, il supporto della Regione non si è mai fermato: ha fornito assistenza tecnica per gli aspetti ambientali a mezzo di Arpa Veneto e, per quanto riguarda quelli sanitari, ha condotto analisi epidemiologiche e studi sull’effetto dell’esposizione alla contaminazione da Pfas, precisa la Regione.
 
Fino a che nel 2017 si è costituita di parte offesa nell’ambito delle indagini, nella previsione di costituirsi parte civile nell’eventuale successiva fase dibattimentale, una volta che queste saranno concluse.
 
Inoltre, precisa la Regione, già la costituzione come parte offesa prevedeva i reati ambientali: “La Procura speciale conferita per la costituzione di parte offesa all’avvocato Dario Bolognesi del foro di Ferrara, nella previsione di una possibile estensione delle imputazioni, già ricomprendeva non soltanto le fattispecie criminose ordinariamente previste dal Codice penale, ma anche quelle compatibili con la nuova serie di reati ambientali introdotti nel Codice dalle più recenti riforme in materia, fra cui il reato di inquinamento ambientale  (art. 452 – bis) o quello di disastro ambientale (art. 452 – quater)”, si legge nella nota. “Per quanto attiene nello specifico ai reati ambientali la Regione a suo tempo aveva già richiesto al Ministero dell’Ambiente di attivarsi e risulta che, a partire dal 2016, il dicastero abbia interessato l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) di svolgere l’istruttoria tecnica necessaria all’espletamento delle attività che, si ricorda, sono di esclusiva competenza statale”. 

20 Aprile 2018

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