Veneto. La Fimmg in stato di agitazione e minaccia sciopero se la medicina generale non riceverà la “dovuta attenzione”

Veneto. La Fimmg in stato di agitazione e minaccia sciopero se la medicina generale non riceverà la “dovuta attenzione”

Veneto. La Fimmg in stato di agitazione e minaccia sciopero se la medicina generale non riceverà la “dovuta attenzione”
La medicina di famiglia - dice Maurizio Scassola, Segretario Regionale FIMMG Veneto - non trova più l’attenzione dovuta nonostante la grave crisi che l’Assistenza Primaria sta vivendo, a causa della colpevole mancanza di programmazione regionale che ha ricadute inevitabili a livello delle singole aziende sanitarie. I rischi che si profilano all’orizzonte sono concreti: sempre più cittadini potrebbero restare senza medico di famiglia e già ora vengono meno due baluardi della medicina generale, il rapporto fiduciario e la prossimità”.

“Lunghi mesi di silenzi e di dialogo interrotto. L’assenza di un progetto chiaro di riforma dell’Assistenza Primaria per il Veneto, risorse incluse. Qualche sporadico incontro, all’apparenza più per prendere tempo che per affrontare davvero le criticità. Tempo e pazienza che, però, ormai si sono esauriti”, queste le premesse che hanno portato oggi la FIMMG regionale del Veneto ad annunciare la proclamazione dello stato di agitazione e l’eventuale chiamata allo sciopero della professione.

“Una scelta sofferta per strumenti che, è bene sottolinearlo, – si legge in una nota del sindacato – non sono affatto congeniali alla FIMMG, non solo un sindacato, ma soprattutto un’associazione professionale che ha fatto della progettualità e dello sviluppo delle cure primarie nell’interesse dei veneti la propria missione, portando la Regione ad essere, nel campo della Medicina Generale, un esempio per tutto il Paese”.

“Purtroppo, da troppo tempo, questo rapporto si è incrinato. La medicina di famiglia – dice Maurizio Scassola, Segretario Regionale FIMMG Veneto – non trova più l’attenzione dovuta nonostante la grave crisi che l’Assistenza Primaria sta vivendo, a causa della colpevole mancanza di programmazione regionale che ha ricadute inevitabili a livello delle singole aziende sanitarie. I rischi che si profilano all’orizzonte sono concreti: sempre più cittadini potrebbero restare senza medico di famiglia e già ora vengono meno due baluardi della medicina generale, il rapporto fiduciario e la prossimità”.

“FIMMG Veneto – continua – non è rimasta zitta in questo lungo periodo: ha richiamato continuamente l’attenzione della Regione con proposte e progetti per affrontare il futuro, secondo le nuove e crescenti necessità d’assistenza di una popolazione dai bisogni complessi e che invecchia; documenti e proposte presentati a tutti i livelli, dirigenti, funzionari, V commissione del Consiglio regionale, Giunta regionale”.

“A questo sforzo – osserva perà la Fimmg – sono corrisposte solo strategie dilazionatorie e incontri che si sono rivelati tattiche per prendere tempo e non affrontare realmente le criticità. A partire dalla volontà di non rendere coerente un Accordo Integrativo regionale con il nuovo Accordo Collettivo Nazionale, esecutivo dal 28 aprile 2022; punto di partenza fondamentale per l’evoluzione organizzativa dell’Assistenza Primaria”.

Per il sindacato le “Istituzioni regionali” sono “latitanti” ma “subito pronte a deliberare iniziative, su cui la parte medica è stata tenuta costantemente in disparte, se non all’oscuro”.

E la Fimmg cita diversi esempi a conferma della sua tesi: “dal documento che definisce i requisiti di autorizzazione all’esercizio e accreditamento istituzionale delle cure domiciliari all’ultimissima DGR n 2/CR del 10 gennaio 2023 che in modo intempestivo corre all’attuazione del DM 77, delibera che sta suscitando perplessità e necessità di revisione a livello governativo”.

“Un percorso – la conclusione del sindacato – che, ormai è chiaro, corre dritto verso la privatizzazione delle cure domiciliari. Ed è proprio questo, a nostro avviso, il vero motivo del mancato coinvolgimento della Medicina Generale nelle decisioni con un’azione regionale che punta a modificare il ruolo giuridico dei medici di famiglia anche attraverso la realizzazione dell’autonomia differenziata. Rendere dipendente il medico di Medicina Generale, anche da soggetti privati, è un passaggio fondamentale per realizzare la privatizzazione anche delle cure domiciliari“.

“La Regione, inoltre, – incalza il sindacato – sembra assecondare una drammatica diaspora dal servizio pubblico verso attività libero professionali o convenzionate, causata, anche in questo caso, da una colpevole mancata programmazione e dalla scarsa valorizzazione della professione medica. La ripresa zoppicante e problematica dell’attività assistenziale distrettuale e ospedaliera grava ora ancora di più sui medici di famiglia con carichi di lavoro insostenibili e un’attività burocratica divenuta inaccettabile”.

E “nessun reale provvedimento di sostegno ai medici di medicina generale è stato attuato”. Per la Fimmg, “si è gettato solo fumo negli occhi con provvedimenti per niente incisivi, come l’aumento di massimale a 1.800 scelte a fronte di una sola 1 ora e mezza in più a settimana di personale di segreteria. Sono stati, invece, resi operativi i RAO che si stanno rivelando per ciò che sono: per il cittadino un ostacolo all’accesso alle prestazioni, per il medico un’ulteriore complicazione burocratica”.

“Drammatica poi la situazione della Continuità Assistenziale (Guardia Medica) dove vengono accorpate sedi – se non quando proprio chiuse – privando interi territori di assistenza notturna, prefestiva e festiva e utilizzando poi i fondi che avanzano non per potenziare “quello che resta”, ma per finanziare i contratti libero professionali nei pronto soccorso”, prosegue il sindacato nelal sua nota ricordando che inoltre meritano attenzione “anche l’informatizzazione e il fascicolo sanitario elettronico incagliato nelle inefficienze di Azienda Zero” e che “l’unica proposta è il gestionale unico della Medicina Generale: un tentativo per distruggere anche l’ultimo valore ancora in piedi di una stagione che ha prodotto, primi in Italia, la ricetta totalmente dematerializzata, ancora non eguagliata da nessun altro territorio”.

“Quale può essere il futuro dei Giovani Colleghi in questo quadro?”, si chiede quindi la Fimmg sottolineano in proposito che “un indicatore significativo è la perdita di giovani durante il Corso Triennale per il conseguimento del Diploma e la rinuncia alla Medicina Generale dei giovani diplomati che scelgono altre soluzioni professionali”.

“La protesta dei medici di FIMMG Veneto non è, dunque, ‘contro’ qualcuno, ma ‘per’ tanti: per tutti i cittadini che si vedranno privare di fatto, e sempre di più, di un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione, il diritto alla salute. Oggi comincia un’era nuova: si apre una stagione d’incontri con i cittadini, con le associazioni dei pazienti, con i pensionati e soprattutto con i sindaci per spiegare la nostra preoccupazione e sperare così di ritrovare quell’ascolto e quell’attenzione che ha contribuito a fare eccellente la Sanità nella nostra Regione”, conclude la Fimmg Veneto.

01 Marzo 2023

© Riproduzione riservata

Dipendenze. “Potenziamento dei SerD anche nelle Case della Comunità e con servizi per i giovani”. Le priorità di FeDerSerD
Dipendenze. “Potenziamento dei SerD anche nelle Case della Comunità e con servizi per i giovani”. Le priorità di FeDerSerD

Rafforzare la qualità dei sistemi informativi per restituire una lettura più completa dei fenomeni legati alle dipendenze, potenziare la sanità territoriale per intercettare il bisogno sommerso e valorizzare il lavoro...

Grandi anziani. Al via i progetti Pnrr per la presa in carico domiciliare di 60mila over 80 fragili
Grandi anziani. Al via i progetti Pnrr per la presa in carico domiciliare di 60mila over 80 fragili

Favorire la cura a domicilio di grandi anziani con più di 80 anni, mediante l’adozione di strumenti digitali e la telemedicina, riducendo così il rischio di perdita dell’autosufficienza, con interventi...

Umbria. Indennità di Pronto Soccorso: ripartiti 7,7 milioni alle Aziende sanitarie
Umbria. Indennità di Pronto Soccorso: ripartiti 7,7 milioni alle Aziende sanitarie

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta della presidente Stefania Proietti, ha approvato il riparto e l’assegnazione alle Aziende sanitarie regionali delle risorse destinate all’indennità di Pronto Soccorso per il personale...

Farmaci. Con il caldo possono diventare inefficaci o dannosi. I consigli di Fedefarma Verona
Farmaci. Con il caldo possono diventare inefficaci o dannosi. I consigli di Fedefarma Verona

Quando le temperature si alzano e come in questo periodo diventano addirittura proibitive, bisogna porre molta attenzione alla conservazione dei farmaci perché possono diventare non solo inefficaci, ma addirittura, in...