Veneto. Ricetta elettronica e abolizione promemoria cartaceo. Medici di famiglia contro Federfarma: “Ostile a innovazione”

Veneto. Ricetta elettronica e abolizione promemoria cartaceo. Medici di famiglia contro Federfarma: “Ostile a innovazione”

Veneto. Ricetta elettronica e abolizione promemoria cartaceo. Medici di famiglia contro Federfarma: “Ostile a innovazione”
Un Protocollo d'Intesa da siglare con la Regione porterebbe all'eliminazione del promemoria e alla definitiva attuazione della pratica della ricetta elettronica in Veneto. "Federfarma ha deciso di opporsi a questa iniziativa" e arriva la critica delle rappresentazioni dei medici di famiglia che parlano di "Federferma" con un gioco di parole. 

Una lettera congiunta dello Snami, dello Smi, della Fimmg, dell'Intesa Sindacale (CISL medici, FP CGIL medici, Simet e Sumai) e di Cittadinanzattiva per criticare l'opposizione di Federfarma al Protocollo d'Intesa con la Regione Veneto che porterebbe all'eliminazione del promemoria in merito alla ricetta elettronica. I medici di famiglia, giocando con le parole, parlano di "Federfarma-Federferma".

"I rappresentanti dei titolari di farmacia – si legge nella lettera  – aderenti a Federfarma si oppongono alla firma del Protocollo d’Intesa con la Regione Veneto che porterebbe alla scomparsa del promemoria per ritirare i farmaci erogati dal Servizio Sanitario Regionale. Questo completamento del processo di dematerializzazione della ricetta medica ha vantaggi enormi per i cittadini, soprattutto quelli affetti da patologie croniche e disabili".

"L’argomento – prosegue la lettera – portato da Federfarma a conferma della loro opposizione al provvedimento, si sofferma su di una generica tutela del cittadino che senza il promemoria, a loro dire, non avrebbe un riferimento per la posologia del farmaco".

"A questo proposito – segnalano i mmg – i responsabili regionali che rappresentano i MMG del Veneto (Domenico Crisarà per la Fimmg, Salvatore Cauchi per lo Snami, Liliana Lora per lo SMI e Antonio Fania per Intesa Sindacale hanno dichiarato: “i farmacisti entrano in un ambito che non compete alla loro professione che consiste nella mera erogazione del farmaco prescritto dal medico. E’ compito del medico e del suo rapporto con il cittadino mettere in atto tutte le misure di comunicazione e di indirizzo del cittadino stesso  valutandone  la  sua  capacità  di  compliance  e  garantendo  una  buona".

"I dirigenti di Federfarma – concludono nella lettera – hanno presentato motivi di ostilità per un progetto innovativo che non sta trovando l’adesione di tutta la categoria dei farmacisti infatti Farmacieunite e Assofarm partecipano attivamente e in modo costruttivo alla definizione del progetto. Riteniamo che debba prevalere l’interesse collettivo all’interesse di una sola parte. I professionisti interessati al benessere dei cittadini agiscono per facilitare l’accesso alle cure e rendono possibile l’attuazione di un percorso già sperimentato su sei ASL del Veneto che porterà, entro il mese di luglio, alla utilizzazione di questa innovativa modalità di ritiro dei farmaci alleggerendo i medici di famiglia da un inutile carico burocratico e consentendo ai cittadini di risparmiarsi periodiche tediose attese presso gli ambulatori di medicina generale".


 


Lorenzo Proia

10 Giugno 2016

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