Veneto. Sciopero Mmg. Coletto: “Sul rafforzamento del territorio parliamo la stessa lingua, ma va spiegato alla Fimmg nazionale”

Veneto. Sciopero Mmg. Coletto: “Sul rafforzamento del territorio parliamo la stessa lingua, ma va spiegato alla Fimmg nazionale”

Veneto. Sciopero Mmg. Coletto: “Sul rafforzamento del territorio parliamo la stessa lingua, ma va spiegato alla Fimmg nazionale”
“Mi aspetterei dai nostri medici di base la disponibilità a fare squadra per costringere Roma a tagliare meno” ha detto l’assessore che lancia una stoccata ai i vertici nazionali del sindacato “spesso schierati” con il Governo dei tagli che ha penalizzato la sanità veneta. Comunque garantisce che il Veneto continuerà a investire sulle medicine di gruppo e sugli ospedali di comunità

“Ciò che i medici di medicina generale del Veneto dovrebbero capire è che sulle strategie di rafforzamento della sanità territoriale parliamo esattamente la stessa lingua, cosa che non mi pare faccia la Fimmg nazionale, spesso schierata con il Governo dei tagli, a cominciare dal silenzio sul decreto nazionale 70 che impose il taglio dei posti letto senza nulla prevedere per la sanità territoriale”.
 
Passa al contrattacco Luca Coletto, Assessore regionale alla Sanità risponde così all’annunciato sciopero dei Medici di Medicina Generale del Veneto.
 
“Ciò che dovrebbero ammettere, dopo aver denunciato ritardi dei quali la Regione sarebbe responsabile – ha detto – è che anche quest’anno il Governo nazionale ha tagliato 160 milioni alla sanità veneta (gli ultimi di una lunga serie in atto da cinque anni) e che non esiste macchina al mondo che possa fare più strada di quello che gli consente la benzina che c’è nel serbatoio. Detto questo, garantisco che continueremo a investire tutto il possibile sulle medicine di gruppo e sugli ospedali di comunità: tutto quello che ci consente la realtà dei fatti, che il Governo nazionale ha stravolto ben dopo l’approvazione del Piano Sociosanitario del Veneto del 2012, non rispettando il patto nazionale per la salute, né nei contenuti né negli impegni finanziari”.
 
“Tutto quello che è stato fatto per la medicina territoriale – incalza l’Assessore – lo ha fatto la Regione per sue scelte, per tradurre in fatti il nostro Piano e per sostenere uno dei cardini della sanità come la medicina di base”.
 
“Non basta? – aggiunge l’Assessore – posso anche essere d’accordo, ma allora mi aspetterei dai nostri medici di base la disponibilità a fare squadra per costringere Roma a tagliare meno, e soprattutto dove si deve perché si spreca, quindi non certo in Veneto. Impresa ardua – conclude – che potrebbe non servire se potessimo, appena potremo, investire sui bisogni sociosanitari dei Veneti anche solo una piccola parte delle tasse che essi pagano a Roma senza che un euro torni sul territorio a loro vantaggio”.

17 Settembre 2017

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