Veneto. Sinigaglia (Pd): “La rigidità della maggioranza compromette la riforma sanitaria”

Veneto. Sinigaglia (Pd): “La rigidità della maggioranza compromette la riforma sanitaria”

Veneto. Sinigaglia (Pd): “La rigidità della maggioranza compromette la riforma sanitaria”
Il consigliere del Partito Democratico Claudio Sinigaglia, relatore di minoranza sul Pdl 23, chiama in causa il presidente della Regione: “È la sua legge, per questo è incomprensibile il distacco di Zaia dai lavori del Consiglio. È ormai evidente che preferisca, rispetto alla dialettica politica, il mero esercizio del potere”.

“Siamo all’opposizione e facciamo il nostro lavoro, la maggioranza faccia la maggioranza e decida. Invece non ci riescono perché si sono infilati in un cul-de-sac, in particolare per la rigidità dell’assessore Coletto, che rischia di compromettere il disegno complessivo della riforma sanitaria che stiamo discutendo ormai da giugno”. Ad affermarlo, in una nota, è il consigliere veneto del Partito Democratico, Claudio Sinigaglia, relatore di minoranza sul Pdl 23.
 
Alla maggioranza Sinigaglia dice: “Ascoltino il territorio e rispondano con un’organizzazione del sistema sociosanitario che sia valida per tutto il Veneto e non si nascondano dietro convocazioni inutili del Consiglio regionale. Non hanno ancora illustrato in aula un criterio chiaro e omogeneo sulle Ulss, limitandosi a una proposta di accorpamento: Emilia Romagna e Toscana, per esempio, le hanno ridotte ma solo dopo aver potenziato i servizi sul territorio. La maggioranza può decidere se rispondere in modo costruttivo, così come è stato per la prima parte del pdl 23 (Azienda Zero) oppure se andare avanti su questa strada. Da parte nostra continueremo a fare l’opposizione, chiedendo segnali importanti per le case di riposo (Ipab) per le esenzioni del ticket e per le agevolazioni sulle cure odontoiatriche”.
 
Sinigaglia chiama poi in causa il presidente della Regione Luca Zaia: “È la sua legge, per questo è incomprensibile il distacco di Zaia dai lavori del Consiglio. È ormai evidente che preferisca, rispetto alla dialettica politica, il mero esercizio del potere. La scelta di nove Ulss così come ci è stata presentata risponde infatti a logiche esclusivamente politiche, che nulla hanno a che vedere con la qualità dei servizi sociosanitari da assicurare al territorio”.

08 Settembre 2016

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