Veneto. Video-sorveglianza nelle camere funebri per controllare se il morto cammina

Veneto. Video-sorveglianza nelle camere funebri per controllare se il morto cammina

Veneto. Video-sorveglianza nelle camere funebri per controllare se il morto cammina
“Apparecchiature di rilevazione e segnalazione a distanza per la sorveglianza del cadavere anche ai fini del rilevamento di eventuali manifestazioni di vita”. Questa la curiosa citazione contenuta nella delibera sui requisiti tecnici in materia funeraria della Giunta veneta.

La materia è seria e la delibera approvata ieri dalla Regione Veneto lo è altrettanto, formulando gli specifici requisiti tecnici e igienici a cui devono rispondere le strutture e i servizi che si occupano di ospitare i feretri e della loro tumulazione. Ma suscita un sorriso leggere che le case funerarie devono essere dotate di “apparecchiature di rilevazione e segnalazione a distanza per la sorveglianza del cadavere anche ai fini del rilevamento di eventuali manifestazioni di vita” e che i carri funebri devono essere attrezzati “con idonei sistemi che impediscano lo spostamento del feretro durante in trasporto”. Parole che rievocano immagini da film horror o commedie inglesi.
Si tratta, tuttavia, di dettagli che la Giunta è obbligata a normare, spiega l’assessorato alla Salute della Regione Veneto. Perché si tratta pur sempre di una materia delicata e di aspetti che riguardano “non solo aspetti sanitari ma attengono anche aspetti legali, allo stato civile, alla disciplina del commercio, con ricadute anche sul piano economico”, come si legge sul testo della delibera stessa.
Per questo per la formulazione dei requisiti è stato istituito un gruppo tecnico interdisciplinare che ha riunito medici legali e igienisti, ma anche rappresentanti della direzione urbanistica e integrato con rappresentanti degli assessorati al Territorio, alla Cultura, all’Economia, alla Ricerca e agli Affari generali.

La delibera, approvata in applicazione della legge 18/2010, stabilisce così tutti i dettagli di come debba essere trattato e trasportato il feretro.
Dalla casa funeraria (ampia almeno 20 metri quadri con temperatura interna non superiore ai 18°C, ad esempio), alla sala del commiato (che deve avere un impianto di condizionamento idoneo ad assicurare condizioni microclimatiche confortevoli e arredi adeguati all’accoglimento del feretro e dei suoi cari).
Attenzione anche ai requisiti formativi di chi svolge l’esercizio dell’attività funebre, che deve aver svolto un apposito corso organizzato da organismi accreditati dalla Regione per la durata minima di 15 ore suddiviso nelle seguenti materie: medicina legale (minimo 5 ore), Igiene pubblica (minimo 5 ore), medicina del lavoro e norme di legge connesse (minimo 5 ore).

09 Novembre 2011

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