Veneto. Zaia chiede di diventare la sesta regione a Statuto Speciale. Dopo la vittoria al referendum la si accelerano i tempi per ottenere più autonomia. Anche sulla sanità

Veneto. Zaia chiede di diventare la sesta regione a Statuto Speciale. Dopo la vittoria al referendum la si accelerano i tempi per ottenere più autonomia. Anche sulla sanità

Veneto. Zaia chiede di diventare la sesta regione a Statuto Speciale. Dopo la vittoria al referendum la si accelerano i tempi per ottenere più autonomia. Anche sulla sanità
Ieri ha votato il 57,2% degli aventi diritto e il 98,1% ha detto sì al referendum. E la Giunta oggi ha varato subito due provvedimenti per avviare il percorso per ottenere più autonomia: un ddl per le 23 competenze e sul federalismo fiscale e uno per riconoscimento statuto speciale. Nasce la Consulta del Veneto per l’autonomia. Zaia: “La gente ha parlato. Noi ora facciamo, presto e bene. Siamo apripista di reale riforma autonomista dello Stato”. Il DDL AUTONOMIA, il DDL STATUTO SPECIALE e il DGR CONSULTA.

Dopo la vittoria del Sì al referendum sull’autonomia (il 98,1% dei veneti che ha votato, ha votato sì, a fronte di un'affluenza del 57,2%), la Giunta regionale veneta, riunita oggi in seduta straordinaria su proposta del Presidente Luca Zaia, ha approvato all’unanimità il “disegno di legge d’iniziativa della Giunta regionale concernente “Proposta di legge statale da trasmettere al parlamento Nazionale ai sensi dell’articolo 121 della Costituzione relativa a ‘Iniziativa regionale contenente, ai sensi dell’articolo2, comma2, della legge regionale 19 giugno 2014 nr. 15, percorsi e contenuti per il riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia per la Regione Veneto, in attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione”. Con questo atto, in estrema sintesi, la Regione Veneto indica le 23 materie dell’autonomia e, sul piano finanziario, i nove decimi del gettito fiscale di Irpef, Ires e Iva per gestirle (il federalismo fiscale).

Il Governo veneto, nella stessa seduta, ha approvato anche un disegno di legge concernente “Proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale ai sensi dell’articolo 121 della Costituzione, relativa a ‘modifica dell’articolo 116, primo comma della Costituzione”, con la quale si chiede il riconoscimento del Veneto come Regione a Statuto Speciale. Si tratta di un solo articolo: “nel primo comma dell’articolo 116 della Costituzione, dopo le parole “la Valle d’Aosta” sono aggiunte le seguenti: “e il Veneto”.

E’ stata infine approvata con delibera l’attivazione della “Consulta del Veneto per l’autonomia”, un Tavolo al quale siederanno tutte le rappresentanze della società civile della Regione (Comuni, Province, Enti Locali di vario livello, Organizzazioni imprenditoriali e di categoria, sindacati, rappresentanze del sociale e del terzo settore), per condividere i contenuti del disegno di legge e raccogliere le indicazioni e suggerimenti degli interlocutori.

Dopo la prima approvazione di oggi, pur se in tempi ristrettissimi, il cammino dell’autonomia, per arrivare sul tavolo del Governo nazionale, prevede una seconda approvazione in Giunta di un testo eventualmente emendato con le osservazioni accoglibili provenienti dalla Consulta e successivamente l’invio al Consiglio regionale per la discussione e la definitiva approvazione.

“I veneti – ha detto Zaia presentando i provvedimenti di fronte a una selva di giornalisti e telecamere e affiancato da tutti gli Assessori– hanno parlato forte e chiaro, andando a votare in 2 milioni 328 mila 949 sotto la pioggia in una giornata difficile. Oggi era nostro dovere, varando gli atti conseguenti, dare una risposta immediata all’impegno preso con ognuno dei cittadini”.

“Sia chiaro – ha tenuto a precisare il Governatore – che la nostra non è una dichiarazione di guerra a nessuno. Anzi, è l’offerta di un cammino completamente rispettoso della Costituzione per fare dal basso quelle riforme in senso autonomista e federale che dall’alto non sono riusciti a realizzare, indicate a chiare lettere anche dai padri costituenti all’articolo 5 della Carta. Da oggi il Veneto non sarà mai più come prima, ma il Veneto offre anche all’Italia un laboratorio serio e rispettoso della Costituzione per riforme seriamente autonomiste e federaliste. Si tratta infatti di una via che potrà percorrere ogni Regione che abbia la forza e la capacità di una forte assunzione di responsabilità, sia nei confronti dello Stato che dei cittadini amministrati sui territori, a condizione che si abbia il coraggio di incidere su quegli sprechi che valgono non meno di 30 miliardi di euro l’anno, pari a un terzo degli interessi che il Paese paga ogni anni per il suo debito pubblico”.

Zaia ha ribadito, come già fatto ieri sera a caldo dopo la certezza della vittoria del sì all’autonomia, che si tratterà di un cammino improntato alla più totale sussidiarietà. Lungi da me – ha detto con forza – l’idea di costruire una sorte di neo centralismo regionale: competenze e fondi che riceveremo passeranno via via ai territori, ai Comuni, agli Enti locali, agli amministratori che ogni giorno sono a contatto diretto con i cittadini amministrati e i loro problemi sempre più stringenti”.

“Sia anche chiaro – ha aggiunto Zaia – che al Tavolo che si aprirà a Roma siederà il popolo, non la politica, perché è il popolo veneto che ieri ha detto chiaro e forte che cosa desidera”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Zaia ha detto anche che “il Governo in carica, se lo vuole, ha tutto il tempo necessario per aprire il tavolo con la Regione Veneto e di arrivare alla conclusione. L’Imminente fine della legislatura nazionale non sia un alibi per nessuno. Tireranno per le lunghe? Spero di no, ma se anche così fosse il nuovo Governo che nascerà dopo il voto dovrà darci risposte veloci e soprattutto concrete”.

Il Disegno di Legge per l’autonomia approvato oggi elenca le 23 materie per le quali si chiedono forme e condizioni particolari di autonomia.

Tre sono attualmente di esclusiva competenza statale: “Norme generali sull’Istruzione”; “Tutela dell’Ambiente, dell’Ecosistema e dei Beni culturali”; Organizzazione della Giustizia di Pace”.

Le altre 20 materie sono attualmente di competenza concorrente. Si tratta di “Tutela della Salute”; “Istruzione”; Ricerca Scientifica e Tecnologica e Sostegno all’Innovazione per i settori produttivi”; “Governo del Territorio”; “Valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali e Promozione e Organizzazione di Attività Culturali”; “Rapporti Internazionali e con l’Unione Europea” della Regione; “Protezione Civile”; Coordinamento della Finanza Pubblica e del Sistema Tributario”; “Commercio con l’Estero”; “Tutela e Sicurezza del Lavoro”; “Professioni”; “Alimentazione”; “Ordinamento Sportivo”; “Porti e Aeroporti Civili”; “Grandi Reti di Trasporto e Navigazione”; “Casse di Risparmio, Casse Rurali, Aziende di Credito a Carattere Regionale”; “Enti di Credito Fondiario e Agrario a carattere Regionale”; “Ordinamento della Comunicazione”; “Produzione, Trasporto e Distribuzione Nazionale dell’Energia”; “Previdenza Complementare e Integrativa”.

23 Ottobre 2017

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