Venezia. Muore giovane 25enne dimessa quattro giorni dal PS

Venezia. Muore giovane 25enne dimessa quattro giorni dal PS

Venezia. Muore giovane 25enne dimessa quattro giorni dal PS
La giovane non stava bene, faceva fatica a respirare ed era febbricitante e aveva deciso di andare a fare un controllo sabato al pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Venezia. Tenuta in Osservazione Breve Intensiva, aveva ricevuto una terapia da proseguire a domicilio, con l’indicazione di un programma di esami e visite di rivalutazione che non è stato possibile attuare.

È morta ieri, a 25 anni, pochi giorni dopo essere stata dimessa dal Pronto Soccorso dell’ospedale Civile di Venezia. L'ospedale, d'accordo con i familiari, sta procedendo ad un riscontro diagnostico disposto direttamente dal nosocomio. Al momento, secondo quanto riferito dal Gazzettino, non risulterebbe alcuna denuncia alle forze di polizia e in Procura.

“La 25enne non stava bene, faceva fatica a respirare ed era febbricitante e aveva deciso di andare a fare un controllo sabato al pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Venezia”, riferisce il Gazzettino che parla di “probabile polmonite”.

La Direzione dell’Ospedale, da parte sua, esprime piena disponibilità e la piena vicinanza ai familiari, ed evidenzia che, “con lo stesso atteggiamento di accorata attenzione i medici si sono prodigati ieri, di fronte al gravissimo quadro presentatosi ai sanitari, nel tentativo di salvare la vita alla giovane paziente, con il coinvolgimento delle équipe della Cardiologia e della Rianimazione dell'Ospedale, al fianco dei medici del Suem118 e del Pronto Soccorso”.

Ma “con la medesima attenzione – evidenzia la nota della Direzione – si erano svolti gli accertamenti sullo stato di salute della paziente durante l'accesso al Pronto Soccorso nella giornata di sabato 26 ottobre: in quella occasione, la giovane era stata visitata da due medici del Pronto Soccorso e poi dal medico infettivologo; contemporaneamente agli accertamenti ampi, prolungatisi per un periodo di Osservazione Breve Intensiva, alla giovane era stata avviata la conseguente terapia, che andava proseguita a domicilio; era stato infine concordato un coerente programma di esami e visite di rivalutazione, che non è stato possibile attuare per il precipitare del quadro clinico”.

31 Ottobre 2019

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