Vercelli. Partito il progetto “Rianimazione aperta”

Vercelli. Partito il progetto “Rianimazione aperta”

Vercelli. Partito il progetto “Rianimazione aperta”
Ampliato l’orario di ingresso in reparto dei familiari. L’obiettivo è da un lato consentire ai visitatori di conciliare i propri impegni con il desiderio di restare accanto ai propri cari, dall’altro di far percepire l'ospedale come un luogo più familiare. La Dg Serpieri: “E’ un segno tangibile della volontà di questa azienda di mettere al centro il cittadino”.

Da alcuni giorni anche la Rianimazione del Presidio Ospedaliero Sant’Andrea diventa “Rianimazione Aperta” in linea con quanto entrato in vigore lo scorso 24 dicembre per tutti gli altri reparti ospedalieri. “Si tratta di un segno tangibile della volontà di questa azienda di mettere al centro il cittadino – afferma Chiara Serpieri, direttore generale della Asl, nella nota che annuncia la novità – considerando la relazione umana come pilastro fondamentale della cura. Da diversi mesi stiamo infatti lavorando per concretizzare progetti e azioni di umanizzazione delle strutture e delle cure".  

Il progetto “Rianimazione Aperta” consente ai familiari l’ingresso in reparto dalle ore 12.00 alle ore 19.30. L'estensione dell’orario di visita ha l’obiettivo: “Da un lato di consentire ai visitatori di conciliare i propri impegni con il desiderio di restare accanto ai propri cari che stanno attraversando un momento difficile, e dall’altro di far percepire l'ospedale come un luogo più familiare e maggiormente dimensionato alle esigenze di supporto e vicinanza del paziente. Il supporto relazionale di amici e familiari diventa parte integrante della cura”.

“Gli studi al riguardo evidenziano che una persona, anche se non sveglia, in molti casi può percepire la presenza dei suoi cari – spiega il Direttore Sanitario Arturo Pasqualucci -. Un soggetto  sveglio, anche se connesso al ventilatore, impossibilitato a comunicare verbalmente, ha bisogno delle attenzioni “fisiche” e della presenza il più possibile costante dei propri congiunti”.

18 Novembre 2016

© Riproduzione riservata

Dipendenze. “Potenziamento dei SerD anche nelle Case della Comunità e con servizi per i giovani”. Le priorità di FeDerSerD
Dipendenze. “Potenziamento dei SerD anche nelle Case della Comunità e con servizi per i giovani”. Le priorità di FeDerSerD

Rafforzare la qualità dei sistemi informativi per restituire una lettura più completa dei fenomeni legati alle dipendenze, potenziare la sanità territoriale per intercettare il bisogno sommerso e valorizzare il lavoro...

Grandi anziani. Al via i progetti Pnrr per la presa in carico domiciliare di 60mila over 80 fragili
Grandi anziani. Al via i progetti Pnrr per la presa in carico domiciliare di 60mila over 80 fragili

Favorire la cura a domicilio di grandi anziani con più di 80 anni, mediante l’adozione di strumenti digitali e la telemedicina, riducendo così il rischio di perdita dell’autosufficienza, con interventi...

Umbria. Indennità di Pronto Soccorso: ripartiti 7,7 milioni alle Aziende sanitarie
Umbria. Indennità di Pronto Soccorso: ripartiti 7,7 milioni alle Aziende sanitarie

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta della presidente Stefania Proietti, ha approvato il riparto e l’assegnazione alle Aziende sanitarie regionali delle risorse destinate all’indennità di Pronto Soccorso per il personale...

Case di Comunità. Polemiche in Piemonte sul reclutamento degli infermieri tramite Amos
Case di Comunità. Polemiche in Piemonte sul reclutamento degli infermieri tramite Amos

Il possibile reclutamento di infermieri tramite la società in house Amos per garantire il funzionamento delle future Case e degli Ospedali di Comunità in Piemonte accende il confronto tra Ordini...