Vescovi alla Regione: “Familiari tornino accanto a malati ricoverati”. Donini: “Appello condiviso”

Vescovi alla Regione: “Familiari tornino accanto a malati ricoverati”. Donini: “Appello condiviso”

Vescovi alla Regione: “Familiari tornino accanto a malati ricoverati”. Donini: “Appello condiviso”
In una lettera alla Regione la Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna sottolinea come la presenza del familiare “deve essere considerata parte fondamentale della cura del malato, specie se fragile o non autosufficiente”. Da qui la richiesta di ripristinare la presenza accanto ai malati. Donini: “Condividiamo l’appello dei Vescovi, lavoriamo per una maggiore presenza, garantendo, al contempo, la sicurezza di pazienti, operatori e degli stessi famigliari”.

La Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna ha scritto alla Regione per chiedere che venga rapidamente consentita la presenza dei familiari accanto agli anziani e agli ammalati ricoverati negli ospedali e nelle strutture socio-sanitarie di ricovero, raccogliendo l’impegno dell’assessore alla Salute, Raffaele Donini.

Per i vescovi infatti, “nel rispetto del contesto sanitario attuale e della normativa vigente”, è necessario “ripensare alla realtà dei ricoveri negli ospedali della regione Emilia-Romagna, aggravata dalla pandemia da Covid-19, in particolare per quanto riguarda la dimensione terapeutica dell’incontro umano, che comprende i legami naturali”. “La presenza del familiare – prosegue la lettera dei vescovi inviata alla Regione – deve essere considerata parte fondamentale della cura del malato, specie se fragile o non autosufficiente. Se poi il malato ha anche bisogno di supporto per le esigenze della vita quotidiana, è allettato, ha disturbi cognitivi e comunicativi, la presenza costante di un familiare, o di chi per esso, deve ritenersi indispensabile ed essere garantita, pena il decadimento globale e l’aggravamento delle condizioni generali del malato, specie se anziano”. 

Si chiede, pertanto, che “venga riconosciuto come diritto inalienabile per tutte le persone non autosufficienti quello di poter godere dell’assistenza non sanitaria da parte dei parenti”. Nel testo, poi, si interpella la Regione affinchè “favorisca una svolta culturale, che comprenda in maniera sostanziale la cura della dimensione relazionale e di quella spirituale come componenti costitutive dell’assistenza” e che, a tal fine, si adottino “opportune indicazioni ufficiali, da parte della Regione, sull’importanza di tali componenti della cura e dell’accesso dei parenti al letto dei malati” anche per favorire comportamenti omogenei, sollevare da responsabilità le singole Direzioni sanitarie ospedaliere e dare fondamento giuridico alle decisioni organizzative. 

La Consulta regionale della Pastorale della Salute comunica infine la disponibilità delle Diocesi e dei cappellani ospedalieri a collaborare con le Aziende Sanitarie, gli operatori della sanità e tutte le associazioni al fine di contribuire a migliorare questi aspetti negli ospedali e in tutte le strutture socio-sanitarie di ricovero. 

Un appello accolto dall’assessore alla Salute, Raffaele Donini. “Condividiamo senz’altro l’appello della Consulta regionale della Pastorale della Salute della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna, perché siamo assolutamente conviti e consapevoli dell’importanza di poter avere accanto i familiari e gli affetti più cari di quanti sono ricoverati negli ospedali o sono degenti nelle strutture sociosanitarie”, commenta l’assessore in una nota. “La vicinanza dei propri cari – prosegue – e il calore umano hanno un valore essenziale per chi soffre, anche terapeutico. E il prezzo imposto da questa pandemia, anche in termini di distanziamento fisico, è stato più alto proprio per i degenti e i loro familiari”.

“Per questo – aggiunge l’assessore – le decisioni regionali assunte nelle ultime settimane vanno proprio in questa direzione. In particolare, un atto assunto nei giorni scorsi, per quanto riguarda l’ambito ospedaliero, prevede il pieno accesso dei familiari nei reparti non Covid, regolamentato da comportamenti che assicurino la sicurezza sanitaria. E, anche per i reparti Covid, le direzioni sanitarie sono tenute a individuare modalità che permettano le visite e la permanenza di fianco ai propri cari”.

Analogamente a quanto vale per gli ospedali, spiega Donini, anche nelle strutture sociosanitarie si è andati nella stessa direzione, adottando le linee guida ministeriali che hanno assicurato maggiore flessibilità per le visite, con l’obiettivo di consentire alle familiari visite più frequenti e permanenze più prolungate, nella consapevolezza che sono proprio i familiari a tenere al benessere e alla salute dei propri cari.

“È per noi estremamente apprezzabile – chiude Donini – la disponibilità manifestata dalle Diocesi e dai cappellani ospedalieri a collaborare con le aziende sanitarie, gli operatori della sanità e tutte le associazioni per contribuire a migliorare questi aspetti negli ospedali e in tutte le strutture sociosanitarie di ricovero”

18 Luglio 2022

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