Mentre per la prima infanzia il percorso di immunizzazione si va progressivamente consolidando, per la popolazione adulta fragile e anziana l’accesso alla prevenzione contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) resta del tutto fermo, non programmato e a forte rischio di disuguaglianze territoriali. Nonostante un impatto epidemiologico ed economico rilevante — con circa 290.000 infezioni respiratorie acute, oltre 26.000 ricoveri ospedalieri e circa 1.800 decessi all’anno in Italia tra gli over 60, con un tasso di mortalità intraospedaliera stimato al 7,2% — ad oggi manca una strategia nazionale che garantisca l’offerta preventiva per questa fascia di popolazione nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Sono queste alcune delle evidenze e dei temi al centro della presentazione della seconda edizione dell’“Osservatorio Civico VRS 2026: dalla disponibilità dell’innovazione alla politica di prevenzione”, promosso da Cittadinanzattiva e presentato oggi a Roma.
L’iniziativa si colloca in continuità con la precedente edizione e alla vigilia della scadenza entro cui il Ministero della Salute è chiamato a presentare la proposta del nuovo Piano Nazionale di immunizzazione 2027-2031 alle regioni, ed ha l’obiettivo di accompagnare il percorso istituzionale che porterà alla definizione del nuovo Piano, attraverso un monitoraggio indipendente, il confronto tra Istituzioni, comunità scientifica, professionisti sanitari, associazioni civiche e rappresentanze dei pazienti, nonché attraverso la produzione di evidenze e raccomandazioni di policy.
“Il nostro Osservatorio mostra chiaramente che l’Italia ha la grande opportunità di trasformare l’innovazione scientifica in tutela concreta della salute pubblica ma, senza una strategia nazionale chiara, si rischia di creare una prevenzione a geometria variabile e certamente non equa”, dichiara Valeria Fava, Responsabile Coordinamento politiche della salute di Cittadinanzattiva. “Se per la prima infanzia l’introduzione dei nuovi strumenti di immunizzazione si è dimostrata una scelta vincente, per gli adulti fragili e gli anziani non è stata ancora definita alcuna strategia e programmazione nazionale strutturata. Con l’imminente varo del nuovo Piano Nazionale di Immunizzazione 2027 – 2031 è urgente che le Istituzioni garantiscano risposte concrete affinché l’innovazione scientifica si traduca in un accesso equo, uniforme e tempestivo alla vaccinazione per tutte le persone che ne possono beneficiare, definendo un quadro unico per il VRS nei LEA e assicurando finanziamenti adeguati e tempestivi. La prevenzione non è un costo, ma un investimento strategico che produce un risparmio esponenziale per il Servizio Sanitario Nazionale”.
L’analisi dell’Osservatorio evidenzia alcuni elementi critici: l’assenza di una programmazione per l’adulto fragile (nonostante le raccomandazioni delle società scientifiche e il consolidamento delle strategie nei principali Paesi europei, in Italia l’offerta vaccinale per gli anziani e per i soggetti con patologie croniche non è ancora parte di un piano nazionale omogeneo), la frammentazione regionale (il ritardo nell’adozione di un quadro d’indirizzo unico rischia di generare profonde disuguaglianze tra le Regioni, condizionando il diritto alla salute dei cittadini al luogo di residenza) e, infine, l’incertezza sui finanziamenti (si confermano le criticità legate alla tempestività e alla capienza delle risorse dedicate alla prevenzione all’interno del Fondo Sanitario Nazionale, spesso ripartite in ritardo o prive di vincoli di destinazione chiari).
Cittadinanzattiva articola anche una serie di proposte e raccomandazioni operative raggruppate in cinque aree chiave per garantire un accesso equo, stabile e sostenibile alla prevenzione:
- Governance e coordinamento nazionale: garantire l’immediata integrazione della prevenzione anti-VRS per tutti i target di popolazione (compresi adulti fragili e anziani) nel nuovo Piano Nazionale di Immunizzazione 2027-2031 e nel Calendario Vaccinale, assicurando la tempestività dei provvedimenti attuativi.
- Equità di accesso e superamento dei divari territoriali: includere gli strumenti di immunizzazione ed efficacia preventiva nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e definire accordi quadro nazionali per rendere omogenei i modelli organizzativi regionali.
- Sostenibilità e risorse economiche: incrementare e vincolare la quota del Fondo Sanitario Nazionale destinata alla prevenzione, rendendo tempestiva la ripartizione dei fondi ed evidenziando i ritorni economici in termini di minori ricoveri e prestazioni sanitarie risparmiate.
- Comunicazione pubblica e formazione dei professionisti: strutturare un piano integrato di comunicazione istituzionale sulla prevenzione respiratoria nell’adulto e formare attivamente i medici di medicina generale e i professionisti sanitari di prossimità.
- Integrazione proattiva dell’innovazione: adottare modelli di governance capaci di recepire tempestivamente le evidenze scientifiche e trasformarle in politiche di sanità pubblica accessibili a tutti.