Vulvodinia. A Padova nasce servizio di diagnosi, cura e presa in carico    

Vulvodinia. A Padova nasce servizio di diagnosi, cura e presa in carico    

Vulvodinia. A Padova nasce servizio di diagnosi, cura e presa in carico    
Colpisce il 15 per cento della popolazione con un picco di incidenza tra i 20 e i 40 anni e gravi ricadute.  Questo nuovo servizio è stato inserito nell’area della PMA per le sue ampie implicazioni sulla possibilità di procreare, oltre che per l’attinenza con molti altri aspetti della ginecologia e ostetricia. Lanzarin, “Ottimo lavoro di squadra contro una sofferenza sia fisica che incide pesantemente sui rapporti di coppia e sulla serenità psicologica”.

Un ambulatorio altamente innovativo, professionisti e professioniste di primo livello e due modernissimi macchinari chiamati Ophelia e Liberty permetteranno in Veneto di prendere in carico, diagnosticare e poi curare molte donne affette da vulvodinia, una malattia talmente poco nota da essere misconosciuta fino a pochi anni fa e trattata come se fosse un problema mentale da psicologi o psichiatri.

La novità per la salute della donna è stata presentata negli scorsi giorni all’Azienda Ospedale Università di Padova, dove la struttura è entrata in attività, alla presenza dell’Assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, del DG dell’Azienda Giuseppe Dal Ben e della professoressa Alessandra Andrisani, responsabile della Procreazione Medicalmente Assistita della struttura padovana. Questo nuovo servizio, hanno spiegato la Andrisani e Dal Ben, è stato inserito nell’area della PMA per le sue ampie implicazioni sulla impossibilità delle coppie che lo desiderano di procreare, oltre che per l’attinenza con molti altri aspetti della ginecologia e ostetricia.

La vulvodinia, ricorda la Regione Veneto nella nota che presenta il progetto, è una patologia cronica molto diffusa e dolorosa che interessa una donna ogni sei. Colpisce il 15 per cento della popolazione con un picco di incidenza tra i 20 e i 40 anni. Per una diagnosi certa, a causa della complessità del quadro clinico, spesso passano due o cinque anni da quando compaiono i primi sintomi (dolore e bruciore) a quando si può formulare una prognosi.

“Proprio per questo – dichiara Manuela Lanzarin – abbiamo deciso di creare questo nuovo servizio, che si inserisce nel solco di una nostra delibera del 2022 con la quale avevamo voluto mettere al centro tutta la tematica della procreazione assistita. Nel corso del tempo abbiamo rafforzato sempre di più tutte le tematiche legate alla salute riproduttiva della donna, all’infertilità, all’oncoinfertilità. Abbiamo poi aggiunto altre patologie, come la più conosciuta endometriosi e la quasi sconosciuta vulvodinia che, come abbiamo visto, colpisce molte donne giovani e incide pesantemente sul loro desiderio di procreare, sui rapporti di coppia e sulla serenità psicologica. E’ stato fatto un bel lavoro di squadra – ha aggiunto Lanzarin – tra Regione, Azienda e l’Associazione Brelù di Bassano, che ebbi modo di conoscere e che invitai a rivolgersi qui a Padova anziché, come stavano facendo, a strutture fuori regione. Il risultato lo vediamo oggi, già ottenuto, perché la prima paziente è stata presa in carico il 4 aprile scorso. Anche in questo caso – conclude Lanzarin – si conferma una delle maggiori strategie della sanità veneta, che riguarda il massimo impegno nei confronti della salute della donna a 360 gradi”.

L’ambulatorio assicura un percorso di cura multidisciplinare con la presenza di un ginecologo e un’ostetrica, di uno psicologo, di un fisiatra e un fisioterapista, di un ginecologo esperto in medicina della riproduzione. Inoltre ci sono a disposizione delle pazienti due attrezzature all’avanguardia: OPHELIA (sistema di radiofrequenza uroginecologica) e LIBERTY (sistema di elettrostimolazione e biofeedback) che hanno richiesto un investimento di 48.500 euro.

La UOSD PMA si occupa anche di ricerca: sono due gli studi clinici attualmente in corso, uno che si occupa di microbiota, microbioma e vulvodinia e un secondo che affronta il tema della qualità della vita delle pazienti con vulvodinia.

26 Maggio 2025

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