Altro che centralità: così la Medicina Generale rischia di diventare un CUP

Altro che centralità: così la Medicina Generale rischia di diventare un CUP

Altro che centralità: così la Medicina Generale rischia di diventare un CUP

Gentile Direttore, una dichiarazione che ricorre spesso dei discorsi pubblici enfatizza il “ruolo centrale” della Medicina Generale (MG) nel SSN, generalmente da parte di decisori politici per piaggeria verso gli interlocutori...

Gentile Direttore,
una dichiarazione che ricorre spesso dei discorsi pubblici enfatizza il “ruolo centrale” della Medicina Generale (MG) nel SSN, generalmente da parte di decisori politici per piaggeria verso gli interlocutori.

In realtà tutti sanno benissimo che in un sistema complesso, multi professionale e multi livello, nessun attore professionale occupa una posizione chiave, gerarchicamente o funzionalmente superiore, perché sono in varia misura sia autonomi che interdipendenti e devono tenere conto di vincoli normativi, compatibilità organizzative ed equilibri intra e inter-professionali. Insomma quello del ruolo centrale è un esercizio retorico, tanto scontato quanto vuoto.

Se mai la MG deve ancora affermare la propria specificità “olistica”, compito arduo in un contesto dominato dalla differenziazione specialistica e super specialistica, funzionale alla deriva del libero mercato, che scivola verso la frammentazione delle competenze e delle relazioni di cura, spiazzando l’approccio generalista, in crisi di riconoscimento sia a livello internistico ospedaliero che territoriale.

Al di là del luogo comune, le proposte di cambiamento e le pratiche sono la cartina di tornasole che operazionalizza il ruolo generalista.

Dal Veneto nell’ultimo mese sono arrivate due prese di posizione che rivelano come possa essere praticata la proclamata centralità. Ad un anno dall’insediamento il medico ed Assessore Gerosa dichiara in Consiglio che il funzionamento del CUP è “fastidiosissimo e indecoroso” e propone di scaricare sui medici di MG le procedure della prenotazione di accertamenti e visite. Come se un medico con oltre 1500 pazienti potesse assumere anche il ruolo di cupista” fissando quotidianamente decine di appuntamenti per prestazioni specialistiche, spesso indotte da altri professionisti.

I medici di MG sono già oberati da incombenze burocratiche d’ogni tipo, di cui si lamentano quotidianamente perché tolgono tempo ed energie per l’attività clinica. Ed ora arriva pure la proposta di trasformarli in addetti alla gestione degli appuntamenti, ulteriore umiliante fardello amministrativo.

Se a questa idea si associa il surreale taglio delle medicine integrate e dei collaboratori, previsto dal 2027, allora si aggiunge un paradosso, perché il collaboratore di studio sarebbe la figura ideale per ricoprire il ruolo di cupista nella medicina Integrata.

Se queste proposte dovessero passare verrebbe decretata la riduzione di un professionista al ruolo impiegatizio privo di contenuto clinico, deprofessionalizzante e dequalificante, non previsto dalle convenzioni vigenti e quindi illegittimo, altro che “centralità”!

Oltre tutto la prescrizione di accertamenti e visite di controllo è un compito dello specialista, che risolverebbe alla radice il problema della prenotazione tramite CUP.

Infatti secondo le norme vigenti lo specialista è tenuto a rilasciare di persona, sul proprio ricettario o in formato elettronico, le richieste di accertamenti diagnostici, visite ed esami di laboratorio utili per approfondire il caso e rispondere al quesito clinico del medico inviante, senza rimandare il paziente al MMG relegato al ruolo di segretario “trascrittore”.

Lo prevedeva già una DGR lombarda nel lontano 1993, a costo zero, poi ripresa da normative regionali e nazionali, per la semplificazione delle procedure degli appuntamenti. Questo semplice atto risolverebbe il problema del contatto telefonico con il Cup, perlomeno al termine della visita, quando il paziente potrebbe prenotare nella stessa struttura accertamenti e controlli prescritti dagli specialisti, spesso inadempienti su tale compito.

Insomma, ecco due esempi pratici del ruolo centrale del MMG: compiti squalificanti da segretario e operatore amministrativo – nemmeno “di concetto” – in sostituzione dei collaboratori di studio.

In Veneto con tale esiziale combinato disposto si sperimenta la disarticolazione politica dell’organizzazione territoriale, in contemporanea all’avvio del Pnrr, che nelle intenzioni doveva potenziare la MG.

Cordiali saluti

Giuseppe Belleri
Mmg in pensione

18 Settembre 2026

© Riproduzione riservata

Al Policlinico Abano dieci matricole per le scuole di specializzazione in Urologia, Ginecologia e Ostetricia e Chirurgia Generale
Al Policlinico Abano dieci matricole per le scuole di specializzazione in Urologia, Ginecologia e Ostetricia e Chirurgia Generale

Il Policlinico Abano di Abano Terme ieri ha aperto le porte alle matricole dell’anno 2026-2027 delle Scuole di Specializzazione in Urologia, Ginecologia e Chirurgia Generale attivate nel presidio aponense in...

Progetto di vita e Pri: se i percorsi non dialogano, i diritti restano sulla carta
Progetto di vita e Pri: se i percorsi non dialogano, i diritti restano sulla carta

Gentile Direttore, una persona che, dopo una lesione midollare, desidera tornare a vivere autonomamente e riprendere il lavoro ha bisogno di una casa accessibile, di trasporti adeguati e di sostegni...

Violenza giovanile: responsabilità individuali, responsabilità collettive
Violenza giovanile: responsabilità individuali, responsabilità collettive

Gentile Direttore,gli episodi di violenza e aggressività con protagonisti gli adolescenti di cui la cronaca puntualmente reca notizia rappresentano un fenomeno complesso, che merita attenzione, approfondimento e una risposta istituzionale...

Sviluppo di linee guida e buone pratiche: comunità scientifiche e professionali invitate a rafforzare la collaborazione al SNLG
Sviluppo di linee guida e buone pratiche: comunità scientifiche e professionali invitate a rafforzare la collaborazione al SNLG

Gentile Direttore,sempre più nei prossimi anni si sentirà parlare di Buone pratiche clinico-assistenziali (BPCA) e si avvertirà l’esigenza di orientare in tal senso la cultura, e dunque la formazione di...