West Nile. Muore una donna nel Lazio. In Regione altri 6 casi. Ministero della Salute: “Monitoraggio costante, ma andamento epidemiologico in linea con gli anni precedenti”

West Nile. Muore una donna nel Lazio. In Regione altri 6 casi. Ministero della Salute: “Monitoraggio costante, ma andamento epidemiologico in linea con gli anni precedenti”

West Nile. Muore una donna nel Lazio. In Regione altri 6 casi. Ministero della Salute: “Monitoraggio costante, ma andamento epidemiologico in linea con gli anni precedenti”
La donna, residente a Nerola (Roma), è deceduta all'ospedale San Giovanni di Dio di Fondi (Latina). Era stata ricoverata il 14 luglio scorso per febbre e stato confusionale ma non aveva patologie concomitanti. Al momento nel Lazio ci sono altri sei casi confermati di infezione da virus West Nile. Due di loro, un uomo di 63 e uno di 72 anni, sono in condizioni critiche per la presenza di patologie concomitanti

Cresce la paura per l’infezione da virus West Nile, che oggi ha causato la morte di una donna di 82 anni nella provincia di Roma. La malattia è trasmessa dalle zanzare Culex, la specie più comune (il contagio non avviene da persona a persona), e la Regione Lazio ha attivato una cabina di regia facendo scattare le misure di prevenzione, mentre il ministero della Salute assicura che il monitoraggio è costante e l’andamento epidemiologico è comunque in linea con gli altri anni, ricordando che nel 2024 si sono registrati 460 casi e 20 decessi.

La donna, residente a Nerola (Roma), è deceduta all’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi (Latina). Era stata ricoverata il 14 luglio scorso per febbre e stato confusionale ma non aveva patologie concomitanti. Al momento nel Lazio ci sono altri sei casi confermati di infezione da virus West Nile. Due di loro, un uomo di 63 e uno di 72 anni, sono in condizioni critiche per la presenza di patologie concomitanti, con sintomi neurologici, ed entrambi ricoverati all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Gli altri 4 sono invece in miglioramento clinico. I casi, al momento, sono scollegati pur essendosi verificati tutti nella provincia di Latina. A rischio di infezione sono anche gli equini, e infatti nella provincia sarebbe morto anche un cavallo. La Regione Lazio ha rafforzato le attività di sorveglianza: sono stati allertati medici di famiglia, pediatri, pronto soccorso e veterinari, e sono stati attivati interventi di disinfestazione mirati nei focolai larvali di zanzara Culex pipiens (entro un raggio di 200 metri dai luoghi di sospetta circolazione virale). Prevista anche un’attività straordinaria di sorveglianza sierologica negli allevamenti situati intorno ai focolai sospetti o confermati. I Comuni si sono già attivati per le attività supplementari di bonifica ambientale. Inoltre, si raccomanda a tutti i medici della Regione di porre la massima attenzione alla diagnosi di casi invasivi neurologici da virus West Nile.

La maggior parte delle persone infette non mostra sintomi, ma l’infezione si manifesta in modo grave in circa l’1% dei casi. Non esistono vaccini o terapie specifiche e il ministero della Salute raccomanda di seguire le misure di prevenzione per proteggersi dalle zanzare vettori del virus: uso di repellenti, zanzariere alle finestre, svuotare di frequente i vasi di fiori o contenitori con acqua stagnante. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità, al 16 luglio 2025 erano 5 i casi confermati nell’uomo, di cui 4 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (1 Piemonte, 1 Emilia-Romagna, 2 Lazio).

La sorveglianza veterinaria attuata su cavalli, zanzare e uccelli ha confermato la circolazione del virus in Veneto, Piemonte, Sardegna, Emilia-Romagna e Lombardia. Sono 15 le Province, appartenenti a queste 6 Regioni, cui si aggiunge ora anche il Lazio, con dimostrata circolazione di West Nile. “La situazione è da tenere sotto controllo – afferma all’ANSA l’infettivologo Massimo Andreoni – e non è una buona notizia che si siano registrati i primi casi anche nel Lazio. Questo dimostra un’ulteriore diffusione della malattia, che ormai in varie regioni italiane è endemica già da anni ed è trasmessa dalla comune zanzara Culex presente anche nel nostro Paese”. Il punto, rileva, “è che questa infezione si sta diffondendo sempre di più e questo comporta due considerazioni: da un lato, pesa il clima che si sta tropicalizzando e si adatta sempre meglio alla circolazione di questa e altre zanzare, dall’altro lato diventa fondamentale che i medici siano maggiormente in grado di diagnosticare questa malattia imparando a conoscerla”.

La West Nile, sottolinea inoltre Andreoni, “può colpire a tutte le età, ma certamente se il virus infetta anziani e soggetti immunodepressi la malattia può avere un decorso grave con forme neuroinvasive”. Il consiglio, non essendo disponibili terapie o vaccini, conclude, è dunque “adottare tutte le possibili misure per evitare la proliferazione delle zanzare ed il contatto con esse”.

“Il Ministero della salute monitora costantemente la situazione in stretto raccordo con la Regione Lazio e in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, il Centro Nazionale Sangue e Centro Nazionale Trapianti – dichiara Maria Rosaria Campitiello Capo del Dipartimento di Prevenzione del Ministero- Sono state attivate tutte le misure previste dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025 con il supporto del Gruppo Operativo Arbovirosi”.

21 Luglio 2025

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