Antitumorali. Antitrust apre istruttoria sul prezzo di alcuni farmaci della Aspen: “Rincari sospetti dal 150 al 1.500%”

Antitumorali. Antitrust apre istruttoria sul prezzo di alcuni farmaci della Aspen: “Rincari sospetti dal 150 al 1.500%”

Antitumorali. Antitrust apre istruttoria sul prezzo di alcuni farmaci della Aspen: “Rincari sospetti dal 150 al 1.500%”
Sotto la lente dell’Authority, per verificare "l’abuso di posizione dominante" nel mercato dei farmaci antitumorali in fascia A, quattro prodotti dell’azienda sudafricana: Alkeran, Leukeran, Purinethol e Tioguanina. L’ipotesi è che l’azienda “avrebbe obbligato l’Aifa ad accettare elevatissimi incrementi di prezzo, determinando un aumento della spesa a danno del Ssn”.

L’Autorità Antitrust ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti delle società Aspen Pharma Trading Limited e Aspen Italia S.r.l., appartenenti al gruppo sudafricano Aspen, per verificare l’ipotesi di un  “abuso di posizione dominante” nel mercato dei farmaci antitumorali compresi nella fascia A e quindi a carico del Servizio sanitario nazionale. Si tratta in particolare di quattro prodotti: Alkeran, Leukeran, Purinethol e Tioguanina.
 
Aspen, secondo quanto ipotizzato nel provvedimento di avvio, “avrebbe obbligato l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ad accettare elevatissimi incrementi di prezzo, determinando un aumento della spesa a danno del Ssn”. Dalla notifica del provvedimento, le imprese avranno 60 giorni di tempo per chiedere un’audizione ed esercitare il diritto di essere sentita dall’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella. L’istruttoria si chiuderà entro il 31 marzo 2015.
 
L’indagine è partita da un forte rincaro – dal 250% fino al 1.500% – applicato a questi farmaci nel corso del 2014. La notizia era stata diffusa anche dall’associazione “Altroconsumo” nell’ambito di un’inchiesta giornalistica sulla cosiddetta “sparizione dei farmaci”. A partire dall’aprile 2013, in base alla ricostruzione dell’Antitrust che s’è avvalsa delle ispezioni della Guardia di Finanza, l’Aspen ha manifestato all’Aifa “la necessità con urgenza di allineare il prezzo di vendita in Italia a quello significativamente maggiore in vigore nei principali Paesi di area Ue”. In questo modo, sarebbe riuscita ad “alterare la struttura concorrenziale dei mercati rilevanti, al fine di ottenere extra-profitti”. Elemento costitutivo dell’abuso contestato sarebbe stata la minaccia di Aspen, nei confronti di Aifa, di ritiro dell’autorizzazione al commercio dei farmaci qualora non si fosse raggiunto un accordo sui nuovi prezzi.
 
Trattandosi di medicinali con indicazioni terapeutiche di carattere “essenziale”, di cui la stessa casa produttrice riconosce la “unicità” nel trattamento di alcune specifiche patologie, la strategia di Aspen sarebbe stata finalizzata – oltre a ottenere extra-profitti sul mercato nazionale – anche “a limitare il fenomeno del commercio parallelo da parte dei distributori locali”. Ora l’istruttoria dell’Agcm tende a verificare se il diritto di richiedere una revisione del prezzo o della classe di rimborsabilità dei propri farmacia sia “stato esercitato in maniera strumentale, non coerente con il fine per il quale l’ordinamento lo riconosce”, attraverso eventuali “pressioni indebite” e un abuso della propria posizione dominante.
 
Fonte: Comunicato dell’Autorità Antitrust

27 Novembre 2014

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