Apnea ostruttiva del sonno. Nelle donne si correla a un maggior rischio di fratture vertebrali

Apnea ostruttiva del sonno. Nelle donne si correla a un maggior rischio di fratture vertebrali

Apnea ostruttiva del sonno. Nelle donne si correla a un maggior rischio di fratture vertebrali
L’apnea ostruttiva del sonno, nelle donne, rappresenta un fattore di rischio aggiuntivo per le fratture vertebrali. L’evidenza emerge dai risultati di un ampio studio statunitense, che preso in esame oltre 55 mila partecipanti. “Si possono ipotizzare diverse spiegazioni per questi risultati”, osservano i ricercatori. “Innanzitutto, l’ipossia può condurre a disfunzione endoteliale vascolare e ad angiogenesi alterata, che determina a sua volta una ridotta perfusione ossea e perdita dell’osso stesso”.

(Reuters Health) – Sulla base di nuovi risultati del Nurses’ Health Study (NHS), le donne con apnea ostruttiva del sonno (OSA) hanno maggiori probabilità di riportare fratture vertebrali, mentre il rischio di frattura dell’anca non è significativamente superiore.
 
“Abbiamo scoperto un rischio doppio di fratture vertebrali in presenza di apnea ostruttiva del sonno nell’anamnesi”, osserva Julie M. Paik del Brigham and Women’s Hospital di Boston, autrice principale dello studio. “Abbiamo riscontrato anche che il rischio è ancora maggiore per le donne che durante il giorno accusano sonnolenza”.
 
Lo studio
Per indagare il rapporto tra OSA e salute delle ossa nelle donne, gli autori hanno esaminato oltre 55.000 partecipanti allo studio NHS che non avevano riportato alcuna frattura. Nel 2002, l’1,3% ha segnalato di aver ricevuto diagnosi di OSA, mentre nel 2012 tale percentuale è salita al 3,3%. Entro il 2014 sono stati documentati 461 casi incidenti di fratture vertebrali e 921 casi di fratture dell’anca.
 
Dopo l’aggiustamento, le donne con OSA presentavano il doppio delle probabilità di sviluppare fratture vertebrali (hazard ratio, 2,00; intervallo di confidenza al 95%, da 1,29 a 3,12), mentre il rischio per le donne con sonnolenza durante il giorno era quasi triplicato (HR, 2,86; IC 95%, da 1,31 a 6,21). La frattura dell’anca non è risultata associata a OSA, anche se l’intervallo di confidenza era ampio (HR, 0,83; IC 95%, da 0,49 a 1,43).
 
“Si possono ipotizzare diverse spiegazioni per questi risultati”, osservano i ricercatori. “Innanzitutto, l’ipossia può condurre a disfunzione endoteliale vascolare e angiogenesi alterata, che determina a sua volta una ridotta perfusione ossea e perdita dell’osso stesso. In secondo luogo, l’acidosi che segue l’ipossia può avere effetti negativi sulle ossa. Terza ipotesi: la OSA si associa a frammentazione del sonno, che può alterare il sistema immunitario e amplificare le vie infiammatorie, aumentando il riassorbimento osseo e sopprimendo la formazione di osso. Quarta ipotesi; OSA e rischio di fratture potrebbero essere regolati dagli ormoni sessuali perché i fattori associati a una minore esposizione agli estrogeni (ad esempio, menopausa chirurgica versus naturale) sono stati correlati a un rischio aumentato di fratture. Infine, la OSA potrebbe aumentare il rischio di fratture a causa della maggiore probabilità di cadute dovute a un’eccessiva sonnolenza diurna, un sintomo chiave di OSA”.
 
Fonte: Journal of Bone and Mineral Research

Anne Harding

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Anne Harding

18 Settembre 2020

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