Tumori rari. Cancro del colon-retto giovanile in aumento: spesso è la sindrome di Lync

Tumori rari. Cancro del colon-retto giovanile in aumento: spesso è la sindrome di Lync

Tumori rari. Cancro del colon-retto giovanile in aumento: spesso è la sindrome di Lync
Si tratta di una rara malattia ereditaria, che determina una predisposizione allo sviluppo del cancro in età giovanile non solo del colon-retto, ma anche dello stomaco, piccolo intestino, ovaio, reni ed altri organi. Importanti screening molecolari e test genetici per casi di familiarità. Ecco i risultati dello studio dei ricercatori del Regina Elena

Aumenta l’incidenza del cancro del colon-retto tra i più giovani: in molti casi si tratta della sindrome di Lync, una rara malattia ereditaria, di natura genetica, che copre una fetta del 2-4% di tutti i tumori dell’apparato digerente. I ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena danno notizia di aver effettuato una revisione della letteratura sull’argomento, pubblicando i risultati del loro studio su World Journal of Gastroenterology.
 
Proprio oggi, 28 febbraio 2015, ricorre la Giornata delle Malattie Rare (Rare disease day 2015): in tale occasione è importante sottolineare che la sindrome di Lync è una malattia rara e che “è presente, insieme a oltre 110 nuove Malattie Rare, nella proposta del Ministro Lorenzin per i nuovi LEA (Schema di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante la “Nuova definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria”)”, ha dichiarato Marina Cerimele, Direttore Sanitario aziendale IFO. “Lo riteniamo un importante passo avanti, che testimonia l’attenzione del Ministro nei riguardi delle Malattie Rare”.
 
Questa sindrome consiste in una predisposizione allo sviluppo di un cancro non solo del colon retto, ma anche in altre sedi, tra cui l’endometrio, l’ ovaio, lo stomaco, i reni, le vie urinarie, la vescica, il pancreas, le vie biliari, il piccolo intestino. Questa sindrome è causata da una mutazione genetica che colpisce geni preposti alla correzione di alcuni errori nel Dna: si tratta dei geni del Mismatch Repair (MLH1 ed MSH2, meno frequentemente MSH6 e PMS2), che codificano per proteine coinvolte nell’identificazione e riparazione degli errori del DNA.
 
Lo studio del Regina Elena evidenzia che mentre in Europa e negli Stati Uniti, grazie ai programmi di screening, diminuiscono i tumori colo-rettali nella popolazione più anziana (al di sopra dei 50 anni), aumentano invece i casi tra i più giovani, con meno di 50 anni, con un incremento dal 3% all’8.6%. Lo studio, inoltre, permette di distinguere due sottotipi di cancro colo-rettale giovanile: una forma sporadica, generalmente senza significativa familiarità di I grado, ed una forma ereditaria legata prevalentemente alla S. di Lynch.
Uno degli aspetti di cui tenere conto, per quanto riguarda la formulazione del sospetto diagnostico relativo a questa sindrome, riguarda la familiarità.
campanelli d’allarme comprendono i seguenti elementi: una storia familiare positiva e/o cancro del colon retto o dell’endometrio in età giovanile (inferiore ai 40 anni) oppure ancora cancri primitivi multipli del colon e/o altri organi nello spettro della sindrome.
 
Una volta effettuata questa valutazione, sono disponibili due step diagnostici per evidenziare l’eventuale presenza della sindrome di Lync e comprendere la natura della patologia. Un primo passo consiste nello screening molecolare sul tumore: "questa indagine permette di valutare con metodiche semplici e a basso costo due caratteristiche tipiche della sindrome determinate dalla mutazione dei geni del MMR, l’instabilità dei microsatelliti (MSI) e la perdita di espressione della proteina corrispondente al gene mutato mediante l’analisi immunoistochimica (IHC)", spiegano i ricercatori.  "Questo primo screening identifica i pazienti che devono effettuare il test genetico, più complesso e costoso, e individua il gene da analizzare".
“I pazienti effettuano un percorso diagnostico dedicato”, spiega Lupe Sanchez Mete, gastroenterologa IRE, “in accordo con le linee guida nazionali ed internazionali. I test genetici e molecolari per tutte le sindromi ereditarie sono effettuati presso la Patologia Clinica IRE in collaborazione con Aline Martayan, biologa, specialista in Genetica Medica. Quelli con diagnosi di Sindrome di Lynch vengono poi inseriti in percorsi dedicati per la sorveglianza oncologica degli organi a rischio”.
 
Al Regina Elena è presente da oltre 30 anni un Ambulatorio dedicato ai tumori ereditari dell’apparato digerente, che dal 2005 è Centro di Riferimento Regionale per la Poliposi Familiare nell’ambito della Rete Nazionale delle Malattie Rare.
Nel nostro ambulatorio sono seguiti 110 pazienti con Sindrome di Lynch”, dichiara Vittoria Stigliano,Responsabile dell’Ambulatorio per le poliposi familiari, “ma seguiamo anche tutte le forme di Poliposi familiare (Poliposi adenomatosa, Sindrome di Gadner, Sindrome di Cronkite Canada, Poliposi giovanile, Poliposi attenuata, Poliposi serrata, Mixed polyposis), i tumori familiari del colon, i tumori familiari dello stomaco e del pancreas. Al momento sono in follow-up circa 500 pazienti tra affetti e portatori.”
 
Viola Rita

Viola Rita

28 Febbraio 2015

© Riproduzione riservata

Prurito. Dermatologi: “Riconoscerlo come malattia e campanello d’allarme di condizioni sistemiche”
Prurito. Dermatologi: “Riconoscerlo come malattia e campanello d’allarme di condizioni sistemiche”

Fastidioso, persistente, talvolta insopportabile: il prurito è uno dei sintomi più diffusi nella popolazione generale e, nelle forme croniche, può incidere sulla qualità della vita in modo paragonabile al dolore...

Come migliorare le prestazioni degli atleti attraverso il riposo
Come migliorare le prestazioni degli atleti attraverso il riposo

La gestione del riposo notturno rappresenta una componente critica nel recupero dell'atleta, con implicazioni dirette sulla salute sistemica e sulla performance. Una recente indagine pubblicata sulla rivista International Journal of...

COVID-19: nello studio COMPARE il vaccino proteico di Sanofi riduce gli effetti avversi
COVID-19: nello studio COMPARE il vaccino proteico di Sanofi riduce gli effetti avversi

In tutti gli endpoint predefiniti dello studio COMPARE, il vaccino anti-COVID-19 a base proteica non mRNA di Sanofi (NVX-CoV2705 ) ha mostrato una reattogenicità sistemica significativamente inferiore rispetto al vaccino...

Trisomia 21, anche una reazione autoimmune dietro la Sindrome di Down. Lo Studio della Cattolica
Trisomia 21, anche una reazione autoimmune dietro la Sindrome di Down. Lo Studio della Cattolica

La Sindrome di Down potrebbe dipendere in alcuni casi anche da una reazione autoimmune – in cui gli anticorpi materni attaccano la membrana che riveste l’ovocita – e questo meccanismo...