Disturbo bipolare: l’85% degli italiani non sa cosa sia, ma 1 milione ne soffre

Disturbo bipolare: l’85% degli italiani non sa cosa sia, ma 1 milione ne soffre

Disturbo bipolare: l’85% degli italiani non sa cosa sia, ma 1 milione ne soffre
I dati arrivano dall’indagine “Mania e Depressione: due facce della stessa medaglia”, realizzata a marzo 2010 da GfK Eurisko in collaborazione con Astrazeneca.

Sono oltre un milione gli italiani che soffrono di disturbo bipolare, imprigionati tra gli alti e i bassi della psiche. Eppure quasi nove persone su dieci non hanno mai sentito parlare di questo grave disturbo psichiatrico, considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la sesta causa di disagio sociale nel mondo. Da un’euforia incontrollabile a una depressione profonda; il disturbo bipolare è molto spesso sottovalutato e mal diagnosticato: due pazienti su tre non sono sottoposti a una terapia adeguata e possono trascorrere fino a dieci anni prima di una diagnosi corretta.
Intanto, i disagi crescono. Dall’indagine GfK Eurislko emerge che il 46% dei pazienti si sentono poco accettati dalle persone che li circondano (amici, conoscenti, colleghi e datore di lavoro) e il 60% ammettono di avere difficoltà nelle relazioni sociali.

Scarsa conoscenza e confusione. Sono davvero tanti, più dell’85%, gli italiani che non conoscono il disturbo bipolare. I connazionali più “informati”, che hanno sentito parlare di questo grave disturbo psichiatrico sono le donne (il 70% fra chi lo conosce) e i giovani (il 41% ha tra i 18 e i 34 anni). Anche tra gli “informati”, però, serpeggia una grande confusione. Infatti il 26% lo considera erroneamente una forma di depressione, mentre il 16% lo confonde con un disturbo della personalità e il 13% ritiene che si tratti di uno “sdoppiamento”, come nello strano caso del dottor Jekyll e di Mr Hyde.

L’emarginazione. Non lo conoscono, ma circa la metà degli italiani ha la percezione che il disturbo bipolare sia un problema molto grave. Il solo riferimento all’alternanza di euforia e depressione, all’instabilità, evoca probabilmente paure e favorisce così una forte emarginazione sociale, ancora profondamente radicata nella popolazione. Quasi un italiano su due, il 45%, ritiene infatti che potrebbe avere delle difficoltà a lavorare con un bipolare e la percentuale raggiunge addirittura il 52% tra gli “informati” che conoscono il disturbo. Anche i rapporti sociali subiscono una pesante ripercussione: un italiano su tre pensa che avrebbe difficoltà a stringere amicizia con una persona bipolare. Il problema è avvertito dagli stessi pazienti che, nel 46% dei casi, si sentono poco accettati dalle persone che li circondano (amici, conoscenti, colleghi e datore di lavoro) e nel 60% ammettono di avere difficoltà nelle relazioni sociali.

Perdita di controllo. Oltre alla gravità del disturbo bipolare, i pazienti avvertono un impatto negativo sulla propria qualità di vita (68%), sulla vita affettivo-familiare (68%) e sul lavoro (54%). Il 20% ammette a volte di diventare, a causa del disturbo bipolare, aggressivo, mentre il 10% riconosce di essere pericoloso per se stesso. Ciò porta a una diffusa sensazione di perdita di controllo della propria vita, avvertita soprattutto nella fase depressiva, considerata la “faccia” del disturbo bipolare che crea maggiore disagio all’80% dei pazienti.

Farmaci e informazione. Il 20% del campione, pur soffrendo da almeno due anni di questo alternarsi di momenti di depressione e di eccessiva euforia, non prende farmaci per il disturbo bipolare e addirittura solo il 31% è seguito da uno psichiatra (il medico specialista per la cura della patologia). I pazienti vorrebbero, inoltre, che i media italiani parlassero di più del disturbo bipolare: il 20% chiede maggiori informazioni sulla propria malattia e sulle cure disponibili, mentre l’84% ritiene comunque utile informare la popolazione.
 

24 Maggio 2010

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