Asma. L’azitromicina non è indicata nelle crisi acute

Asma. L’azitromicina non è indicata nelle crisi acute

Asma. L’azitromicina non è indicata nelle crisi acute
È quanto emerge dai risultati del trial AZALEA. Le attuali linee guida raccomandano di non somministrare come routine gli antibiotici per le esacerbazioni asmatiche. Un recente studio ha rilevato una riduzione dei sintomi di asma, un miglioramento della funzione polmonare e il recupero più veloce con la telitromicina rispetto al placebo, ma la tossicità epatica ne limita l’uso.

(Reuters Health) – L’azitromicina – ampiamente usata per le crisi acute di asma negli adulti – non sarebbe in realtà efficace per questa indicazione. È quanto emerge dai risultati del trial AZALEA. Le attuali linee guida raccomandano di non somministrare come routine gli antibiotici per le esacerbazioni asmatiche. Un recente studio ha rilevato una riduzione dei sintomi di asma, un miglioramento della funzione polmonare e il recupero più veloce con la telitromicina rispetto al placebo, ma la tossicità epatica ne limita l’uso
 
Sebastian L. Johnston dal National Heart and Lung Institute, dell’Imperial College di Londra, e colleghi hanno esaminato l’efficacia dell’azitromicina, un antibiotico della famiglia dei macrolidi, quando viene aggiunto alla terapia standard per gli adulti con esacerbazioni asmatiche. Tra i 4.582 pazienti sottoposti a screening che hanno partecipato allo studio, 2.044 (il 44,6%) sono stati esclusi perché stavano già ricevendo antibiotici. In tutto, sono stati randomizzati 199 pazienti (97 con azitromicina e 102 con placebo). Per quanto riguarda il punteggio dei sintomi al giorno 10, l’outcome primario mostrava differenze significative tra il gruppo che aveva ricevuto azitromicina e quello cui era stato somministrato placebo. In realtà, i punteggi dei sintomi non differivano significativamente tra i due gruppi in un giorno qualsiasi tra il basale e il giorno 10. Né differivano i risultati in pazienti con risultati positivi nella cultura batterica dell’espettorato, per per batteri atipici e all’ analisi sierologica, o risultati di test pcr per i virus. Si sono verificati diversi eventi avversi gastrointestinali e cardiaci e meno di carattere respiratorio, toracico e mediastinico nel gruppo cui era stata somministrata azitromicina, ma in realtà gli effetti collaterali sono stati rari in entrambi i gruppi.

Le conclusioni
“Nei pazienti randomizzati al trattamento o al placebo in questo studio, l’aggiunta di azitromicina allo standard di cure mediche non ha portato alcun beneficio statisticamente significativo o clinicamente importante – dicono gli autori – Tuttavia, per ogni paziente randomizzato, più di 10 sono stati esclusi perché avevano già ricevuto antibiotici. Questi alti tassi di uso di antibiotici possono anche aver influenzato direttamente l’esito dello studio, perché è possibile che pazienti che avrebbero potuto potenzialmente beneficiare della terapia antibiotica per le loro crisi d’asma (avendo produzione e purulenza dell’espettorato e febbre) siano stati esclusi dallo studio perché li avevano già ricevuti”.

Ridurre l’uso di antibiotici
In un commento che ha accompagnato la pubblicazione dello studio, Guy G. Brusselle ed Eva Van Braeckel, del Ghent University Hospital, in Belgio, hanno suggerito quattro strategie per ridurre l’uso di antibiotici per gli attacchi d’asma: “(1) sensibilizzare gli operatori sanitari e i pazienti; (2) non attuare le raccomandazioni delle linee guida sull’asma di usare antibiotici di routine per le esacerbazioni asmatiche, (3) fare ampi studi di cure primarie e secondarie per indagare quali pazienti con attacchi di asma potrebbero beneficiare di un trattamento antibiotico, e (4) convalidare biomarcatori noti (proteina C-reattiva, procalcitonina) e sviluppare nuovi biomarcatori per la guida mirata della terapia antibiotica”.
 
Fonte: JAMA Intern Med 2016

Will Boggs MD

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

21 Settembre 2016

© Riproduzione riservata

Ipotiroidismo. Indagine Ame: l’84% dei mmg segue le linee guida, ma il 16% sceglie farmaci alternativi potenzialmente rischiosi
Ipotiroidismo. Indagine Ame: l’84% dei mmg segue le linee guida, ma il 16% sceglie farmaci alternativi potenzialmente rischiosi

Medici di famiglia ed endocrinologi sostanzialmente concordi nella gestione dell'ipotiroidismo, ma rimane un margine di miglioramento nella scelta del trattamento farmacologico iniziale. È quanto emerge dall'indagine THESIS, condotta dall'Associazione Medici...

Obesità. Il 43% degli adulti e il 29% dei bambini italiani è in eccesso ponderale, SIO: “Ora cure diventino accessibili”
Obesità. Il 43% degli adulti e il 29% dei bambini italiani è in eccesso ponderale, SIO: “Ora cure diventino accessibili”

Il 43% degli adulti italiani è in eccesso ponderale, di cui il 32% in sovrappeso e oltre il 10% convive con obesità di diverso grado. Con l’aumento dell’età il fenomeno...

Tumori. Accordo Oms-Asco per migliorare la qualità delle cure oncologiche e l’accesso alle sperimentazioni cliniche
Tumori. Accordo Oms-Asco per migliorare la qualità delle cure oncologiche e l’accesso alle sperimentazioni cliniche

Migliorare l’accesso a cure oncologiche di qualità, rafforzare le competenze dei professionisti sanitari e ampliare le opportunità di partecipazione alle sperimentazioni cliniche. Sono questi gli obiettivi dell’accordo di collaborazione siglato...

Congresso Aieop. Meno del 50% degli adolescenti tra 15 e 19 anni accede ai protocolli oncologici
Congresso Aieop. Meno del 50% degli adolescenti tra 15 e 19 anni accede ai protocolli oncologici

Sono troppo grandi per essere considerati bambini, ma ancora troppo giovani per essere pienamente inclusi nei percorsi dell'oncologia dell'adulto. È una vera e propria “terra di mezzo” quella in cui...