AstraZeneca chiude il 2025 con ricavi a 58,7 miliardi di dollari. Si allarga la quotazione azionaria su tre piazze

AstraZeneca chiude il 2025 con ricavi a 58,7 miliardi di dollari. Si allarga la quotazione azionaria su tre piazze

AstraZeneca chiude il 2025 con ricavi a 58,7 miliardi di dollari. Si allarga la quotazione azionaria su tre piazze

AstraZeneca chiude il 2025 con ricavi a 58,7 miliardi di dollari e utile per azione in forte crescita. La pipeline conta oltre 100 studi di Fase III in corso e la guidance 2026 prevede un’ulteriore crescita di ricavi e utili per azione. Dal 2 febbraio le azioni della pharma anglo-svedese sono quotate a Londra, New York e Stoccolma

AstraZeneca archivia l’esercizio 2025 con una solida crescita dei ricavi e della redditività, sostenuta dall’oncologia, dalle malattie cardiovascolari-renali-metaboliche (CVRM), dal respiratorio-immunologia e dal business delle malattie rare. La pharma anglo-svedese ha registrato ricavi totali pari a 58,739 miliardi di dollari, in aumento del 9% su base “reported” e dell’8% a cambi costanti (CER).

L’utile per azione (EPS) “reported” si è attestato a 6,60 dollari, in crescita del 45%, mentre l’EPS core ha raggiunto 9,16 dollari, con un incremento dell’11%. In aumento anche l’utile operativo core (+9%).

Il mercato
Nel dettaglio, le vendite di prodotto hanno raggiunto 55,573 miliardi di dollari (+9%). Il quarto trimestre 2025 ha registrato ricavi totali pari a 15,503 miliardi di dollari (+4% reported , +2% CER), con un EPS reported di 1,50 dollari (+55%) e un EPS core di 2,12 dollari.
Il margine lordo sull’esercizio si è mantenuto elevato all’82%; nel Q4, invece è stato pari all’80%, risentendo anche di costi una tantum legati al buyout di royalties.

Le spese in R&S sono aumentate per sostenere una pipeline sempre più ampia, che rappresenta circa il 24% dei ricavi, mentre le spese di vendita, generali e amministrative si sono attestate intorno al 29% dei ricavi core.

Il Consiglio di amministrazione ha deliberato un secondo dividendo intermedio di 2,17 dollari per azione, portando il dividendo complessivo 2025 a 3,20 dollari, in crescita del 3%.

Le aree che trainano la crescita
La crescita dei ricavi è stata trasversale a tutte le principali aree geografiche, con gli Stati Uniti che rappresentano il 43% del fatturato, seguiti dai mercati emergenti (26%) e dall’Europa (22%).

Queste le performance delle principali aree terapeutiche:
Oncologia: 25,6 miliardi di dollari (+15%)
CVRM: 12,9 miliardi (+3%)
Respiratorio e Immunologia: 8,9 miliardi (+13%)
Malattie Rare: 9,1 miliardi (+4%)

Pipeline: 16 studi di Fase III positivi e oltre 100 trial in corso
Il 2025 è stato un anno particolarmente intenso sul fronte della ricerca clinica. Negli ultimi dodici mesi AstraZeneca ha annunciato 16 risultati positivi di studi di Fase III e ottenuto 43 approvazioni regolatorie nelle principali regioni.

Complessivamente, la pharma anglo-svedese ha oltre 100 studi di Fase III in corso, inclusi numerosi trial su tecnologie considerate “trasformative”, come anticorpi bispecifici, terapie cellulari e ADC.

Guidance 2026: ulteriore crescita di ricavi ed EPS
Per il 2026, AstraZeneca prevede ricavi totali in crescita a una percentuale a una cifra medio-alta a cambi costanti, un EPS core in aumento a una percentuale a due cifre basse. L’aliquota quota fiscale core è stimata tra il 18% e il 22%.

“Nel 2025 abbiamo registrato una solida performance commerciale in tutte le nostre aree terapeutiche e un’eccellente esecuzione della pipeline. Durante l’anno abbiamo annunciato i risultati di 16 studi positivi di Fase III e oggi disponiamo di 16 farmaci blockbuster -commenta il CEO Pascal Soriot– Il buon momento dell’azienda proseguirà nel 2026. attendiamo oltre 20 risultati di studi di Fase III quest’anno. Abbiamo più di 100 studi di Fase III in corso, inclusi numerosi trial sulle nostre tecnologie trasformative, con il potenziale di rivoluzionare gli esiti per i pazienti e sostenere la crescita ben oltre il 2030”.

“Infine – conclude Soriot – dal 2 febbraio le azioni ordinarie della società sono negoziate al NYSE, con una struttura di quotazione armonizzata tra Londra, New York e Stoccolma, che consentirà a un numero maggiore di azionisti di partecipare al futuro della nostra azienda”.

11 Febbraio 2026

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