C’è un medico a bordo? I consigli dei medici canadesi su come prestare soccorso in aereo

C’è un medico a bordo? I consigli dei medici canadesi su come prestare soccorso in aereo

C’è un medico a bordo? I consigli dei medici canadesi su come prestare soccorso in aereo
Come familiarizzare con la cassetta del pronto soccorso e dei medicinali; quando richiedere un atterraggio d’emergenza; la necessità di stabilire subito un contatto con i supporti di telemedicina a terra e di avvalersi del personale di bordo ben addestrato alle emergenze e all’uso del defibrillatore esterno (ove presente). Gli strumenti del mestiere sui quali fare affidamento (saturimetri, ricordando che in quota la saturazione d’ossigeno  normale è circa 90%) e quelli meno utili (il fonendoscopio per il rumore).

Ogni anno sono circa 2,75 miliardi le persone che prendono l’aereo e il traffico aumenta di anno in anno. Questo inevitabilmente aumenta staticamente la possibilità che qualcuno a bordo possa sentirsi male, in particolare in presenza di condizioni patologiche preesistenti; possibilità amplificata nel caso dei viaggi di lungo raggio per l’esposizione prolungata a stress quali l’ipossia relativa o la bassa umidità dell’aria della cabina.
 
E questo è sostanzialmente tutto ciò che si può dire sull’epidemiologia delle emergenze mediche in volo, visto che non esiste nemmeno un consenso su cosa significhi ‘emergenza’ in volo e che le compagnie aeree non sono tenute a tenere una registro di questi eventi, per cui manca qualunque forma di database. Secondo dati americani si può stimare una media di 16 emergenze per milione di passeggeri; dati europei indicano invece un’emergenza ogni 7.700 passeggeri.
 
Dopo il lavoro pubblicato sul New England Journal of Medicine qualche tempo fa, adesso anche il Canadian Medical AssociationJournal (CMAJ) si cimenta nelle istruzioni per l’uso per i ‘medici a bordo’, cioè per come prestare soccorso medico in corso di un viaggio aereo, attingendo a risorse e informazioni delle due linee aeree nazionali, la Air Canada e la WestJet.
 
La normalità ad alta quota e a terra. Importantissimo è tener presente che alcuni parametri di normalità non sono gli stessi a terra e a 6-8.000 piedi d’altezza (1800-2400 metri), l’altezza corrispondente alla pressurizzazione della cabina; in particolare la saturazione d’ossigeno normale a quest’altezza è di circa il 90%.
 
La cassetta del pronto soccorso e gli attrezzi del mestiere a bordo. Il regolamento di Transport Canada richiede che, oltre alla cassetta di pronto soccorso standard, a bordo degli aerei commerciali con oltre 100 passeggeri vi sia anche un kit medico contenente una serie di farmaci, bombole di ossigeno e un saturimetro. Alcuni tradizionali strumenti del mestiere sono meno utili durante un volo; è il caso del fonendoscopio la cui utilità può essere inficiata dal rumore dei motori e della cabina in generale.
Il kit medico contiene per lo più farmaci a somministrazione intramuscolare, tra i quali siringhe pre-riempite con adrenalina in concentrazione 1:10.000 per il trattamento delle reazioni anafilattiche. La somministrazione di adrenalina per via endovenosa andrebbe riservata secondo gli autori solo ai casi di arresto cardiaco o di anafilassi refrattaria o come agente vasopressorio, ma solo da personale medico esperto o previo consulto con il supporto di telemedicina a terra.
Sebbene non obbligatorio, le compagnie aeree canadesi hanno equipaggiato la maggior parte dei loro aerei con un defibrillatore automatico esterno.
 
Assistenti di volo preziosi per i soccorsi. Fondamentale è l’aiuto del personale di bordo in quanto addestrato a prestare i primi soccorsi, alla rianimazione cardio-polmonare, all’uso del defibrillatore, oltre ad essere naturalmente familiari all’ambiente dell’aereo e alle procedure d’emergenza. Si calcola che almeno la metà delle emergenze mediche in aereo siano gestite unicamente dal personale di bordo.
 
La logistica.Luci tutte accese e soccorsi prestati al sedile del paziente o se necessario con il paziente sdraiato lungo il corridoio o nella cambusa.
 
I supporti da terra.Molto importante, in caso di emergenza in volo, è stabilire subito un contatto con i servizi di telemedicina a terra, oltre che tra la cabina dove avvengono le operazioni di soccorso e la cabina di pilotaggio, così che i piloti possano essere informati in tempo reale delle condizioni del paziente per poter prendere decisioni tempestive in merito ad un atterraggio d’emergenza.
Nel Nord America operano delle compagnie di telemedicina quali la Stat MD (a Pittsburgh) o la MedAire (a Phoenix) che supportano le principali linee aeree americane e canadesi. Il loro ruolo è di assistere, consigliare e guidare l’opera dei soccorritori a bordo dell’aereo. Ma anche di consigliare ai piloti dove effettuare un atterraggio d’emergenza sulla base delle condizioni e della patologie presentata dal paziente.
 
Quando fare un atterraggio d’emergenza.Una decisione difficile da prendere che si basa soprattutto sulle condizioni e sulla stabilità del paziente. Secondo uno studio americano, tra il 2008 e il 2010, il 7,8% delle emergenze mediche a bordo è esitato in un atterraggio d’emergenza. Tra le motivazioni più frequenti per richiedere un atterraggio d’emergenza: la sincope/presincope (25%), sintomi cardiaci (19%), convulsioni (9%), sintomi respiratori (9%), possibile ictus (4%).
Il costo di un ‘dirottamento’ per un atterraggio d’emergenza può andare da 3.000 a 900.000 dollari e la parola finale spetta al comandante dell’aereo.
 
Ma il medico che presta soccorso quali responsabilità si assume?Gli autori ricordano che, stando alla Canadian Medical Protective Association (CMPA), i medici che volontariamente prestano soccorso in caso di emergenza medica a bordo di un volo commerciale, sono in genere esentati da ogni responsabilità. La legge insomma protegge i ‘buoni samaritani’, che hanno comunque una responsabilità etica di prestare soccorso in caso di emergenza (Canadian Medical Association Code of Ethics).
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

28 Febbraio 2018

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