Cancro al seno. Scovata la molecola che potrebbe fermarlo. Con il contributo italiano

Cancro al seno. Scovata la molecola che potrebbe fermarlo. Con il contributo italiano

Cancro al seno. Scovata la molecola che potrebbe fermarlo. Con il contributo italiano
Il carcinoma della mammella è il tumore più pericoloso per le donne, che spesso rimane ancora letale. Uno studio italo-israeliano potrebbe cambiare qualcosa: gli scienziati hanno scovato una molecola capace di bloccare la proliferazione del tumore, aprendo la via allo sviluppo di farmaci biologici.

Potrebbero essere state gettate oggi, da un team dell’Istituto Regina Elena in collaborazione con il Weizmann Institute of Science israeliano, le basi dei farmaci molecolari del futuro contro il cancro al seno: in uno studio pubblicato su EMBO Molecular Medicine, infatti, i ricercatori italiani hanno scoperto che una molecola molto studiata negli ultimi anni, siglata miR-10b*, sarebbe in grado di bloccare la proliferazione delle cellule tumorali nei carcinomi della mammella, i tumori più diffusi nella popolazione femminile.
 
Si tratta di una classe di mediatori cellulari il cui nome completo è microRNA 10b*:queste molecole agiscono regolando l’espressione di proteine coinvolte nella crescita e nello sviluppo del tumore e sono oggetto negli ultimi anni di una intensa ricerca in quanto si stanno rivelando come nuovi possibili biomarcatori nell’ambito della diagnosi e della prognosi di diverse neoplasie umane, tra cui il cancro al seno.
Gli esperimenti condotti nei laboratori di Oncogenomica Traslazionale in collaborazione con l’Anatomia Patologica dell’Istituto Regina Elena, hanno permesso inizialmente di dimostrare che nel tumore al seno esiste una diversa espressione di alcuni microRNA rispetto al tessuto circostante sano. “L’espressione del miR-10b* in particolare viene persa nelle cellule tumorali rispetto alla controparte sana e  la ricostituzione della sua espressione porta alla morte delle cellule tumorali stesse, attraverso la riaccensione dell’attività di tre proteine (PLK1, BUB1 e Ciclina A) coinvolte in processi chiave per la sopravvivenza della cellula trasformata”, ha spiegato Francesca Biagioni, autrice del lavoro. “Inoltre esperimenti su cavie murine hanno evidenziato la capacità del miR-10b* di bloccare la crescita del tumore aprendo la possibilità di un suo impiego terapeutico.”          

Una scoperta che potrebbe diventare ancora più importante in prospettiva,se si guarda al futuro. “La rilevanza di questa scoperta è data dal fatto che nonostante i grandi successi ottenuti dalla ricerca in campo oncologico – ha aggiunto Giovanni Blandino, coordinatore dei laboratori di oncogenomica traslazionale – il tumore al seno rappresenta ancora un problema clinico in merito alla risposta terapeutica non sempre prevedibile e al potenziale manifestarsi di resistenze alle terapie.”
 
Il lavoro è stato realizzato con i fondi AIRC.

11 Novembre 2012

© Riproduzione riservata

Farmaci innovativi. In Europa si allungano i tempi di accesso e crescono disuguaglianze. Italia sotto la media Ue ma lontana dai migliori. Il report Efpia
Farmaci innovativi. In Europa si allungano i tempi di accesso e crescono disuguaglianze. Italia sotto la media Ue ma lontana dai migliori. Il report Efpia

Le disuguaglianze nell’accesso ai nuovi farmaci in Europa non si riducono, anzi rischiano di allargarsi. È il quadro che emerge dal nuovo Patients W.A.I.T. Indicator 2025, il rapporto annuale di...

L’Assemblea Oms si apre all’ombra di Ebola, Hantavirus e tagli ai finanziamenti. Tedros: “Viviamo in tempi difficili, pericolosi e divisivi”
L’Assemblea Oms si apre all’ombra di Ebola, Hantavirus e tagli ai finanziamenti. Tedros: “Viviamo in tempi difficili, pericolosi e divisivi”

La 79esima Assemblea mondiale della sanità si è aperta lunedì a Ginevra sotto l'ombra di molteplici emergenze: i focolai di Ebola in Africa centrale, la complessa evacuazione dei passeggeri della...

Ebola da virus Bundibugyo. L’Iss fa il punto: “Mortalità tra il 30 e il 50%, nessun vaccino autorizzato”
Ebola da virus Bundibugyo. L’Iss fa il punto: “Mortalità tra il 30 e il 50%, nessun vaccino autorizzato”

L'Istituto superiore di sanità ha diffuso una nota informativa sul focolaio di Ebola causato dal virus Bundibugyo, dichiarato emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC) il 16 maggio 2026...

Ebola in RDC e Uganda. Oms: “Oltre 500 casi sospetti e 130 decessi. Nessun vaccino autorizzato, ci vorranno almeno due mesi”
Ebola in RDC e Uganda. Oms: “Oltre 500 casi sospetti e 130 decessi. Nessun vaccino autorizzato, ci vorranno almeno due mesi”

L'epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda è "profondamente preoccupante", ha dichiarato oggi Anne Ancia, rappresentante dell'Organizzazione mondiale della sanità nella RDC,...