Cancro. Studio Usa: tra i pazienti un tasso di suicidio di 2,5 volte più alto della norma e il rischio aumenta un anno dopo la diagnosi

Cancro. Studio Usa: tra i pazienti un tasso di suicidio di 2,5 volte più alto della norma e il rischio aumenta un anno dopo la diagnosi

Cancro. Studio Usa: tra i pazienti un tasso di suicidio di 2,5 volte più alto della norma e il rischio aumenta un anno dopo la diagnosi
Uno studio Usa, pubblicato da Cancer, ha acceso i riflettori sul rapporto tra diagnosi di cancro e suicidio. Lo shock emotivo è alla base di un’incidenza di suicidi pari a 2,5 volte quella della popolazione generale, nonostante il netto miglioramento dei tassi di sopravvivenza a malattia oncologica

(Reuters Health) – Nonostante i tassi di sopravvivenza del cancro siano notevolmente migliorati negli ultimi decenni, la diagnosi di alcuni tipi di tumore può ancora essere sconvolgente, tanto da indurre un paziente al suicidio. A suggerirlo è uno studio statunitense pubblicato da Cancer. I ricercatori hanno esaminato dati su oltre 4,6 milioni di pazienti oncologici, tra cui 1.585 persone morte per suicidio entro un anno dalla diagnosi. Un tasso di suicidio circa 2,5 volte superiore a quello che ci si aspetterebbe nella popolazione generale, sottolineano i ricercatori.

“Per alcuni pazienti con cancro, alla fine la loro morte non sarà dovuta al risultato della diagnosi, ma piuttosto allo shock emotivo conseguente”, spiega il coautore senior dello studio, Hesham Hamoda del Boston Children’s Hospital e della Harvard Medical School. “Sono diversi i meccanismi che sono stati proposti per cercare di spiegare perché una diagnosi di cancro, per alcune persone, possa portare al suicidio. Tra le motivazioni troviamo depressione e ansia, dolore, effetti dei trattamenti anticancro (affaticamento), impatto psicologico e sociale (paura, alienazione, deturpazione) e sentimenti di colpevolezza per le scelte di vita che possono aver avuto un impatto sul rischio di cancro (ad esempio il fumo)”.

Lo studio. Dai risultati dello studio è emerso che il rischio di suicidio era più alto nel secondo mese dopo la diagnosi, quando i malati di cancro avevano quasi cinque volte più probabilità di morire per suicidio rispetto alla popolazione generale. Quando ai malati di cancro è stata diagnosticata una neoplasia avanzata che si era già diffusa nel corpo, il rischio di suicidio era quasi sei volte quello della popolazione generale. Il rischio di suicidio è rimasto più alto nei primi sei mesi dopo la diagnosi, quando i pazienti oncologici erano più di tre volte soggetti a morire per suicidio rispetto a quelli della popolazione generale. Da 6 a 12 mesi dopo la diagnosi, i malati di cancro avevano ancora il doppio delle probabilità di morire per suicidio rispetto agli altri.

Anche il tipo di tumore ha fatto la differenza. Le persone con cancro del pancreas, per esempio, avevano una probabilità otto volte maggiore di morire per suicidio rispetto alla popolazione generale, e le persone con cancro ai polmoni avevano un rischio aumentata di sei volte. Il cancro al seno e il cancro alla prostata, tuttavia, non sembravano avere una significativa differenza nel rischio di suicidio.

La maggior parte dei pazienti deceduti per suicidio erano bianchi di sesso maschile, tra i 64 e gli 84 anni al momento della diagnosi. Tra i pazienti più giovani presi in considerazione dallo studio, gli uomini sono risultati essere più inclini al suicidio rispetto alle donne; al contrario, tra i pazienti più anziani le donne avevano un rischio maggiore rispetto agli uomini. Anche i pazienti divorziati hanno mostrato aumenti maggiori nel rischio di suicidio rispetto alle persone sposate, single, vedove o separate.

Una delle principali cause di suicidio è la depressione, e uno dei limiti dello studio è che i ricercatori non sapevano se ai pazienti fosse stata diagnosticata depressione o ansia. Inoltre non sono stati in grado di valutare i tentativi di suicidio falliti.

I commenti. “La ragione più probabile per l’aumento del rischio di suicidio dopo una diagnosi di cancro sono depressione e ansia non diagnosticate”, sottolinea Alexandra Pitman, ricercatrice presso la University College di Londra, non coinvolta nello studio. “Alcuni pazienti possono diventare depressi o ansiosi a causa della diagnosi, degli effetti collaterali dei farmaci o dei cambiamenti fisici causati dal tumore. I risultati di questo studio sono importanti per i pazienti e le famiglie, perché mettono in luce i problemi psicologici che possono interessare le persone con tumore fin dalla fase precoce della malattia, in particolare per alcuni tipi di tumore”.

Ma i malati di cancro hanno ancora meno probabilità di morire di suicidio che di cancro. “Il numero di decessi per suicidio in questo campione è relativamente basso – osserva Pitman – Il rischio assoluto di suicidio nei pazienti con cancro è basso rispetto al rischio di altre cause di morte”, conclude.

Fonte: Cancer 2019

Lisa Rapaport

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

28 Gennaio 2019

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