Cannabis. Ecco la valutazione scientifica dell’effetto del ‘fumo’ su stress, ansia e depressione

Cannabis. Ecco la valutazione scientifica dell’effetto del ‘fumo’ su stress, ansia e depressione

Cannabis. Ecco la valutazione scientifica dell’effetto del ‘fumo’ su stress, ansia e depressione
È uno dei primi studi ad aver affrontato in maniera scientifica l’effetto del fumo di marijuana su vari di sintomi di wellbeing. Uno studio real life, condotto con l’ausilio di una speciale ‘app’ attraverso la quale 12 mila utilizzatori di cannabis hanno registrato l’effetto percepito su stress, ansia e depressione. Particolarmente evidente nelle donne l’alleviamento dello stato ansioso, ma qualche ‘tiro’ di cannabis, allevia nel breve termine ansia, stress e depressione in entrambi i sessi. Sul lungo periodo però, è in agguato la depressione.

Fumare cannabis riduce in maniera significativa, almeno nel breve termine, il carico di depressione, ansia e stress. Ma c’è un rovescio della medaglia: nel corso del tempo può contribuire a peggiorare la depressione.
 
A stabilire questi effetti della cannabis è uno studio, pubblicato su Journal of Affective Disorders  a firma di scienziati americani della Washington State University, che rappresenta un tentativo inedito di valutare come la cannabis, a diverse concentrazioni di tetraidrocannabinolo (THC) e cannabidiolo (CBD) possa impattare sul benessere di un individuo.
 
“Sono rare le pubblicazioni relative agli effetti della cannabis su  depressione, ansia e stress – ricorda Carrie Cuttler, professore associato di psicologia presso la Washington State University e autore dello studio – e le poche esistenti sono state realizzate in laboratorio, somministrando pillole di THC. Questo studio dunque è unico perché siamo andati a valutare gli effetti dellacannabis inalata, in pazienti che ne hanno fatto uso a casa loro e non in laboratorio”.
 
I ricercatori americani hanno potuto così evidenziare che un ‘tiro’ di cannabis ricca di CBD e povera di THC risultava ottimale nel ridurre i sintomi di depressione; due ‘tiri’ di qualsiasi tipo di cannabis erano invece sufficienti a ridurre i sintomi di ansia, mentre 10 o più boccate di cannabis ricca di CBD e di THC producevano la più marcata riduzione dello stress.
 
“Tanti consumatori sono vittime della falsa credenza che maggiore è il contenuto di THC, meglio è. Questo studio dimostra invece che anche il CBD è un ingrediente della cannabis molto importante e in grado di potenziare alcuni degli effetti positivi del THC”.
 
Dallo studio emerge anche che sebbene in entrambi i sessi sia evidente la riduzione di questi tre sintomi (ansia, stress, depressione), con il consumo dicannabis, nelle donne la riduzione dello stato ansioso è decisamente più importante.
I dati utilizzati in questo studio provengono dall’app ‘Strainprint’ che fornisce agli utilizzatori di marijuana terapeutica un sistema per obiettivare l’effetto di vari dosaggi e tipologie di cannabis, su alcuni sintomi relativi al benessere. Agli utilizzatori è stato richiesto di dare un ‘voto’ (da 1 a 10) ai sintomi presenti prima dell’uso di cannabis, di specificare il tipo dicannabis utilizzata, di specificare quanti ‘tiri’ avessero fatto e di rivalutare nuovamente i sintomi, sempre sulla scala da 1 a 10, venti minuti dopo aver fumato.
 
Gli autori dello studio hanno dunque sottoposto ad analisi statistica circa 12.000 contributi anonimi dati da altrettanti utilizzatori di questa ‘app’.
 
“Si tratta di uno dei primi studi scientifici – commenta Cuttler – a fornire una guida sul tipo e sulla quantità di cannabis che la gente utilizza per ridurre lo stress, lo stato d’ansia o la depressione. Normalmente, chi fa uso di cannabis a scopo terapeutico o ricreazionale, lo fa basandosi sul ‘sentito dire’ di amici e conoscenti, ma non su evidenze scientifiche”.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

21 Aprile 2018

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