Cervello. La marijuana indebolisce la capacità di rispondere attivamente agli stimoli esterni

Cervello. La marijuana indebolisce la capacità di rispondere attivamente agli stimoli esterni

Cervello. La marijuana indebolisce la capacità di rispondere attivamente agli stimoli esterni
Nel tempo, l’uso di marijuana potrebbe alterare il processo di elaborazione della ricompensa da parte del cervello, aumentando al tempo stesso la dipendenza in chi la fuma. In altre parole, fumando marijuana, nel tempo, ci si sentirebbe appagati solo da essa e non da altri stimoli o situazioni A ipotizzarlo è uno studio condotto da Mary Heitzeg dell’Università del Michigan di Ann Arbor. La ricerca è stata pubblicata su JAMAPsychiatry.

(Reuters Health) – Nel tempo, l’uso di marijuana potrebbe alterare il processo di elaborazione della ricompensa da parte del cervello, aumentando al tempo stesso la dipendenza in chi la fuma. In altre parole, fumando marijuana, nel tempo, ci si sentirebbe appagati solo da essa e non da altri stimoli o situazioni A ipotizzarlo è uno studio condotto da Mary Heitzeg dell’Università del Michigan di Ann Arbor. La ricerca è stata pubblicata su JAMA Psychiatry.

Gli scienziati hanno preso in considerazione 108 ventenni, 39 donne e 69 uomini, che avevano preso parte al Michigan Longitudinal Study, uno studio su giovani ad alto rischio di soffrire di disturbi legati all’uso di droghe. I partecipanti dovevano riportare, annualmente, l’utilizzo di marijuana o altre droghe, a partire dall’età di 11 anni. “Per mettere alla prova il sistema di ricompensa del cervello, abbiamo utilizzato un metodo che dava la possibilità ai partecipanti di vincere dei soldi – ha spiegato Heitzeg, autrice principale dello studio – valutando con quale velocità i partecipanti rispondevano a questo tipo di invito”. 
Inoltre, i giovani sono stati sottoposti a Risonanza Magnetica tre volte durante lo studio, all’età di 20, 22 e 24 anni.
 
I risultati
“Il maggiore consumo di marijuana era associato a una minore risposta verso la possibilità di vincere soldi – ha spiegato la ricercatrice americana – . Ciò significa che una situazione che fa sentire premiata la maggior parte delle persone, come quella di vincere soldi, per chi fuma marijuana non rappresenta uno stimolo sufficiente a far scattare nel cervello il meccanismo della ricompensa”.
 
Lo studio, però, non è riuscito a dimostrare se l’effetto della marijuana è diretto o indiretto. “Questo sarà un importante step futuro per capire come l’uso di marijuana aumenta il rischio di dipendenza”, ha spiegato Heitzeg, secondo la quale “questa ricerca dimostra che la marijuana non è così ‘sicura’ come molti pensano”.
 
Fonte: JAMA Psychiatry 2016

Marilynn Larkin

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Marilynn Larkin

13 Luglio 2016

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