Chirurgia del colon-retto: l’approccio laparoscopico è vincente

Chirurgia del colon-retto: l’approccio laparoscopico è vincente

Chirurgia del colon-retto: l’approccio laparoscopico è vincente
A questa conclusione è giunto un team multidisciplinare di esperti, che ha pubblicato un Report sulle best practice di questo approccio. Il documento è stato presentato durante la durante la VII Conferenza Nazionale sui Dispositivi Medici. La laparoscopia consente una riduzione delle complicanze post-operatorie e dei tempi di riabilitazione e una diminuzione dei costi per le strutture sanitarie. IL REPORT

La chirurgia del colon-retto si può avvalere oggi di uno strumento vantaggioso, in grado di migliorare la qualità di vita del paziente e ridurre i costi socio-sanitari associati all’intervento chirurgico: si tratta dell’approccio laparoscopico, una tecnica mini-invasiva che rappresenta una valida alternativa rispetto alle altre terapie chirurgiche previste per l’asportazione dei tumori del colon-retto. Ad affermarlo, è un team multidisciplinare di esperti che ha presentato la ricerca “La chirurgia colorettale per via laparoscopica in Italia – report sulle best practice”. Il Report è stato illustrato dal Professor Francesco Corcione, Presidente della Società Italiana di Chirurgia (SIC), e dal Dottor Carlo Favaretti, Segretario e Membro del Comitato Direttivo, Centro per la Leadership in Medicina, Università Cattolica del Sacro Cuore – Roma: la presentazione è avvenuta durante la la VII Conferenza Nazionale sui Dispositivi Medici, un evento promosso “Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute”.
 
Ogni anno, si registrano circa 38mila nuovi casi di tumore del colon-retto e circa 20 mila decessi a causa di questa malattia. L’approccio laparoscopico presenta un favorevole rapporto costo-efficacia con notevoli vantaggi per la salute del paziente: infatti, l’utilizzo di questa metodologia comporta una ferita meno estesa e una conseguente diminuzione del dolore post-operatorio, una riduzione dei traumi nella zona intestinale e un ripristino più rapido delle relative funzioni. Inoltre, secondo quanto illustrato dagli esperti che hanno preso parte al progetto, l’intervento in laparoscopia consente una riabilitazione in tempi brevi e con meno complicanze post-operatorie, con una breve degenza e un rapido recupero del paziente.
Un insieme di caratteristiche, queste, che, oltre a migliorare la qualità di vita del paziente, permettono una significativa riduzione dei costi anche a vantaggio delle strutture ospedaliere: il rapido decorso post-operatorio, oltre al minor rischio di infezioni, riduce infatti i tempi di ospedalizzazione, consentendo tra l’altro un migliore utilizzo delle risorse ospedaliere di cui dispone il Sistema Sanitario Nazionale.
 
L’Italia già annovera strutture cliniche all’avanguardia per il trattamento del tumore del colon-retto con la tecnica chirurgica laparoscopica: lo confermano le evidenze emerse dalla survey presentata oggi. Un maggiore utilizzo di questa tecnica mini invasiva, secondo gli esperti, consentirebbe al nostro Paese di raggiungere e possibilmente superare gli standard di altre nazioni che hanno già adottato questo percorso virtuoso di cura.
In base alle conclusioni della ricerca presentata oggi, infatti, l’insieme delle peculiarità della laparoscopia nell’ambito della chirurgia colorettale rende auspicabile tale tecnica possa svilupparsi ulteriormente in Italia tramite la piena collaborazione fra le Istituzioni (Ministero della Salute ed Age.na.s.), le Società Scientifiche di riferimento e il mondo della professione chirurgica, sottolineano gli esperti. Per raggiungere quest’importante obiettivo, gli autori dello studio auspicano l’avvio di un percorso progettuale sul territorio nazionale che preveda:
– l’istituzione di centri di eccellenza regionali appropriatamente distribuiti in base alla popolazione di ogni Regione, al fine di ottimizzare i tempi di impiego della sala operatoria per garantire il massimo dell’efficienza e della produttività, riorganizzare i posti letto chirurgici sulla base dei tempi di degenza, garantire la formazione delle nuove generazioni di chirurghi;
– la revisione a livello nazionale e regionale del sistema di rimborso che oggi, per la chirurgia colorettale, non prevede differenziazione tra chirurgia open e laparoscopica;
– la centralizzazione a livello regionale degli investimenti nei centri di eccellenza per la garanzia della qualità e il controllo della spesa sanitaria
– la definizione di un percorso diagnostico-terapeutico per il paziente omogeneo in tutte le Regioni, condiviso dai centri di eccellenza regionali, per garantire l’equità delle opzioni di cura a tutti i pazienti.
 
La malattia in numeri
Il tumore del colon-retto rappresenta, all’interno della popolazione femminile, la seconda neoplasia più diffusa dopo il carcinoma della mammella (con 17.000 pazienti) e la terza per gli uomini dopo i tumori della prostata e del polmone (con 21.000 pazienti). Un fenomeno ancora più allarmante se analizzato alla luce del tasso di mortalità: nel nostro Paese ogni anno perdono la vita a causa del tumore del colon-retto circa 10.500 uomini e 9.500 donne.

19 Dicembre 2014

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