Comportamento ossessivo-compulsivo. L’efficacia della neuromodulazione non invasiva e personalizzata

Comportamento ossessivo-compulsivo. L’efficacia della neuromodulazione non invasiva e personalizzata

Comportamento ossessivo-compulsivo. L’efficacia della neuromodulazione non invasiva e personalizzata
In un piccolo studio recentemente pubblicato da Nature Medicine, la neuromodulazione non invasiva e personalizzata della corteccia orbitofrontale può mitigare i comportamenti ossessivo-compulsivi. Se confermata da studi più ampi, questa metodica potrebbe rappresentare un’utile alternativa terapeutica per la cura del disturbo ossessivo compulsivo.

(Reuters Health) – La stimolazione transcranica a corrente alternata, diretta alla corteccia orbitofrontale e personalizzata, può mitigare i comportamenti ossessivo-compulsivi per tre mesi. È quanto emerge da un piccolo studio pubblicato da Nature Medicine.
 
“Il risultato fondamentale è che un protocollo di neuromodulazione semplice, sicuro e non invasivo è capace di ridurre i sintomi ossessivo-compulsivi in una popolazione non clinica, con i miglioramenti che durano almeno tre mesi”, osserva l’autore principale dello studio, Shrey Grover della Boston University.

“Le ricerche sui benefici clinici della HD-tACS (stimolazione transcranica a corrente alternata ad alta definizione in banda theta) per migliorare i sintomi ossessivo-compulsivi è ancora agli albori”, continua Grover, “Anche se i nostri risultati sono promettenti, saranno necessari studi più ampi che analizzino tali interventi in popolazioni cliniche con disturbo ossessivo compulsivo e altri disturbi della compulsività come gioco d’azzardo, dipendenze e disturbi alimentari.“

Lo studio
Lo studio – realizzato in doppio cieco, in doppio sham-controllato, ovvero con l’ausilio di un dispositivo medico usato come placebo – ha coinvolto 60 partecipanti, che sono stati assegnati a caso al gruppo sham passivo e controllo attivo (frequenza alfa, 10 Hz) o al gruppo della modulazione personalizzata di frequenza beta-gamma (media, 26,6 Hz). I partecipanti dovevano associare gli stimoli ricevuti a ricompense monetarie.
Le frequenze beta-gamma personalizzate sono state determinate alla luce di un EEG effettuato prima dell’esperimento, mentre i partecipanti imparavano ad associare gli stimoli alle ricompense e alle perdite monetarie.

Sono state osservate differenze nelle scelte comportamentali quando è stata effettuata la comparazione tra frequenze beta-gamma e sham e tra beta-gamma e alfa, ma non quando è stata confrontata la frequenza alfa con lo sham. Ciò, secondo gli autori, indica che la sola modulazione beta-gamma ha modificato il comportamento.

Successivamente, i ricercatori hanno esaminato gli effetti delle frequenze beta-gamma sui comportamenti ossessivo-compulsivi in un gruppo di 64 partecipanti non clinici con sintomi ossessivo-compulsivi nel range subclinico e clinico. Il team di studio ha stabilito la frequenza beta-gamma endogena sensibile alla ricompensa per ogni partecipante e ha eseguito l’assegnazione al gruppo con frequenza beta-gamma personalizzata (media 27,1 Hz) o al gruppo di controllo attivo sottoposto a modulazione alfa (10 Hz). La HD-tACS diretta alla corteccia mediale orbitofrontale è stata applicata per 30 minuti ogni giorno per cinque giorni; i comportamenti ossessivo-compulsivi sono stati valutati usando l’Obsessive-Compulsive Inventory-Revised (OCI-R).

“La modulazione beta-gamma ha indotto un solido e duraturo miglioramento nei comportamenti ossessivo-compulsivi attribuiti a artefatti di stimolazione”, dichiarano gli autori. “La modulazione beta-gamma ha selettivamente migliorato diverse sottoscale correlate alla compulsività, con significative interazioni gruppo per tempo per comportamenti di accumulo, ordine e comportamenti ossessivi”.

Nel complesso, i partecipanti con punteggi OCI-R più elevati al basale hanno mostrato riduzioni più marcate dei comportamenti ossessivo-compulsivi dopo la modulazione beta-gamma.

Fonte: Nature Medicine

Marilynn Larkin

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Marilynn Larkin

19 Gennaio 2021

© Riproduzione riservata

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