Coronavirus. Mission Oms in Cina: “Picco raggiunto e casi in calo. Malati lievi recuperano in 2 settimane, i gravi entro 3-6”

Coronavirus. Mission Oms in Cina: “Picco raggiunto e casi in calo. Malati lievi recuperano in 2 settimane, i gravi entro 3-6”

Coronavirus. Mission Oms in Cina: “Picco raggiunto e casi in calo. Malati lievi recuperano in 2 settimane, i gravi entro 3-6”
A dirlo è il Dg Tedros Adhanom Ghebreyesus che ha riferito alla stampa le risultanze della missione di un team di esperti dell’Organizzazione in Cina. Tre le priorità: “Tutelare operatori sanitari, le persone più deboli e i Paesi più vulnerabili. Ma non esiste un approccio per tutti i Paesi. Ogni paese deve effettuare la propria valutazione del rischio per il proprio contesto”.

“Il picco di casi in Cina è stato raggiunto e il numero di nuovi casi è in costante calo”. A dirlo è il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus relazionando alal stampa sulle risultanze della missione degli esperti dell’Organizzazione in Cina.
 
Nel suo report l’Oms segnala che “non vi è stato alcun cambiamento significativo nel DNA del virus e che il tasso di mortalità è compreso tra il 2% e il 4% a Wuhan e lo 0,7% fuori da Wuhan”.
 
Inoltre, è stato rilevato “che per le persone con malattia lieve, il tempo di recupero è di circa due settimane, mentre le persone con malattia grave o critica guariscono entro 3-6 settimane”.
 
Il team Oms ha valutato poi che le misure adottate in Cina abbiano evitato un numero significativo di nuovi casi”. Ma se dalla Cina arrivano dati positivi l’Oms è molto preoccupata per i nuovi focolai in Iran, Corea e in Italia. In ogni caso per l’Organizzazione non siamo di fronte ad una pandemia.
 
“La nostra decisione – ha spiegato Tedros – se utilizzare la parola "pandemia" per descrivere un'epidemia si basa su una valutazione in corso della diffusione geografica del virus, della gravità della malattia che provoca e dell'impatto che ha sull'intera società. Per il momento, non stiamo assistendo ad un’elevata diffusione globale di questo virus e non stiamo assistendo a gravi malattie o morti su vasta scala”.
 
Certo che il rischio pandemia però non è scongiurato. “Questo virus ha un potenziale di pandemia? Assolutamente sì”.
 
Tedros poi ha analizzato il fatto che non è possibile dare una risposta univoca in tutti i territori: “Ciò che vediamo sono epidemie in diverse parti del mondo, che colpiscono i paesi in modi diversi e richiedono una risposta su misura. Non esiste un approccio unico per tutti. Ogni paese deve effettuare la propria valutazione del rischio per il proprio contesto. L’Oms sta inoltre continuando a fare la propria valutazione del rischio e sta monitorando l'evoluzione dell'epidemia 24 ore su 24”.
 
Tedros ha poi identificato almeno tre priorità. “Innanzitutto, tutti i paesi devono dare la priorità alla protezione degli operatori sanitari. In secondo luogo, dobbiamo coinvolgere le comunità per proteggere le persone che sono maggiormente a rischio di malattie gravi, in particolare gli anziani e le persone con condizioni di salute delicate. In terzo luogo, dobbiamo proteggere i paesi più vulnerabili, facendo del nostro meglio per contenere le epidemie in paesi con la capacità di farlo”.

26 Febbraio 2020

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