Coronavirus. Per ritirare i farmaci nelle farmacie lombarde basterà mostrare il numero della ricetta

Coronavirus. Per ritirare i farmaci nelle farmacie lombarde basterà mostrare il numero della ricetta

Coronavirus. Per ritirare i farmaci nelle farmacie lombarde basterà mostrare il numero della ricetta
Non sarà più necessario stampare il promemoria. Per far fronte all’emergenza coronavirus, decongestionando gli studi medici e riducendo il rischio contagio nelle sale d’attesa, in Lombardia sta infatti per essere introdotta una misura grazie al quale al cittadino basterà mostrare al farmacista in numero di ricetta elettronica ricevuto dal medico. La misura non sarà applicabile per i farmaci di fascia C e per quelli fuori Siss (il sistema informatico della regione).

In Lombardia si prepara una nuova misura che consentirà ai medici di medicina generale di inviare ai pazienti il Numero di ricetta elettronica (Nre) e ai pazienti di ritirare i farmaci in farmacia semplicemente mostrando quel numero, dunque senza dovere stampare il promemoria della ricetta. Lo annuncia la Fimmg Lombardia su Twitter.

La misura non sarà applicabile per i farmaci di fascia C e per quelli fuori Siss (il sistema informatico della regione), ma lo sarà per gli altri farmaci, a partire da quelli utilizzati dai pazienti cronici.


 


Ci voleva l’emergenza Coronavirus per attuare, in Lombardia, la piena dematerializzazione delle prescrizioni dei farmaci”, afferma la segretaria della Fimmg Lombardia, Paola Pedrini.


 


“Dopo insistenti richieste della nostra segreteria regionale – rileva – , finalmente, sarà possibile, per le ripetizioni di ricetta, fornire al paziente il numero di ricetta elettronica (NRE). Con il numero, il paziente potrà recarsi in farmacia. Il farmacista stamperà il pro memoria ed erogherà il farmaco.


Era proprio necessaria un’emergenza come questa per sbloccare una procedura che comunque eliminerà inutili andirivieni dagli studi medici per la ripetizione di ricette relative a patologie croniche?”.


 


“Speriamo – conclude – che questa emergenza insegni anche altro a chi ha la responsabilità di programmare il nostro servizio sanitario, in particolare su come i medici di famiglia, anche correndo rischi personali, costituiscano il vero baluardo del sistema e di una rete territoriale che ha dimostrato tutte le sue debolezze. Resta sempre incredibile il ritardo nella fornitura dei dispositivi di protezione individuale”.

 

26 Febbraio 2020

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