Cuore. Bere più di 6 drink al giorno aumenta del 30% il rischio di infarto durante la settimana

Cuore. Bere più di 6 drink al giorno aumenta del 30% il rischio di infarto durante la settimana

Cuore. Bere più di 6 drink al giorno aumenta del 30% il rischio di infarto durante la settimana
Un consumo moderato di alcool ha effetti benefici sulla salute a lungo termine, ma esagerare con gli alcolici, bevendo più di 6 drink in una giornata, aumenta il rischio di problemi cardiovascolari gravi del 30% per un’intera settimana.

(Reuters Health) – Bere esageratamente almeno sei cocktail in una notte può aumentare il rischio di complicazioni cardiovascolari come attacchi cardiaci ed infarti nella settimana successiva. È quanto emerge da una review pubblicata da Circulation.
 
“L’impatto dell’alcool sul rischio di attacchi cardiaci ed inferti dipende da quanto e quanto spesso si beve”, dice l’autrice principale dello studio Elizabeth Mostofsky della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston. “Un consumo moderato abituale di alcool è associato ad un rischio di malattie cardiache più basso in entrambe i sessi, ma la quantità di alcool associata con dei benefici cardiovascolari è più bassa nelle donne rispetto agli uomini”, ha aggiunto la dottoressa Mostofsky. “Questo concorda con le raccomandazioni di salute pubblica che consigliano un consumo di non più di due drink al giorno per un uomo e non più di uno al giorno per le donne non in stato di gravidanza”. Mentre le precedenti ricerche avevano collegato il consumo moderato di alcolici ad un rischio minore di attacchi cardiaci nel tempo, l’attuale analisi si è concentrata su quanto accada nei primi giorni dopo avere bevuto in rapporto alla quantità di alcool consumata.

La review
Per capire come la quantità di alcool influenzi le probabilità di attacco cardiaco ed infarti, Mostofsky ed i suoi colleghi hanno analizzato dati da 23 studi pubblicati tra il 1987 ed il 2015 che, combinati, avevano un totale di 29457 partecipanti. Tra tutti gli studi, si erano verificati 17.966 attacchi cardiaci e 2.599 infarti ischemici, il tipo più comune di infarto che deriva dall’ostruzione di un vaso sanguigno del cervello. Ci sono stati anche 1.262 infarti emorragici, il tipo più raro che si verifica quando un vaso sanguigno si rompe. Quando le persone avevano bevuto dai 2 ai 4 drink, dopo 24 ore avevano un rischio circa il 30% più basso di attacco cardiaco ed infarti emorragici rispetto agli astemi. Questi bevitori moderati avevano anche un rischio circa il 19% più basso di infarti ischemici entro una settimana rispetto alle persone che non consumavano affatto alcool. Di contro, bevute dai 6 ai 9 drink erano associate con una percentuale il 30% più alta di problemi cardiovascolari nel giorno successivo.”Immediatamente dopo il consumo di alcool, il corpo ha risposte fisiologiche sia buone che cattive”, fanno notare i ricercatori. “Un drink può aumentare la frequenza cardiaca e causare problemi elettromeccanici nel funzionamento del cuore nell’arco di tempo compreso tra una e tre ore”.

I limiti di questa analisi includono la mancanza di dati sugli episodi regolari di consumo pesante di alcool e sui potenziali problemi medici preesistenti dei partecipanti in alcuni degli studi, che avrebbero potuto influenzare la relazione tra alcool e malattie cardiovascolari. Mancavano anche dei dati sugli effetti dei diversi tipi di alcool, come il vino in confronto alla birra. “Il consumo pesante di alcolici dovrebbe sempre essere evitato, non solo per il rischio cardiovascolare, ma anche perché causa danni acuti al fegato ed al sistema nervoso centrale”, ha detto Giuseppe Lippi, ricercatore dell’Università di Verona, non coinvolto nello studio.

Fonte: Circulation 2016

Lisa Rapaport

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

03 Marzo 2016

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