Danno renale acuto dopo intervento al cuore. Modello basato su test di laboratorio ne predice il rischio

Danno renale acuto dopo intervento al cuore. Modello basato su test di laboratorio ne predice il rischio

Danno renale acuto dopo intervento al cuore. Modello basato su test di laboratorio ne predice il rischio
Per prevedere la possibilità che si verifichi un danno renale acuto a seguito di un intervento chirurgico al cuore, è utile considerare, in fase pre-operatoria, un panel di esami di laboratorio che valutano creatinina sierica, variazione della creatinina sierica e dell’albumina prima e dopo l’intervento e livelli di bicarbonato, urea, potassio e sodio. Questo modello predittivo è stato descritto da un gruppo i ricercatori della Cleveland Clinic, in Ohio.

(Reuters Health) – Un panel di esami di laboratorio, eseguito nel periodo pre-operatorio, ha una buona accuratezza predittiva verso il danno renale acuto da moderato a grave, dopo un intervento chirurgico al cuore. Il modello predittivo, descritto su JAMA da un team di ricercatori guidato da Sevag Demirjian, della Cleveland Clinic, in Ohio (USA), include creatinina sierica, variazione della creatinina sierica e dell’albumina prima e dopo l’intervento e livelli di bicarbonato, urea, potassio e sodio.

Il modello è stato testato su una coorte di 58mila pazienti che si sono sottoposti a chirurgia cardiaca e ha presentato una capacità predittiva ‘eccellente’ per il danno renale acuto da moderato a grave entro 72 ore e a 14 giorni dopo l’operazione chirurgica, con un’area sotto la curva, rispettivamente, di 0,876 e 0,854. Per un danno che richiede dialisi, sempre entro 72 ore e a 14 giorni, l’AUC è stata di 0,916 e 0,900. Il modello, inoltre, ha mostrato una performance ugualmente buone in una coorte di validazione esterna, su 4.734 pazienti, anche se “sono necessarie ulteriori ricerche per capire se l’uso dello strumento di previsione del rischio migliora i risultati clinici”, come osservano gli stessi autori.

In un editoriale, pubblicato sempre da JAMA, alcuni esperti notano che il danno renale acuto complica il recupero da un intervento chirurgico cardiaco in circa il 40% dei pazienti ed è associato a un aumento del rischio di morte durante il ricovero. Oltre alla sua utilità predittiva, questo studio “serve a ricordare che anche cambiamenti relativamente minori nella creatinina sierica sono associati ad outcome negativi”, come scrivono Marlies Osterman e colleghi del King’s College di Londra.

Fonte: JAMA

Reuters Staff

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

09 Marzo 2022

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