Diabete di tipo 2. La proteina del siero del latte abbassa la glicemia

Diabete di tipo 2. La proteina del siero del latte abbassa la glicemia

Diabete di tipo 2. La proteina del siero del latte abbassa la glicemia
Uno studio israeliano presentato all'ENDO 2016 di Boston evidenzia i vantaggi dell'inserimento della proteina nella dieta di chi soffre della malattia metabolica. Oltre a un migliore controllo dei livelli di glucosio, il lavoro ha evidenziato anche una maggiore perdita di peso in chi ha seguito questo tipo di regime alimentare.

(Reuters Health) – Secondo una nuova ricerca israeliana presentata all’ENDO 2016 di Boston – il meeting annuale dell’Endocrine Society – una colazione ricca di proteina di siero del latte potrebbe aiutare le persone con il diabete di tipo 2 a gestire meglio la malattia. “La proteina del siero del latte, un sottoprodotto della produzione del formaggio, abbassa la glicemia postprandiale più di altre fonti di proteine. – spiega Daniela Jakubowicz del Wolfson Medical Center dell’università di Tel Aviv, autrice dello studio- Abbiamo visto che nel diabete di tipo 2 l’aumento del contenuto proteico della colazione ha un impatto maggiore sulla perdita di peso, l’emoglobina glicata (HbA1C), la sazietà e la glicemia postprandiale quando la fonte proteica è la proteina del siero del latte rispetto ad altre fonti di proteine come uova, tonno e soia”.
 
Lo studio
Jakubowicz e colleghi hanno assegnato in modo casuale 48 pazienti sovrappeso o obesi con diabete di tipo 2 a una delle tre diete previste, con stessa quantità di calorie. In 12 settimane tutti hanno mangiato una ricca colazione, un pranzo di medie dimensioni e una cena leggera, ma in ciascun gruppo differivano quantità e sorgente proteica della colazione.

Nel primo pasto della giornata, i 17 partecipanti al gruppo siero del latte hanno ingerito 36 grammi di proteina come parte di un frullato di proteina del siero del latte formato dal 40% di carboidrati, 40% di proteine e 20% di grassi. I 16 partecipanti al gruppo altamente proteico hanno mangiato 36 grammi di proteine sotto forma di uova, tonno e formaggio (40% carboidrati, 40% proteine e 20% grassi). I 15 del gruppo ad alto contenuto di carboidrati hanno invece assunto 13 grammi di proteine in cereali pronti per il consumo (65% carboidrati, 15% proteine e 20% grassi). Tutte e tre le diete hanno incluso una colazione da 660 kcal, un pranzo da 567 kcal e una cena da 276 kcal, con la stessa composizione a pranzo e cena.

I risultati
Dopo 12 settimane, i partecipanti al gruppo di proteina del siero del latte avevano perso la maggiore quantità di peso (7,6 kg contro i 6,1 kg dei partecipanti al gruppo altamente proteico e i 3,5 kg di quello con alti carboidrati (p<0,0001). I partecipanti alla dieta con proteina del siero del latte avevano meno fame durante il giorno e picchi di glucosio più bassi dopo i pasti comparati a quelli delle altre due diete. La diminuzione di HbA1C è stata dell’11,5% nel gruppo del siero del latte, del 7,7% in quello proteico e del 4,6% di quello focalizzato sui carboidrati (p<0,0001). Comparato a quest’ultimo, il calo percentuale di HbA1c è stato maggiore del 41% nel gruppo con proteine e del 64% in quello del siero del latte (p<0,0001).

“La proteina del siero del latte è stata consumata solo a colazione. Tuttavia, il miglioramento di glucosio, insulina e GPL-1 (glucagon-like peptide 1) è stato anche osservato dopo pranzo e cena. Il meccanismo di questo effetto positivo persistente della proteina del siero del latte necessita di ulteriori ricerche”, precisa Jakubowicz. Il co-autore Julio Wainstein, sempre del Wolfson Medical Center, aggiunge: “Di solito, i pazienti con diabete di tipo 2 vengono trattati con una combinazione di diversi farmaci antidiabetici per raggiungere un’adeguata regolazione del glucosio e ridurre HbA1c. La proteina del siero del latte dovrebbe essere considerata un adiuvante importante nella gestione del diabete di tipo 2”.

“Inoltre – prosegue Wainstein – è possibile che l’aggiunta della proteina del siero del latte alla dieta permetta di raggiungere la regolazione del glucosio con meno farmaci, che è un vantaggio notevole nel trattamento del diabete di tipo 2”.
 
Fonte: ENDO 2016
 
Lorraine J. Janeczko
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

19 Aprile 2016

© Riproduzione riservata

Da Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l’acne inversa
Da Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l’acne inversa

Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea dei medicinali ha raccomandato l'approvazione di 12 nuove medicine nel corso della riunione di settembre 2026. Il Comitato ha inoltre espresso...

Virus respiratori. Ecdc aggiorna la sorveglianza europea: influenza, Covid e RSV monitorati con un sistema integrato
Virus respiratori. Ecdc aggiorna la sorveglianza europea: influenza, Covid e RSV monitorati con un sistema integrato

Sorveglianza sempre più integrata per influenza, Covid-19 e virus respiratorio sinciziale (RSV) in Europa. L’Ecdc ha pubblicato la nuova versione del protocollo per la raccolta e la trasmissione attraverso EpiPulse...

Oms Europa lancia un nuovo kit di tutoraggio per accompagnare gli infermieri all’ingresso nel mondo del lavoro
Oms Europa lancia un nuovo kit di tutoraggio per accompagnare gli infermieri all’ingresso nel mondo del lavoro

L’Oms Europa ha lanciato un kit di strumenti per il mentoring degli infermieri, composto da due corsi complementari: uno per gli infermieri all’inizio della carriera e uno per i loro...

Asma. Oms prepara nuove linee guida: sicurezza dei pazienti, accesso alle cure e uso corretto degli inalatori
Asma. Oms prepara nuove linee guida: sicurezza dei pazienti, accesso alle cure e uso corretto degli inalatori

Accesso a trattamenti efficaci, uso corretto degli inalatori, monitoraggio regolare dei sintomi e capacità di riconoscere tempestivamente un peggioramento. Sono alcuni dei punti chiave sui quali l’Organizzazione mondiale della sanità...