Diabete. Regressione possibile grazie ad una dieta ipocalorica

Diabete. Regressione possibile grazie ad una dieta ipocalorica

Diabete. Regressione possibile grazie ad una dieta ipocalorica
Secondo alcuni ricercatori inglesi, nel 40% circa dei pazienti affetti da diabete di tipo 2, un regime alimentare a basso contenuto calorico (VLCD) può determinare, in breve tempo, la reversibilità della condizione patologica. Il team della Newcastle University ha evidenziato che, come per alcuni casi legati a interventi di chirurgia bariatrica, si è osservata la remissione della patologia in soggetti ai quali era stato ridotto drasticamente il regime calorico.

(Reuters Health) – Per esaminare su chi e in che modo l’approccio basato sul regime alimentare ipocalorico (VLCD ) potesse essere efficace, l’èquipe di medici inglesi ha studiato 30 pazienti affetti da diabete, con una storia della malattia compresa tra i 6 mesi e i 23 anni. Tutti hanno seguito un regime alimentare ipocaloricoche ha portato in generale ad una perdita di peso da 98 a 83.8 kg, alla fine della prima fase di studio.
 
Come step successivo, i soggetti sono ritornati ad una dieta isocalorica (iperproteica): un programma personalizzato e strutturato per mantenere il peso e migliorare la propria condizione. A distanza di 6 mesi, in 13 pazienti è stata osservata una riduzione del glucosio nel sangue con un livello inferitore a 7 mmol/L. La perdita di peso conseguente ad un VLCD è stata la stessa sia nei soggetti che hanno dato una miglior risposta allo studio sia in quelli ‘non rispondenti’. In tutti, il loro peso è rimasto costante nei successivi 6 mesi.

In quelli considerati ‘responders’, si è registrata una durata più breve del diabete e un iniziale assenza del livello di insulina nel sangue più alta: l’emoglobina glicata (HbA1c) è scesa da 7.1 a 5.8 in questo gruppo, rispetto al livello da 8.4 a 8.0 registrato nei soggetti considerati ‘non-responders’. Un dato rimasto costante nei successivi 6 mesi.

I ricercatori hanno spiegato che “l’obiettivo primario di questo studio non era finalizzato al trattamento; si voleva ottenere, dal punto di vista fisiopatologico, un proof of concept, ossia uno studio sulla verifica sperimentale della validità di un principio.“Sei mesi di follow-up – hanno aggiunto i ricercatori – rappresentano un periodo di tempo sufficiente per individuare eventuali accumuli di grassi conseguenti ad una dieta isocalorica; tuttavia una maggior durata dello studio potrebbe ritenersi necessaria per definire l’efficacia del trattamento clinico come prassi”. “Ci vuole cautela – ha concluso Taylor – per poter considerare questa cura come trattamento di routine del diabete di tipo 2. Non siamo ancora in grado di poter affermare che sia corretto fornire l’indicazione generale di perdere peso, ma sul tema sono in corso studi più grandi”.
 
Fonte: Diabetes Care 2016
 
David Douglas
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Sciences)

David Douglas

07 Aprile 2016

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