Diagnostica: i pazienti vogliono conoscere i referti sempre più in fretta. Meglio se a voce ed entro due giorni

Diagnostica: i pazienti vogliono conoscere i referti sempre più in fretta. Meglio se a voce ed entro due giorni

Diagnostica: i pazienti vogliono conoscere i referti sempre più in fretta. Meglio se a voce ed entro due giorni
La tecnologia sta profondamente cambiando la radiologia, dimezzando i tempi di attesa per gli esami e la loro modalità di esecuzione. E i pazienti desiderano sempre più interloquire con i radiologi, per avere in prima battuta la diagnosi, senza un’ulteriore intermediazione, che pagano salato in termini di ansia e stress di attesa.

(Reuters Health) – Normalmente, nella pratica clinica, i team di radiologia interpretano le immagini, ma non si interfacciano direttamente con i pazienti per comunicare loro i risultati. Così, alcuni gruppi di radiologi in diversi Paesi starebbero cercando dei metodi per abbreviare i tempi di consegna dei risultati e dare ai malati la possibilità di conoscere in prima battuta i risultati. Di questa piccola “rivoluzione” culturale in radiologia si è recentemente occupato il Journal of the American College of Radiology, che ha pubblicato il lavoro di un gruppo coordinato da Matthew Davenport, dell’Università del Michigan di Ann Arbor.
 
Lo studio
Davenport e colleghi hanno esaminato 202 pazienti sottoposti a diversi esami eseguiti per differenti motivi: radiografia del torace per dolore al petto, radiografia del torace per polmonite, risonanza magnetica per mal di schiena, TC o Risonanza per tumore al cervello e TC o Risonanza per trattamento del cancro. In ognuna di queste circostanze, i ricercatori chiedevano ai pazienti quanto tempo avrebbero aspettato prima di chiamare per informazioni sui risultati, se erano ansiosi nell’attesa del referto e il gradimento o meno di averlo online su un portale dedicato.
 
In generale, i pazienti desideravano avere i risultati da uno a tre giorni dopo e avrebbero chiamato per chiedere informazioni da uno a cinque giorni dopo essersi sottoposti all’esame. Inoltre, la metà dei pazienti avrebbe dichiarato di aspettarsi un risultato entro tre giorni dopo uno screening di routine, dopo due in seguito a radiografia del torace per dolore al petto e dopo uno dopo i raggi-X fatti per evidenziare una polmonite, o un esame di imaging per tumore del cervello o trattamento anticancro. La metà dei pazienti avrebbe anche riferito cambiamenti a livello emotivo, tra cui ansia che andava da lieve a estrema. In generale, infine, i pazienti preferivano avere i risultati al telefono piuttosto che di persona, ma entrambe le opzioni erano più gradite rispetto alla trasmisisone online.
 
Ma del 58% delle persone che avevano effettivamente usato un portale di pazienti, il 94% ha dichiarato di aver ricevuto correttamente i referti e di essere soddisfatto dal servizio. La American College of Cardiology ha avviato un’iniziativa nazionale che incoraggia i radiologi ad assumere un ruolo più ampio nella cura dei pazienti e nelle interazioni con loro. E proprio sul malato si starebbe spostando la loro attenzione, come specificato da Andrew Rosencrantz, della NYU Langone Health, che ha sottolineato che “con i risultati dei test di imaging, un’immagine può valere più di mille parole. Siamo più concentrati sui pazienti e vogliamo ottenere risultati dei test in modo rapido e comprensibile”.
 
Fonte: Journal of the American College of Radiology

Carolyn Crist

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

20 Novembre 2017

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...