Lanciata in Italia la prima terapia per l’endometriosi a base di Dienogest. La molecola attenua i sintomi senza significativi effetti collaterali da ipoestrogenismo, come la riduzione della densità minerale ossea. L’annuncio è arrivato a Milano, in chiusura del XX convegno clinico della Società della riproduzione (Sidr). Il nuovo prodotto a base di Dienogest, approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), è disponibile in fascia C.
"Si tratta dell’unico progestinico orale studiato e – ha spiegato Felice Petraglia, direttore della Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Siena – messo in commercio con l’indicazione per il trattamento della patologia, con profili di tollerabilità e sicurezza che ne permettono l’impiego a lungo termine. Dopo vent’anni di attesa disponiamo finalmente di un rimedio efficace e specifico per l’endometriosi, che per le sue caratteristiche potrebbe diventare il farmaco di riferimento per questo disturbo”.
Lo ha dimostrato un lavoro multicentrico europeo, coordinato dal policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena e pubblicato nel 2012 su Archives of Gynecology and Obstetrics. Sono state coinvolte 168 pazienti che avevano già completato un trattamento di 3 mesi con Dienogest (2mg al giorno), arrivando a ben 65 settimane in totale, senza registrare particolari problematiche. L’efficacia clinica è stata valutata attraverso i seguenti parametri: sollievo dal dolore e riduzione delle lesioni. La molecola attenua i sintomi senza significativi effetti collaterali da ipoestrogenismo, come la riduzione della densità minerale ossea.
“La chirurgia va limitata a determinate situazioni e presenta comunque recidive in un caso su due – aggiunge Luigi Fedele, direttore del Dipartimento della donna, del bambino e del neonato Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano e Presidente del XX convegno clinico della Società Italiana della riproduzione – Finora siamo intervenuti prescrivendo farmaci non specifici per la riduzione dei sintomi o con schemi approvati per la patologia, che presentano però effetti collaterali importanti e sono utilizzabili al massimo per 6 mesi. Inoltre il Dienogest, a differenza del Danazolo, una delle poche molecole approvate finora per la malattia, non ha conseguenze androgeniche (es. irsutismo) e riduce il dolore e le lesioni. Ora sappiamo come intervenire e dobbiamo sforzarci per giungere ad una diagnosi precoce. Secondo uno studio americano, il 47% delle pazienti deve consultare addirittura cinque clinici prima di dare una risposta al proprio malessere. Questo gioca molto sulla qualità di vita della donna e influisce anche sul risultato della terapia”.