Epatite autoimmune. Micofenolato mofetile possibile trattamento di prima linea

Epatite autoimmune. Micofenolato mofetile possibile trattamento di prima linea

Epatite autoimmune. Micofenolato mofetile possibile trattamento di prima linea
Secondo uno studio greco pubblicato su Alimentary Pharmacology and Therapeutics la terapia a base di micofenolato mofetile (Mmf) potrebbe essere efficace come trattamento di prima linea contro l’epatite autoimmune (Aih). Quella standard ha infatti tassi elevatissimi di ricaduta. 

(Reuters Health) George N. Dalekos e colleghi della University of Thessaly di Larissa hanno studiato il ruolo di Mmf, che ha indotto una remissione nell’88% dei pazienti in un loro lavoro precedente, uno studio osservazionale del mondo reale con pazienti naïve alla terapia che svevano ricevuto il Mmf come trattamento di prima linea contro l’Aih.
 
109 pazienti con epatite autoimmune hanno ricevuto prednisolone con micofenolato mofetile e 22 – che non hanno acconsentito al protocollo con il micofenolato mofetile – hanno ricevuto l’immunosoppressore convenzionale. I partecipanti allo studio sono stati seguiti da 3 a 168 mesi. I tassi di risposta iniziale completa sono stati del 93,6% nel gruppo cui era stato somministrato Mmf e del 72,7% in quello che aveva seguito il trattamento convenzionale (p=0,01), con rispettivamente l’81,3% e il 68,7% che ha raggiunto questo risultato nei primi tre mesi. Circa un quarto di pazienti trattati con Mmf (il 23,5%) e il 37,5% di chi ha seguito la terapia tradizionale che hanno raggiunto la remissione completa hanno avuto una ricaduta durante la riduzione o la sospensione del prednisolone.
 
Quaranta pazienti hanno smesso Mmf dopo un periodo compreso tra i 24 e i 132 mesi, e 30 di questi erano ancora in remissione quando è stato steso il report. Gli altri 10 avevano avuto delle ricadute nel periodo tra i 5 e i 24 mesi dalla cessazione di Mmf. La durata più lunga della terapia con micofenolato mofetile è stato il solo fattore predittivo indipendente del mantenimento della remissione dopo l’interruzione del trattamento.

I risultati clinici
Mmf è stato ben tollerato, con due soli pazienti che hanno smesso e cinque che hanno chiesto una riduzione permanente della dose per gli effetti collaterali. “Questo studio di coorte di grandi dimensioni non solo ha confermato i nostri studi precedenti sull’alta efficacia e sicurezza dell’uso di Mmf come trattamento di prima linea per l’Aih, ma ha anche dimostrato per la prima volta i più alti tassi di mantenimento della remissione completa (75%) mai pubblicati anche se i criteri di remissione erano severi. – concludono i ricercatori – Mentre la ricaduta dopo la sospensione del farmaco è quasi universale con la terapia convenzionale (73-100% durante il follow up a due anni dal trattamento, con circa il 50-90% di ricadute nei primi 12 mesi dopo la cessazione della terapia),micofenolato mofetile sembra un trattamento di prima linea per l’Aih ragionevole, sicuro e importante, che dovrebbe essere seriamente preso in considerazione in futuro, sebbene non si possano escludere rischi di un potenziale bias e sovrastima dei benefici dell’intervento, dovuti al relativamente breve follow up (mediana di 24 mesi)”.
 
Fonte: Aliment Pharmacol Ther 2016

Reuters Staff

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

04 Aprile 2016

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