ESC 2010: staminali efficaci nello scompenso cardiaco 

ESC 2010: staminali efficaci nello scompenso cardiaco 

ESC 2010: staminali efficaci nello scompenso cardiaco 
L’impiego di staminali estratte dal midollo osseo consente di ridurre drasticamente la mortalità nei pazienti con scompenso cardiaco cronico conseguente a un infarto.
Lo rivela uno studio presentato nel corso del Congresso dell’European Society of Cardiology. 

La terapia con cellule staminali estratte dal midollo osseo migliora le performance ventricolari, la qualità di vita e la sopravvivenza in pazienti con scompenso cardiaco cronico, secondo i risultati dello studio STAR-heart presentati nel corso del Congresso dell’European Society of Cardiology.
Secondo il coordinatore dello studio, Bodo-Eckehard Strauer, del dipartimento di Cardiologia dell’università di Düsseldorf, la ricerca risponde ad almeno due questioni rimaste finora irrisolte nonostante siano ormai migliaia le persone trattate con staminali come terapia rigenerativa: che miglioramento ci si possa aspettare nella funzionalità ventricolare e gli effetti a lungo termine del trattamento.
La ricerca ha coinvolto 391 pazienti con scompenso cardiaco conseguente a un infarto e con frazione di eiezione ventricolare sinistra uguale o inferiore al 35%. Circa la metà di essi (191) ha accettato di sottoporsi a un trattamento che prevedeva la somministrazione sull’area infartuata di staminali estratte dal midollo osseo.
Nei 5 anni successivi, i pazienti sottoposti all’intervento sperimentale hanno mostrato tassi di mortalità di 5 volte inferiori al gruppo di controllo, oltre a migliori outcome su tutti i valori di funzionalità cardiaca.
“Malgrado i progressi nel suo trattamento, lo scompenso cardiaco è un crescente problema di salute pubblica, con un alto tasso di complicazioni cardiovascolari e mortalità”, ha spiegato Bodo-Eckehard Strauer. “Il trattamento di prima linea mira soprattutto a prevenire il deterioramento della funzionalità cardiaca che spesso è una conseguenza di un infarto al miocardio. Tuttavia – ha aggiunto – questi trattamenti convenzionali per lo scompenso conseguente a un infarto non correggono la causa da cui la patologia ha origine, che è di solito la perdita di funzionalità del tessuto miocardico. Per questo la prognosi rimane mediocre. Ed è questa la ragione per cui in questi particolari casi c’è bisogno di strategie finalizzate alla rigenerazione e alla riparazione dei tessuti”.
A.M. 

30 Agosto 2010

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