Eugenio Aringhieri confermato presidente del Gruppo biotecnologie di Farmindustria

Eugenio Aringhieri confermato presidente del Gruppo biotecnologie di Farmindustria

Eugenio Aringhieri confermato presidente del Gruppo biotecnologie di Farmindustria
Per Aringhieri, CEO del Gruppo Dompé e componente della Giunta di Farmindustria, si tratta del terzo mandato. L'obiettivo per il prossimo biennio sarà quello di "promuovere sempre più il biotech in Italia. Un comparto altamente tecnologico e leva di crescita per l’economia del Paese”.

“Promuovere sempre più il biotech in Italia. Un comparto altamente tecnologico e leva di crescita per l’economia del Paese”. È quanto dichiarato da Eugenio Aringhieri subito dopo la conferma per il terzo mandato come Presidente del Gruppo Biotecnologie di Farmindustria. Aringhieri, laurea in Farmacia, è CEO del Gruppo Dompé e componente della Giunta di Farmindustria.
 
“Nel prossimo biennio continuerò – seguendo il programma strategico di Farmindustria – a puntare sul valore dell’innovazione per dare risposte sempre più efficaci alle diverse patologie, anche quelle rare. Un obiettivo possibile solo attraverso una nuova governance del settore che potrà rafforzare l’Italia del biotech. Già oggi siamo una realtà importante a livello globale, con eccellenze pure nelle terapie avanzate che rappresentano la frontiera dell’innovazione. Tutto italiano è il primo farmaco approvato in Europa, per una patologia rara oculare, e un altro arriverà a breve per l’immunodeficienza combinata severa. Il biotech rappresenta il futuro nell’ambito della salute, dal punto di vista scientifico, sociale, occupazionale. La sfida è ora quella di rafforzare le condizioni a sostegno del settore, favorendo gli investimenti e l’uniformità dell’accesso all’innovazione. Solo in questo modo l’Italia potrà continuare ad essere protagonista in uno scacchiere sempre più internazionale”.
 
In Italia sono 145 i farmaci biotecnologici oggi disponibili. Le 199 aziende biotech che operano nel Paese, investono oltre 500 milioni in R&S e occupano circa 4.000 addetti. I progetti di ricerca raggiungono quota 303 – compresi quelli per le malattie rare – di cui il 65% nelle fasi finali.
 

31 Marzo 2016

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