Farmacologia. Cirino (Sif) e Gemmato: “Italia terza in Ue nella ricerca farmacologica con oltre 800 studi clinici attivi nel 2023”. Nisticò (Aifa): “424 giorni il tempo medio per AIC”

Farmacologia. Cirino (Sif) e Gemmato: “Italia terza in Ue nella ricerca farmacologica con oltre 800 studi clinici attivi nel 2023”. Nisticò (Aifa): “424 giorni il tempo medio per AIC”

Farmacologia. Cirino (Sif) e Gemmato: “Italia terza in Ue nella ricerca farmacologica con oltre 800 studi clinici attivi nel 2023”. Nisticò (Aifa): “424 giorni il tempo medio per AIC”
La ricerca farmacologica rappresenta uno dei pilastri fondamentali per il progresso della medicina. Il titolo del 42° Congresso della Società Italiana di Farmacologia “Sciences today for a better medicine tomorrow” riflette “una visione ambiziosa e necessaria: quella di costruire il futuro della salute attraverso le innovazioni scientifiche del presente”, aggiunge Cirino.

Seconda giornata di lavori del 42° Congresso della Società Italiana di Farmacologia SIF. L’evento, in programma fino a sabato 16 novembre, riunisce esperti di farmacologia di base e clinica, aziende farmaceutiche, regolatori, medici specialisti, politici e associazioni di pazienti per discutere i temi più rilevanti e le sfide attuali del settore. Ad aprire i lavori della cerimonia inaugurale, il presidente SIF, Prof. Giuseppe Cirino, che ha sottolineato come “in questo preciso momento storico, la farmacologia è chiamata a rivestire un ruolo centrale nella forte trasversalità che caratterizza i nuovi orizzonti terapeutici. Il farmacologo dovrà sempre più divenire un professionista interdisciplinare che abbraccia l’integrazione di tecnologia, genomica, bioinformatica contribuendo non solo alla R&S, ma anche alla formazione”.

“Questo know how – ha proseguito Cirino – è necessario per far progredire lo sviluppo di farmaci, ottimizzare la terapia, contribuendo attivamente al progresso della medicina di precisione in un panorama sanitario sempre più complesso”. Cirino ha poi ricordato come la ricerca in farmacologia abbia compiuto progressi straordinari negli ultimi anni. L’Italia si colloca al terzo posto in Europa per numero di studi clinici avviati, con oltre 800 studi attivi nel solo 2023. Questo risultato è frutto di un ecosistema scientifico di eccellenza, sostenuto sia da investimenti pubblici che privati.

“La ricerca farmacologica rappresenta uno dei pilastri fondamentali per il progresso della medicina. Il titolo del 42° Congresso della Società Italiana di Farmacologia “Sciences today for a better medicine tomorrow” – ha continuato – riflette una visione ambiziosa e necessaria: quella di costruire il futuro della salute attraverso le innovazioni scientifiche del presente”.

“Nel 2023, il nostro Paese ha investito oltre 1,6 miliardi di euro nel settore della ricerca e sviluppo farmaceutico – ha sottolineato nel suo intervento il sottosegretario di Stato alla Salute, Marcello Gemmato – con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. Questi investimenti hanno favorito lo sviluppo di nuovi farmaci e terapie, con un focus crescente su medicina personalizzata e terapie avanzate. Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una vera rivoluzione terapeutica in diverse aree, come l’oncologia, le malattie rare e le patologie croniche. Nel campo dell’oncologia, ad esempio, – ha proseguito Gemmato – i farmaci immunoterapici hanno mostrato tassi di sopravvivenza significativamente migliorati. Secondo l’AIOM, i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule, hanno visto un aumento della sopravvivenza del 30% grazie alle nuove terapie. Per il tumore al seno la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è dell’88%. Le malattie rare, un tempo trascurate, stanno anch’esse beneficiando di progressi notevoli. Ad oggi, oltre il 60% delle malattie rare dispone di una terapia approvata o di un trattamento sperimentale in fase avanzata di sviluppo, come ci ricorda l’Orphanet Report 2023. È solo attraverso una stretta collaborazione tra ricerca, industria e politica – ha concluso Gemmato – che si può continuare a migliorare la vita delle persone e garantire un sistema sanitario forte e sostenibile. La medicina del futuro dovrà essere non solo innovativa, ma anche sostenibile e accessibile a tutti. È fondamentale che i progressi farmacologici siano accompagnati da politiche sanitarie che garantiscano equità nell’accesso alle cure, specialmente in un contesto di risorse limitate e in presenza di nuove sfide demografiche, come l’invecchiamento della popolazione”.

Nell’ambito dei lavori congressuali, si è tenuta anche la tavola rotonda dal titolo “Innovation and sustainability: opportunities and challenge”. Il Presidente di AIFA e socio SIF, Robert Nisticò, ha sottolineato l’importanza di un impegno congiunto e continuo nel campo della farmacologia: “La ricerca farmacologica in Italia è un pilastro fondamentale per il progresso scientifico e la salute pubblica. Il nostro Paese deve continuare a investire in innovazione per garantire cure sempre più efficaci e personalizzate, mantenendo al contempo un approccio sostenibile che possa affrontare le sfide della medicina del futuro. È essenziale costruire un modello che non solo sviluppi farmaci innovativi, ma che si assicuri anche della loro accessibilità per tutti i pazienti. Le diseguaglianze nell’accesso alle cure sono un problema che non possiamo ignorare, e spetta a noi, come comunità scientifica e regolatoria, trovare soluzioni condivise. L’Italia, con la sua eccellenza scientifica, ha tutte le carte in regola per essere un leader in questo campo” ha aggiunto Nisticò.

“È fondamentale garantire un sistema sanitario universalistico che assicuri equità di accesso per tutti i cittadini. Tuttavia, questa equità deve essere raggiunta anche a livello regionale, un obiettivo che attualmente risulta ancora complesso. Un altro tema cruciale è la rapidità. Pur chiedendo accesso veloce ai farmaci, ci scontriamo spesso con percorsi burocratici lunghi e complessi. Questo non è solo un problema italiano, ma europeo. Il tempo medio che impieghiamo in AIFA per autorizzare l’immissione in commercio di un farmaco è di 424 giorni, che appare un tempo lungo visto dagli occhi dei pazienti, ma non lo è poi così tanto in relazione alle tempistiche medie internazionali. Il nostro obiettivo è quello di lavorare per la riduzione ulteriore di queste tempistiche, nel solo interesse della salute dei pazienti”, ha concluso il presidente Aifa.

14 Novembre 2024

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