Fattori di rischio cardiovascolari: sulle donne hanno un impatto peggiore che negli uomini

Fattori di rischio cardiovascolari: sulle donne hanno un impatto peggiore che negli uomini

Fattori di rischio cardiovascolari: sulle donne hanno un impatto peggiore che negli uomini
Ipertensione, fumo, diabete sono ben noti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari ma il loro impatto sulla salute delle donne e su quella dei maschi è molto diverso. E ad avere la peggio sono le donne. Una donna che fuma ha il 55% in più di rischio di fare un infarto rispetto ad un uomo; nel caso del diabete di tipo 2 il rischio di infarto per le donne è maggiorato del 47% rispetto agli uomini e nel caso del diabete di tipo due l’impatto sul rischio è maggiorato del 290%.

Quanto impattano i fattori di rischio sugli uomini e sulle donne rispetto alla possibilità di fare un infarto? È la domanda alla quale hanno cercato di dare una risposta un gruppo internazionale di epidemiologi delle Università di Oxford (UK), Utrecht (Olanda), Johns Hopkins University (Baltimora, Usa) e del George Institute for Global Health, University of New South Wales (Australia), che hanno pubblicato il loro lavoro su BMJ.
 
Si tratta di uno studio su big data, quelli della Uk Biobank, che ha valutato  il diverso impatto sul rischio di infarto dei fattori di rischio cardiovascolari in una popolazione di 471.998 persone (56% donne, età media 56,2 anni), senza storia di malattie cardiovascolari all’inizio dello studio.
 
Nell’arco di 7 anni di follow up, 5.081 tra i soggetti arruolati (1.463 dei quali donne, cioè il 28,8%) hanno avuto un infarto; l’incidenza di questo evento è risultata dunque di 7,76 per 10 mila anni persona per le donne e di 24,35 per 10 mila anni persona tra i maschi.
 
Sono risultati associati ad un aumentato rischio di infarto, sia tra gli uomini che tra le donne, gli indici di pressione arteriosa maggiori, l’intensità del fumo, l’indice di massa corporea e la presenza di diabete, anche se queste associazioni si attenuavano con l’età.
 
Nelle donne tuttavia, la presenza di ipertensione e di ipertensione sistolica, l’abitudine tabagica e la sua intensità, la presenza di diabete, sono risultati fattori di rischio per infarto più ‘rischiosi’ che negli uomini; in particolare l’effetto dell’ipertensione sistolica sul rischio di infarto è risultato del 9% peggiore per le donne che per gli uomini, l’impatto del fumo è risultato del 55% più rischioso per le donne, quello del diabete di tipo 2 del 47% più rischioso, mentre quello del diabete di tipo 1 addirittura del 290% più impattante sul rischio di infarto rispetto ai maschi.
 
Gli autori concludono dunque che, sebbene l’incidenza dell’infarto sia più elevata tra i maschi, diversi fattori di rischio sono più strettamente associati al rischio di infarto nelle donne, rispetto agli uomini. Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della prevalenza dei fattori di rischio associati allo stile di vita, è dunque probabile che le donne arriveranno a ‘pareggiare’ l’incidenza di infarto con quella degli uomini. Una par condicio che forse era meglio evitare.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

08 Novembre 2018

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