Fibromi uterini. Il convegno di Gedeon Richter: tutti i benefici di ulipristal acetato

Fibromi uterini. Il convegno di Gedeon Richter: tutti i benefici di ulipristal acetato

Fibromi uterini. Il convegno di Gedeon Richter: tutti i benefici di ulipristal acetato
In Italia l'età media della diagnosi è di 34 anni e l'operazione chirurgica più diffusa è l’isterectomia. Con Ulipristal si riducono notevolmente le dimensioni del fibroma e si controlla efficacemente il sanguinamento.

I fibromi uterini, chiamati anche con il nome di leiomiomi o miomi, sono i più diffusi tumori benigni del tratto genitale femminile per le donne in età fertile, associati ad un’alterazione dell’equilibrio ormonale. Interessano fino al 40% della popolazione femminile di età compresa tra i 35 e i 55 anni, tra cui 24 milioni di donne nell’Unione Europea e 20 milioni in Nord America. Ed è proprio dell’epidemiologia dei fibromi e delle terapie più innovative, tra cui ulipristal acetato è un esempio di efficacia e sicurezza, che si è discusso nel corso del Media tutorial tenutosi a Milano dal titolo “Fibromi Uterini: ad ogni donna il proprio trattamento”, promosso da Gedeon Richter.

Nicoletta Biglia, associato di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università di Torino, ha sottolineato come l’età della diagnosi avvenga nel 40% dei casi tra i 30 e i 39 anni e nel 25% tra i 40 e i 49 anni. In Italia l’età media della diagnosi si attesta sui 34 anni. Nel nostro Paese il 40% delle donne con diagnosi di fibromi uterini riceve un trattamento medico, mentre il 54% si sottopone a trattamento chirurgico. L’isterectomia è l’opzione chirurgica più praticata in tutti gli Stati, ad eccezione dell’Italia e della Francia dove prevale la miomectomia (22% e 36%).

Antonio Maiorana, ginecologo presso L’Ospedale Civico di Milano, ha spiegato come il sintomo più comune sua rappresentato dalla metrorragia con conseguente anemia sideropenica. Altri sintomi riscontrabili sono: dolore pelvico cronico, dismenorrea con effetti compressivi che possono alterare la qualità della vita e la capacità riproduttiva. “La terapia medica – ha sottolineato Maiorana  – dovrebbe essere la prima opzione nel trattamento dei fibromi sintomatici, riservando il trattamento chirurgico a specifiche indicazioni”. L’intervento chirurgico di miomectomia si configura infatti come un’opzione per chi desideri preservare l’utero, ma bisogna informare adeguatamente sul rischio di possibili ulteriori interventi chirurgici.


Un’alternativa risiede nell’embolizzazione, che consente di preservare l’utero. Questa tecnica è stata sviluppata in Francia all'inizio degli anni90; fino ad oggi circa 40mila donne nel mondo sono state trattatecon questa tecnica L'embolizzazione consiste nella bloccare il flusso sanguigno cheirrora i fibromi, i quali vanno in necrosi, portando ad un miglioramento o alla scomparsa dei sintomi (dolore, emorragie,disturbi della minzione) nel 90% dei casi. Viene eseguita effettuando una semplice anestesia locale, con ricovero ospedaliero di 24-48 ore. Il controllo del dolore post embolizzazione viene effettuato mediante vari tipi di farmaci, per mezzo di una pompa adinfusione, dalla quale si può regolare il dosaggio in funzione del dolore. Il ritorno ad un'attività normale avviene dopo circa 2 settimane.

Tra le terapie più efficaci e innovative, si segnala l’ulipristal acetato. Gli sudi PEARL I e II su ulipristal acetato, entrambi studi di fase 3 condotti principalmente in Europa e pubblicati di recente sul New England Journal of Medicine, hanno dimostrato che:

Ulipristal acetato ha controllato il sanguinamento in più del 90% delle pazienti.
Il sanguinamento eccessivo è stato controllato in tempi significativamente più rapidi con ulipristal acetato rispetto a leuprolide acetato (un agonista del GnRH).
Ulipristal acetato ha significativamente ridotto le dimensioni del fibroma e, per le pazienti non sottoposte ad intervento chirurgico, la riduzione del volume si è mantenuta fino a 6 mesi dopo l’interruzione del trattamento.

04 Giugno 2013

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