Forum Risk Management. Tumore al collo dell’utero: possibile eradicazione grazie a vaccinazione e screening

Forum Risk Management. Tumore al collo dell’utero: possibile eradicazione grazie a vaccinazione e screening

Forum Risk Management. Tumore al collo dell’utero: possibile eradicazione grazie a vaccinazione e screening
“Questa è un'opportunità unica in oncologia” che si basa su importanti passi avanti avvenuti negli ultimi anni, ha commentato Gianni Amunni, Coordinatore della Rete Oncologica Regione Toscana intervenuto insieme con altri esperti all'evento.

Eliminare il tumore del collo dell’utero. Di questo si è parlato nel corso dell’incontro “Prevenzione: eliminazione dei tumori correlati al papilloma virus” organizzato in occasione del 17° Forum Risk Management in corso ad Arezzo dal 22 al 25 novembre.

“Questa è un’opportunità unica in oncologia” che si basa su importanti passi avanti avvenuti negli ultimi anni, ha commentato Gianni Amunni, Coordinatore della Rete Oncologica Regione Toscana intervenuto insieme con altri esperti all’evento.

Amunni ha ricordato come questa sia una delle poche situazioni in oncologia in cui si conosce la causa del tumore. “È stato dimostrato che infezioni croniche vaginali sostenute da alcuni ceppi del virus HPV sono la causa necessaria perché si possa instaurare un tumore del collo dell’utero”. Viene da sé quindi che conoscendo la causa del tumore, e intervenendo su di essa per eliminarla, si può eliminare il tumore stesso. Lo strumento per fare questo è mettere in campo “un vero intervento di prevenzione primaria con la vaccinazione. Se noi riusciamo ad avere coperture vaccinali importanti, riusciamo a eliminare alcuni tipi di questa infezione”.

L’altro aspetto rilevante è possibilità di associare alla vaccinazione, e quindi a un intervento di prevenzione primaria, un intervento di prevenzione secondaria: lo screening. “La prevenzione secondaria è quella che consente di anticipare la diagnosi di un tumore” ed in questo caso gli strumenti sono il test dell’HPV e il Pap test. “Il test HPV consente di cogliere infezioni croniche da ceppi oncogeni, e il Pap test consente di valutare se c’è una lesione oncologica e quindi trattarla o in fase iniziale o, addirittura, come lesione pre-neoplastica”.

Quale la differenza: “Lo screening con HPV rispetto allo screening con il Pap test ha il vantaggio di essere più efficace, quindi coglie più lesioni rispetto al Pap test. Oltre ad essere più efficace – ha precisato Amunni – è anche più facile da fare perché richiede intervalli ogni cinque anni, invece che ogni tre anni come avviene per il Pap test. Combinando questi due elementi è ragionevole ritenere che si possa eradicare questo tipo di tumore”.

Ma questa tematica apre anche altri scenari legati all’integrazione. “Vorrei che fosse chiara una cosa”, ha precisato infine Amunni. “Questo è un tumore che rappresenta la prima causa di morte nelle donne in alcuni paesi dell’Africa”. Arrivare all’eradicazione di del cancro al collo dell’utero rappresenterebbe un importante traguardo non solo per l’oncologia tutta ma anche per le popolazioni più fragili e per le popolazioni migranti. Senza “coperture vaccinali adeguate e scarsa adesione agli screening, rischiamo di non cogliere questa opportunità”.

Marzia Caposio

23 Novembre 2022

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