Fumo. I risultati del più grande studio clinico sui farmaci per la disassuefazione su The Lancet

Fumo. I risultati del più grande studio clinico sui farmaci per la disassuefazione su The Lancet

Fumo. I risultati del più grande studio clinico sui farmaci per la disassuefazione su The Lancet
Gli autori concludono che non c’è un aumento significativo di gravi eventi avversi neuropsichiatrici con vareniclina rispetto al placebo o al cerotto alla nicotina. I fumatori trattati con vareniclina hanno tassi di disassuefazione significativamente più alti di quelli trattati con bupropione, cerotti sostitutivi della nicotina (NRT cerotti) o placebo.

Pfizer ha annunciato i risultati pubblicati su The Lancet relativi al più grande studio clinico sui farmaci per la disassuefazione da fumo, lo studio EAGLES (Evaluating Adverse Events in a Global Smoking Cessation Study). Lo studio ha coinvolto 8.144 fumatori adulti ed è stato disegnato per mettere a confronto la sicurezza neuropsichiatrica di vareniclina e bupropione rispetto al placebo e al cerotto alla nicotina in fumatori adulti con e senza precedenti disturbi psichiatrici. Gli autori hanno concluso che lo studio non ha mostrato un aumento significativo dell’incidenza dell’endpoint composito primario di sicurezza di gravi eventi avversi neuropsichiatrici con vareniclina o bupropione rispetto al placebo e cerotti sostitutivi della nicotina.
 
Le differenze tra i tassi di incidenza sono state considerate significative se il 95% dell’intervallo di confidenza (95% CI) associato era interamente al di sopra o al di sotto dello zero.  Circa la metà dei partecipanti allo studio aveva una storia di disturbi psichiatrici, o pregressi e in remissione, o in atto e clinicamente stabili. La diagnosi psichiatrica includeva principalmente disturbi depressivi, bipolari, di ansia e/o psicotici.
 
Lo studio EAGLES aveva come obiettivo di efficacia la valutazione dei tassi di astinenza continua dal fumo nei pazienti trattati con vareniclina o bupropione rispetto al placebo, durante le ultime quattro di 12 settimane di trattamento. L’astinenza continua è stata valutata anche rispetto ai cerotti sostitutivi della nicotina. E’ stata inoltre valutata, per tutti i trattamenti, l’astinenza a lungo termine durante un periodo di follow up senza trattamento della durata di 12 settimane (settimane 9-24). I risultati hanno mostrato che i pazienti di entrambe le coorti (con e senza precedenti di disturbi psichiatrici)+ che hanno preso vareniclina avevano un tasso di astinenza continua maggiore rispetto a quelli trattati con bupropione o cerotti sostitutivi della nicotina in entrambi i periodi. I pazienti trattati con ciascuna terapia hanno avuto tassi di astinenza più alti di quelli trattati con placebo. Questo è il primo studio controllato vs placebo che compara direttamente l’efficacia di vareniclina, bupropione e cerotti sostitutivi della nicotina per aiutare i fumatori a smettere di fumare.
 
“Secondo le linee guida della pratica clinica il modo più efficace per smettere di fumare è dato dalla combinazione di un farmaco per la disassuefazione da fumo e dal counseling. Tuttavia, gli ausili per la disassuefazione sono spesso sottoutilizzati a causa di una percezione errata relativamente alla loro efficacia e sicurezza – ha affermato l’ investigatore principale dello studio Robert M. Anthenelli, M.D., Professore di Psichiatria, Università della California, San Diego – Questo studio offre nuove informazioni ai medici e ai fumatori per aiutarli a prendere una decisione informata sulle diverse opportunità di trattamento.”
 
L’endpoint primario di sicurezza dello studio EAGLES è stato definito con l’occorrenza di almeno un evento avverso grave, emerso durante il trattamento, di ansia, depressione, alterazione delle proprie sensazioni e/o ostilità e/o l’occorrenza durante il trattamento di almeno un evento avverso moderato/severo, tra agitazione, aggressività, percezione errata, allucinazioni, idee omicide, mania, panico, paranoia, psicosi, idee suicidarie, comportamenti suicidari o suicidio portato a termine.
 
L’incidenza dell’endpoint primario di sicurezza nella coorte di pazienti che non avevano precedenti disturbi psichiatrici è stato 1.3% (vareniclina), 2.2% (bupropione), 2.5% (cerotti sostitutivi della nicotina) e 2.4% (placebo). I tassi di incidenza nella coorte di pazienti con precedenti disturbi psichiatrici è stato 6.5% (vareniclina), 6.7% (bupropione), 5.2% (cerotti sostitutivi della nicotina) e 4.9% (placebo). Nei pazienti senza precedenti disturbi psichiatrici, la differenza di rischio (RD) vareniclina vs placebo e bupropione vs placebo per l’endpoint primario di sicurezza è stata rispettivamente −1.28 (95% CI −2.40 a −0.15) e −0.08 (−1.37 a 1.21),. La differenza di rischio per vareniclina vs cerotti sostitutivi della nicotina e bupropione vs cerotti sostitutivi della nicotina è stata rispettivamente −1.07 (−2.21 a 0.08) e 0.13 (−1.19 a 1.45). Nei pazienti con precedenti disturbi psichiatrici, la RD vareniclina vs placebo e bupropione vs placebo è stata rispettivamente 1.59 (−0.42 a 3.59) e 1.78 (−0.24 a 3.81),; la RD per vareniclina vs cerotti sostitutivi della nicotina e bupropione vs cerotti sostitutivi della nicotina è stata rispettivamente 1.22 (−0.81 a 3.25) e 1.42 (−0.63 a 3.46). Tra entrambe le coorti di pazienti, il 95% degli intervalli di confidenza associati con queste differenze di rischio sono stati inferiori o hanno incluso lo zero. Si sono verificati più eventi avversi neuropsichiatrici nella coorte psichiatrica che in quella non psichiatrica per tutti i trattamenti, compreso il placebo.
 
In tutta la popolazione dello studio, l’evento avverso più frequente per gruppo di trattamento è stato: nausea (25%, vareniclina), insonnia (12%, bupropione), sogni anomali (12%, cerotti sostitutivi della nicotina) e cefalea (10%, placebo).
 
“Il fumo è una delle principali cause di morte prevenibile in tutto il mondo, e i benefici della disassuefazione sono immediati e sostanziali – ha commentato Freda Lewis-Hall, M.D., DFAPA, Chief Medical Officer e EVP di Pfizer Inc -. I dati dello studio EAGLES partono da una solida base di evidenze cliniche sulla sicurezza neuropsichiatrica e l’efficacia di vareniclina, che fanno di questo farmaco un’importante opzione terapeutica per le persone che vogliono smettere di fumare”. 

28 Aprile 2016

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