Fumo. Oms: “Progressi nella lotta al tabacco, ma servono azioni più decise. Oltre 6  miliardi di persone protette, ma ancora troppe lacune”

Fumo. Oms: “Progressi nella lotta al tabacco, ma servono azioni più decise. Oltre 6  miliardi di persone protette, ma ancora troppe lacune”

Fumo. Oms: “Progressi nella lotta al tabacco, ma servono azioni più decise. Oltre 6  miliardi di persone protette, ma ancora troppe lacune”
Il nuovo rapporto dell’Oms sul controllo globale del tabacco evidenzia progressi significativi: oltre 6 miliardi di persone sono oggi protette da almeno una misura anti-tabacco del pacchetto MPOWER. Tuttavia, persistono gravi lacune, con 40 Paesi privi di interventi efficaci e oltre 30 senza avvertenze sanitarie obbligatorie. L’Oms invita i governi ad agire con decisione, rafforzando le normative, le campagne informative e l’accesso ai servizi per smettere di fumare.

In occasione della Conferenza mondiale sul controllo del tabacco svoltasi a Dublino, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha presentato il nuovo rapporto “Global Tobacco Epidemic 2025”, lanciando un monito: sebbene siano stati compiuti significativi progressi nella lotta contro il tabacco, l’interferenza crescente dell’industria minaccia le politiche sanitarie e richiede un rilancio deciso degli sforzi.

Il documento si concentra sul pacchetto MPOWER, sei misure raccomandate dall’Oms per ridurre il consumo di tabacco: monitoraggio, protezione dal fumo passivo, supporto alla cessazione, avvertenze efficaci, divieto di pubblicità e aumento delle tasse. Oggi oltre 6,1 miliardi di persone – circa il 75% della popolazione mondiale – sono protette da almeno una di queste politiche, contro solo 1 miliardo nel 2007.

Quattro Paesi – Brasile, Mauritius, Paesi Bassi e Turchia – hanno adottato tutte le misure del pacchetto MPOWER, mentre altri sette sono a un passo dal completamento. Tuttavia, 40 Stati non applicano nemmeno una misura secondo i migliori standard e oltre 30 consentono ancora la vendita di sigarette senza avvertenze sanitarie obbligatorie.

Tra i successi più evidenti, il rapporto segnala l’adozione delle avvertenze grafiche sui pacchetti in 110 Paesi (erano solo 9 nel 2007), e l’adozione del packaging neutro in 25 Stati. Tuttavia, l’applicazione resta disomogenea, soprattutto per il tabacco senza fumo.

Il rapporto denuncia anche il rallentamento delle campagne mediatiche anti-tabacco: dal 2022, 110 Paesi non ne hanno avviata nessuna. Solo un terzo della popolazione globale ha accesso a servizi gratuiti per smettere di fumare, e appena 68 Paesi applicano i divieti pubblicitari secondo i migliori standard. Sul fronte fiscale, dal 2022 solo tre Stati hanno aumentato le tasse sul tabacco in linea con le raccomandazioni Oms.

Un aspetto preoccupante riguarda l’esposizione al fumo passivo, che causa 1,3 milioni di morti all’anno: 79 Paesi hanno introdotto ambienti completamente smoke-free, coprendo un terzo della popolazione mondiale. Nuove normative sono state introdotte in sei Paesi, tra cui Indonesia e Slovenia.

Cresce anche l’attenzione verso le sigarette elettroniche: 133 Paesi hanno introdotto regolamentazioni, ma oltre 60 restano privi di qualsiasi normativa.

“Serve un’azione urgente e coraggiosa per colmare le lacune esistenti – ha affermato Ruediger Krech, direttore della promozione della salute dell’Oms –. Ogni governo deve investire negli strumenti già dimostratisi efficaci e garantire che nessuno venga lasciato indietro”.

Un appello chiaro, che invita la comunità internazionale a un impegno rinnovato e condiviso per porre fine all’epidemia globale del tabacco.

23 Giugno 2025

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