“Grasso. L’organo segreto”, l’obesità non è una questione di colpa. Intervista alle autrici
Dal 16 giugno in uscita il libro "Grasso. L'organo segreto" dalle autrici best-seller Elizabeth Van Rossum e Mariëtte Boon. Le abbiamo intervistate per discutere di massa adiposa, stigma e gestione dell'obesità come patologia multifattoriale.
“Fino a poco tempo fa, non c’era un organo di cui sapessimo così poco come il nostro tessuto adiposo. Perché sì, il grasso è un organo, proprio come il cuore, il fegato e i reni. Il corpo, del resto, non fa nulla per caso. Come qualsiasi altro organo, anche il grasso ha una funzione”. Una funziona sulla quale indaga “Grasso. L’organo segreto”, il libro appena uscito edito da Gribaudo, nato dalla penna di due esperte del settore, le autrici olandesi Elisabeth Van Rossum e Mariëtte Boon.
Già autrici di best seller divulgativi sul tema, tradotti e distribuiti in tutte Europa, Van Rossum è internista-endocrinologa e professoressa all’Erasmus MC di Rotterdam, dove si occupa di ricerca su obesità e stress; Boon è medico specialista in obesità al Centrum Gezond Gewicht dell’Erasmus MC di Rotterdam. Quotidiano Sanità le ha incontrate al Congresso Europeo sull’Obesità 2026 a Istanbul, dove hanno discusso del libro e del progresso della ricerca sull’obesità.
Il punto di partenza delle due autrici è stata la consapevolezza che il grasso sia da sempre una delle parti più fraintese del corpo umano, spesso oggetto di stigma e in generale associato semplicemente ad un eccesso di apporto calorico, da eliminare quanto prima.
“Pochi sanno che la massa adiposa è un organo endocrino, in quanto produce molti ormoni – spiega Van Rossum –. Il più famoso è la leptina, che può inibire l’appetito a livello cerebrale, ma può anche stimolare il metabolismo energetico. Sappiamo che avere troppo poco grasso non è salutare, perché può compromettere anche il funzionamento del sistema immunitario. Ma anche avere troppa massa adiposa non è salutare”. Quando succede, infatti, il soggetto si definisce sovrappeso o con obesità (dal primo al terzo livello di gravità).
“Nell’obesità, infatti – continua Van Rossum – la massa grassa diventa disfunzionale: si sviluppa infiammazione e anche questi ormoni, come la leptina, non vengono più percepiti correttamente dal cervello. Si crea quindi una condizione di resistenza alla leptina. Questo contribuisce anche ad aumentare la fame nelle persone con obesità e può influenzare l’intero metabolismo. In realtà, il grasso è un organo e, nell’obesità, questo organo è di fatto malato. Per questo l’obesità è riconosciuta come una malattia”.
Il libro vuole infatti chiarire che il grasso non è un organo inerte, ma è capace addirittura di dialogare con il cervello e il sistema immunitario, così come con l’intero metabolismo. Per farlo intreccia sia spiegazione scientifica, che casi clinici e storie di vita di pazienti, in cui alcuni lettori potranno riconoscersi.
“La consapevolezza che il nostro tessuto adiposo è in realtà un organo aiuta molto anche i pazienti -aggiunge Boon –. Aiuta anche il fatto che oggi sappiamo che l’obesità è una malattia cronica molto complessa, con un’elevata probabilità di recidiva. Questo perché di solito i pazienti provano molta vergogna e pensano di non essersi impegnati abbastanza quando non riescono a mantenere il peso perso per un periodo prolungato”.
Il volume, infatti, fa una riflessione sull’obesità come condizione multifattoriale, in cui intervengono anche ambiente, stress e stigma, oltre che un’importante componente biologica.
“Oggi sappiamo che, quando le persone perdono molto peso, esiste l’effetto yoyo, che include molte forze che, di fatto, lavorano contro la perdita di peso – prosegue Boon –. Il metabolismo energetico si riduce, diversi ormoni che regolano l’appetito funzionano in modo meno efficiente, causando un aumento dell’appetito nei pazienti. Tutto questo rende naturalmente molto più facile riprendere peso”.
“Riteniamo molto importante che non siano solo i nostri pazienti ad avere queste conoscenze, ed è per questo che abbiamo scritto un libro, ma lo abbiamo scritto anche specificamente per gli operatori sanitari, affinché anche loro sappiano che l’obesità è una malattia complessa e possano contribuire a ridurre lo stigma introno ai pazienti. Fortunatamente oggi ci sono molte nuove soluzioni nel campo dell’obesità, di cui parliamo ampiamente nel libro. Non solo, naturalmente, lo stile di vita, che dovrebbe sempre rimanere il pilastro fondamentale del trattamento dell’obesità, ma anche, per esempio, i nuovi farmaci per l’obesità” conclude Boon.
Il volume quindi invita a parlare di peso, corpo e salute con precisione e rispetto, esplorandone tutti gli aspetti più controversi e liberando il paziente e il clinico da pregiudizi costruiti su conoscenze ancora poco approfondite. Inoltre, prova a spiegare il funzionamento dei nuovi farmaci agonisti del recettore GLP-1, che mostrano risultati mai visti prima sulla cura dell’obesità.
Così come è multifattoriale la patologia, “Grasso. L’organo segreto” mostra che multiéquipe deve esserne le gestione: coinvolgendo endocrinologi, specialisti dell’obesità, psicologi, nutrizionisti ed esperti di attività fisica. La certezza del paziente deve essere una sola: non si tratta di una colpa individuale o di mancanza di volontà e, come tale, va trattata.
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