I “rituali di cura” riducono stress dei famigliari dei pazienti in Rianimazione. Studio del Careggi

I “rituali di cura” riducono stress dei famigliari dei pazienti in Rianimazione. Studio del Careggi

I “rituali di cura” riducono stress dei famigliari dei pazienti in Rianimazione. Studio del Careggi
Sentirsi utili nei confronti del proprio caro contrasta stress e depressione. Si tratta di gesti come far ascoltare al paziente la sua musica preferita tramite auricolari o registrazioni audio/video inerenti i momenti più significativi della sua vita; massaggiare e applicare lozioni sul corpo; applicare garze umide fresche sulla labbra, sugli occhi e sulla fronte; adornare la camera di degenza con oggetti personali, fotografie, quadri, simboli religiosi. La ricerca è stata svolta in collaborazione con gli Usa.

Si stima che nel 70% dei casi i familiari di ricoverati in rianimazione presentino condizioni di stress psicologico anche a distanza di tre mesi dalla dimissione del paziente. In particolare, il 67% accusa sintomi di ansia e il 56% mostra segni evidenti di depressione. Gran parte di questi disturbi, particolarmente gravi e che influenzano la qualità di vita in modo determinante, si manifestano spesso come pensieri intrusivi, incubi notturni, attacchi di panico, sensi di colpa e alterazioni della sensibilità emotiva. Questo problema è stato affrontato in uno studio internazionale pubblicato sulla prestigiosa rivista americana Critical Care Medicine che ha visto la partecipazione della Brown University di Providence nel Rhode Island, della Rush University di Chicago e dall’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi di Firenze.

Il principale obiettivo dello studio, spiega una nota del Careggi, è stato quello di verificare la fattibilità e l’efficacia di una serie di interventi, definiti “Rituali di cura per il familiare”, che lo vedono attivamente coinvolto nella cura del proprio caro. In particolare è stato valutato l’effetto sulla comparsa  di sintomi correlati allo stress dimostrandone una significativa riduzione.

La ricerca è stata svolta dal Dr. Gianluca Villa, in collaborazione con i colleghi americani Tim Amass, Mitchell Levy e Sean OMahony, a Careggi nella Terapia Intensiva del San Luca Nuovo, diretta dal Prof. Raffaele De Gaudio e dal Prof. Stefano Romagnoli, e resa possibile grazie al sostegno economico fornito dalla James M Cox Foundation e dalla Philip and Irene Toll Gage Foundation di Atlanta (USA).

In concreto i “Rituali di cura per il familiare” si attuano con varie modalità di coinvolgimento dei parenti nelle attività assistenziali e nel contatto con il congiunto assistito in rianimazione, per valorizzare il legame emotivo ed elaborare attivamente lo stress del ricovero, ad esempio: fornire al paziente la sua musica preferita tramite auricolari o registrazioni audio/video inerenti i momenti più significativi della sua vita; massaggiare e applicare lozioni sul corpo, rinfrescare periodicamente il cuscino o fornire cuscini o coperte supplementari portate da casa; applicare garze umide fresche sulla labbra, sugli occhi e sulla fronte; adornare la camera di degenza con oggetti personali, fotografie, quadri, simboli religiosi.

04 Dicembre 2019

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