Ictus. Se non si modifica lo stile di vita, aumenta il rischio di un secondo evento

Ictus. Se non si modifica lo stile di vita, aumenta il rischio di un secondo evento

Ictus. Se non si modifica lo stile di vita, aumenta il rischio di un secondo evento
Avere fattori di rischio cardiovascolari come l’ipertensione, prima di essere colpiti da un ictus, potrebbe aumentare il rischio di soffrire di un secondo episodio o di sviluppare demenza, negli anni a seguire. A ipotizzarlo è uno studio olandese pubblicato da Stroke.

(Reuters Health) – “Negli ultimi anni, con i farmaci si è riusciti a ridurre il rischio di un secondo ictus, ma nonostante questo, l’eventualità di un secondo episodio o di sviluppare demenza resta alta per almeno cinque anni dopo un primo evento”, ha dichiarato Arfan Ikram, dell’Erasmus University Medical Center di Rotterdam. “Dal momento che molti pazienti sopravvivono a un primo ictus nel breve termine, automaticamente molti sopravvivono a lungo termine”, ha sottolineato Ikram. I fattori di rischio possono causare danni irreversibili prima dell’ictus, così, cambiare stile di vita per prevenire un secondo episodio potrebbe essere troppo tardi.
 
Lo studio
Ikram e colleghi hanno seguito 1200 pazienti di 45 anni o più che avevano sofferto di un primo ictus e quasi 5000 persone che non avevano mai avuto problemi a livello cardiovascolare. A un anno dal ricovero, le persone sopravvissute all’ictus erano tre volte più a rischio di avere un altro episodio e due volte più a rischio di sviluppare demenza. Secondo i ricercatori olandesi, per chi sopravvive a un ictus, soffrire di ipertensione, diabete, avere bassi livelli di colesterolo HDL o fumare prima dell’evento cardiovascolare aumenterebbe del 40% il rischio di un secondo episodio e del 10% il rischio di soffrire di demenza post-ictus.

“Al contrario di malattie come il cancro, per le quali si dispone di trattamenti che possono essere efficaci e si può sopravvivere per altri 10 anni, dopo un ictus resta alto il rischio di avere problemi di salute”, ha commentato Ikram. “Questo però non deve scoraggiare, ma dovrebbe motivare le persone a fare quello che possono per prevenire un secondo attacco. Si pensa che la prevenzione sia solo farmacologica, ma non bisogna dimenticare le semplici misure igieniche, come smettere di fumare, fare più esercizio fisico, controllare sempre la pressione sanguigna e mantenere un peso corporeo nella norma”.
 
Fonte: Stroke 2016

Kathryn Doyle

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Kathryn Doyle

22 Luglio 2016

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...