Il curaro aiuta a dare un taglio alle sigarette

Il curaro aiuta a dare un taglio alle sigarette

Il curaro aiuta a dare un taglio alle sigarette
Grazie al potente veleno un gruppo di ricercatori europei è riuscito a descrivere in 3D la struttura e il funzionamento dei canali ionici. La scoperta, secondo il team, potrebbe consentire di sviluppare farmaci destinati al trattamento di disturbi in cui siano coinvolti i canali ionici, come la dipendenza da tabacco.

È uno dei veleni più potenti, tanto che per i suoi effetti paralizzanti uno dei suoi componenti è usato nella chirurgia polmonare. Ma il curaro, grazie a uno studio condotto da un team di ricercatori afferenti a diversi istituti europei e pubblicato su Plos Biology, potrebbe diventare il grimaldello attraverso cui comprendere in dettaglio la struttura e il funzionamento della membrana cellulare umana.Una struttura composta da più di 7.000 proteine il cui esatto funzionamento è per la quasi totalità di esse perfettamente ignoto.
Tra esse, i canali ionici svolgono un importante ruolo nella comunicazione. Proprio la struttura e il funzionamento dei canali ionici è stata descritta dal team grazie alla capacità del veleno di interromperli.“Siamo come dei fabbri che esaminano su scala atomica come una chiave – il veleno – si adatta alla serratura di una porta – il canale ionico – e come la chiave tiene la porta chiusa”, ha illustrato il coordinatore dello studio Chris Ulens, direttore del Laboratorio di neurobiologia strutturale presso la Katholieke Universiteit Leuven in Belgio.
Grazie a questa fotografia in 3D, secondo il team, sarà adesso possibile sviluppare farmaci destinati al trattamento di disturbi in cui siano coinvolti i canali ionici, come la dipendenza da tabacco.
Inoltre, sarà possibile ottimizzare la ricerca in questo settore: “In passato – ha aggiunto Ulens – l’industria farmaceutica ha sviluppato farmaci rilasciando centinaia di migliaia di sostanze nei canali ionici. Se una certa sostanza provocava una reazione, veniva testata sui pazienti. Un sistema di esperimenti ed errori. La nostra ricerca – ha concluso – porta a uno sviluppo di farmaci più orientato all’obiettivo: acquisendo conoscenze sulla struttura tridimensionale di un canale ionico, si possono sviluppare farmaci specifici che si legano alla proteina”.

05 Aprile 2011

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